Come Associazione abbiamo trasmesso al sindaco di Carrara Serena Arrrighi una nuova istanza formale sulla sosta estiva a Marina di Carrara, chiedendo l’adozione di un’ordinanza che riservi ai residenti una quota degli stalli nelle zone sottoposte a maggiore pressione. È il terzo atto dopo la segnalazione via PEC dell’agosto 2025 e l’istanza del marzo 2026, entrambe rimaste senza alcun riscontro.Il disagio che denunciamo non è la difficoltà di trovare un posto comodo. È che in alcune vie di Marina, da giugno a settembre, chi esce di casa in automobile sa che al rientro con grande probabilità non troverà dove fermarsi. Anziani, persone fragili, famiglie con bambini: molti rinunciano semplicemente a spostarsi. Per quattro mesi all’anno la sosta smette di essere un servizio e diventa una condizione che limita la vita quotidiana.
C’è una ragione strutturale, mai entrata nelle valutazioni degli uffici, per cui il problema si concentra particolarmente in alcuni quartieri. Ad esempio, la quasi totalità degli edifici di Viale Colombo, una delle strade più colpite dal problema, è anteriore al 1967, cioè alla legge Ponte, che per la prima volta impose alle nuove costruzioni una dotazione minima di parcheggi. Quei fabbricati non hanno sosta pertinenziale per una ragione storico-normativa che i residenti non hanno scelto e non possono sanare: in un tessuto così denso non esiste lo spazio fisico per ricavarli. La strada pubblica non è pertanto una comodità: è l’unica risorsa materialmente disponibile.
La nuova istanza si fonda su una disparità documentata. Le Norme per l’attuazione del Piano della Sosta del Comune di Carrara si aprono con una frase chiara: «Nel Centro città di Carrara sono istituite le seguenti zone…». L’intero impianto (zone a sosta controllata articolate in settori, ZTL, area pedonale, parcheggio di interscambio San Martino con navetta gratuita e, soprattutto, permesso di sosta gratuito annuale per i residenti) si ferma al centro storico. Marina di Carrara, che è l’area del territorio comunale soggetta alla più forte pressione veicolare stagionale, ne è interamente esclusa.
Che l’Amministrazione sappia intervenire rapidamente sulla sosta quando riconosce un disagio è dimostrato dai suoi stessi atti: con la delibera di Giunta n. 508 del 29 dicembre 2025 ha concesso ai residenti del centro la sosta gratuita in piazze ordinariamente a pagamento, motivandola con la carenza di posti auto causata da lavori e afflusso di persone; nel marzo 2026 ha sospeso la sosta a pagamento in tutto il centro cittadino. Per Marina, in un anno, nessun provvedimento.
C’è di più. Con l’ordinanza n. 37/2024 sugli orari dei pubblici esercizi il Comune ha richiamato l’indagine ARPAT sull’inquinamento acustico a Marina «tra le strade di Via Genova, Viale Colombo, Via Rinchiosa e Via Ingolstadt», riconoscendo che l’esposizione al disagio incide sulle normali attività quotidiane e provoca «ansia, irritazione, difficoltà a far fronte alle normali occupazioni». Le stesse vie, lo stesso periodo, lo stesso fenomeno: meritevoli di tutela quando si tratta di rumore, non quando si tratta di poter raggiungere la propria abitazione.
L’estate 2026 ha confermato la previsione. L’unica offerta aggiuntiva di sosta comparsa sul litorale non è stata comunale: l’apertura del Piazzale A decisa da IMM CarraraFiere, a pagamento, solo nei fine settimana e conclusa il 19 luglio per lasciare posto agli allestimenti dei concerti. Dal 20 luglio, nel mese di massima affluenza, neppure quel palliativo. Nel frattempo, i cantieri hanno sottratto stalli e sul litorale sono fioccate le sanzioni.
L’istanza chiede l’adozione di un’ordinanza ai sensi dell’art. 7, comma 11, del Codice della Strada che istituisca un “Settore Estivo Marina” con una quota di stalli riservata ai residenti dal 1° giugno al 15 settembre e permesso gratuito per un veicolo per nucleo familiare, sul modello già in vigore in centro; l’adozione dell’atto entro il 31 marzo di ogni anno, per non arrivare a stagione conclusa; una navetta diurna gratuita dai parcheggi scambiatori; la quantificazione degli stalli soppressi dai cantieri con misure compensative; e la convocazione entro quindici giorni di un tavolo tecnico con l’assessorato alla Mobilità, il Settore 9 e Nausicaa S.p.A.
Non chiediamo un privilegio: chiediamo che una tutela già riconosciuta, disciplinata e gestita dal Comune per un quartiere venga estesa anche a un altro quartiere. La differenza fra i residenti del centro storico e quelli di Marina non sta nei bisogni né nelle norme applicabili: sta nel fatto che per gli uni un atto è stato firmato e per gli altri no. L’istanza apre i termini di legge per una risposta scritta: decorsi inutilmente, ci rivolgeremo al titolare del potere sostitutivo e valuteremo gli ulteriori strumenti previsti dall’ordinamento.









