"Mentre Pietrasanta festeggia un successo storico per il suo “sistema-cultura”, con oltre 204 mila presenze nelle sedi culturali cittadine e un trend in crescita costante, Carrara continua a mostrarsi incapace di trasformare in numeri l’idea – pur lodevole sulla carta – di essere una città d’arte e cultura di primo piano": è la considerazione da cui parte la critica del consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella all'assessorato alla cultura del comune di Carrara. "Nel comune versiliese - prosegue Mirabella- le biblioteche, i musei e gli spazi espositivi sono diventati vere attrazioni frequentate da cittadini e turisti, con numeri di grande rilievo e mostre di alto profilo che attraggono pubblico locale, nazionale e internazionale. Di contro, Carrara non pubblica dati aggiornati sulle presenze dei suoi musei e servizi culturali, e le uniche cifre disponibili riguardano il modesto incremento di visitatori nei musei civici nel 2023, con il mudaC salito da 717 a 4.277 visitatori e il CARMI da 1.735 a 3.462 nell’ultimo anno registrato – livelli che restano lontani da qualsiasi benchmark culturale degno di nota per una città della nostra dimensione. L’assessore Dazzi prenda atto che non basta mettersi l’etichetta di “Città Creativa UNESCO” sulla carta per creare cultura. Carrara vanta un grande patrimonio artistico e museale, ma i numeri dicono chiaramente che le persone non stanno rispondendo alle iniziative culturali della giunta. Nonostante gli annunci di Gea Dazzi e le accorate dichiarazioni di visione e “innovazione” per rendere i musei “spazi dinamici”, al momento non esistono dati ufficiali recenti su presenze culturali e turismo culturale che supportino queste affermazioni. La differenza con realtà come Pietrasanta è evidente. Là, il report annuale ufficiale mostra un trend di crescita solido e trasparente, con un più 10.600 visitatori rispetto all’anno precedente e un contributo significativo delle grandi mostre internazionali. Lì, le istituzioni misurano i risultati e li comunicano. A Carrara, invece, restiamo con frasi ad effetto e una propaganda che non si traduce in numeri, presenze o impatto territoriale misurabile.
E non è una questione di risorse, visto che Carrara, in quanto città della rete UNESCO delle Città Creative, ha investito circa 7,6 milioni di euro in cultura negli ultimi quattro anni, con una porzione significativa di budget dedicata a musei, biblioteche ed eventi. Ma evidentemente la quantità di budget investito non si è tradotta in risultati concreti, misurabili e comparabili con realtà simili per dimensioni e potenzialità. A voler guardare alla concorrenza, città di dimensioni simili stanno facendo molto meglio nel portare cultura e turismo nelle loro comunità. E questo solleva una domanda semplice ma diretta: a che serve essere riconosciuti “città creativa” se i cittadini non vedono né numeri né effetti reali? È legittimo aspettarsi una strategia culturale che non si limiti alla presentazione di programmi o alla promozione estetica del territorio, ma che produca risultati concreti e dati verificabili di partecipazione pubblica, turismo culturale e attrattività.
Pietrasanta l’ha fatto; Carrara, fino ad ora, no. E mentre realtà comparabili superano i 200.000 visitatori annui nei musei e nelle iniziative culturali, Carrara resta ferma sulla carta. Forse è il momento che l’Assessore Gea Dazzi non fornisca più dichiarazioni generiche e presenti finalmente una visione misurabile e risultati reali che vadano oltre slogan e slide di presentazioni. Ma è già troppo tardi: il mandato dell’amministrazione Arrighi, sostenuta dal PD, sta per scadere e con esso le opportunità per costruire un vero “sistema cultura” capace di produrre risultat"i.









