"In parallelo alla cancellazione della Bier Fest, la gestione di IMM CarraraFiere e dell’immobile fieristico è stata oggetto di annunci entusiastici da parte dell’Assessore Carlo Orlandi" lo sostiene il consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella che spiega. "La struttura sarebbe destinata a diventare un polo culturale e di grandi eventi spettacolo, con una programmazione che affiancherebbe fiere e congressi a concerti e show di richiamo nazionale.Secondo quanto illustrato dall’assessore comunale responsabile delle partecipate, questo nuovo “ruolo” rappresenterebbe un segnale di vitalità e centralità per il calendario degli eventi cittadini, adatto anche ad accogliere produzioni importanti e spettacoli di grande richiamo. Tuttavia, mentre da una parte si promuovono spettacoli e grandi nomi, dall’altra si registra la mancata continuità di eventi storici e fortemente radicati nel tessuto locale, come la Bier Fest stessa.Una scelta che solleva interrogativi sulla coerenza delle strategie adottate, soprattutto se l’obiettivo dichiarato era quello di rinvigorire l’attrattività della fiera e della città, il tutto in presenza di una situazione economico-finanziaria complessa che CarraraFiere non è nuova ad affrontare.Bilanci e documenti ufficiali mostrano infatti come, già negli anni precedenti, la società abbia dovuto fare i conti con perdite significative e problemi di equilibrio finanziario. La perdita accumulata negli esercizi precedenti aveva superato i 10 milioni di euro e i soci avevano richiesto interventi correttivi, compresa la restituzione delle quote. Parte della strategia di risanamento messa in atto aveva previsto la vendita della palazzina degli uffici e della Marmoteca, al fine di reperire liquidità e sostenere l’attività.Nei bilanci e nei piani industriali approvati, la vendita di beni era stata esplicitamente indicata come leva necessaria per evitare crisi di liquidità e garantire la continuità operativa. In passato, i bilanci di CarraraFiere evidenziavano inoltre perdite portate a nuovo per milioni di euro, un patrimonio netto ridotto da circa 32 a 12 milioni di euro e debiti significativi verso banche e fornitori. Anche se la situazione più recente mostra dati meno critici rispetto a scenari di qualche anno fa, permangono, alla luce dei dati disponibili, elementi di fragilità nella continuità gestionale, che appare legata anche al supporto finanziario dei soci.
In questo contesto, la svolta annunciata in questi giorni ha attirato numerose critiche da parte di osservatori e commentatori locali, che hanno evidenziato una contraddizione evidente: mentre un evento tradizionale e molto radicato sul territorio come la Bier Fest viene cancellato, parte della stessa struttura obsoleta e che perde pezzi viene rilanciata con format “spettacolo” che richiamano altri modelli di fruizione culturale e di intrattenimento. Questa inversione di priorità viene imputata alle forze politiche di maggioranza locale e regionale, in particolare il Partito Democratico e l’amministrazione precedente, ritenute responsabili di una governance di IMM CarraraFiere che avrebbe portato la partecipata allo sbando, a fronte di una visione strategica giudicata incerta e poco coerente con le tradizioni locali. Le critiche si concentrano sulle scelte di assetto e sulla vendita di immobili pubblici collegati alla partecipata, sulla mancata tutela di eventi storici e attrattori culturali locali e su strategie di marketing e gestione che sembrerebbero privilegiare nuovi format rispetto alla salvaguardia dell’identità territoriale.Nel mirino finiscono anche le responsabilità attribuite alla politica locale e regionale, all’amministrazione Arrighi e all’assessore competente alle partecipate, oltre al mancato versamento della quota di 500 mila euro da parte della Regione Toscana in qualità di socio, elemento che incide ulteriormente sul quadro finanziario complessivo.A questo si aggiunge il commissariamento imposto dalla Regione Toscana, con la nomina della commissaria Sandra Bianchi, che ha comportato la perdita della Presidenza in capo a un rappresentante locale e una riduzione del controllo diretto del Comune sulla società.Questa narrazione politica non è solo un’opinione: è sostenuta da atti pubblici che mostrano come la gestione degli asset immobiliari sia stata orientata alla copertura delle perdite e alla prospettiva di nuove attività, in alcuni casi in contrasto con le aspettative di chi considerava CarraraFiere un presidio culturale e fieristico centrale per tutta la città.La vicenda di CarraraFiere non riguarda dunque soltanto la cancellazione di una festa popolare, ma rappresenta il riflesso di un problema più ampio: quello di una società partecipata che fatica a trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e ruolo sociale per il territorio, con responsabilità politiche chiaramente individuate nella gestione locale e regionale".









