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Scritto da Redazione
Politica
15 Dicembre 2023

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Lunedì mattina, 11 dicembre, una delegazione di cinque persone, in rappresentanza di cittadini, associazioni riunite dal Comitato Salute Pubblica Massa Carrara, ha avuto un incontro con Serena Arrighi per portare le istanze della comunità locale, preoccupata per quanto sta accadendo alla sanità pubblica territoriale e per le sorti dei presidi sanitari locali.

Marianna Massa, presidente dell' Associazione Mycelium APS e per l'occasione portavoce di questo gruppo, ha aperto l'intervento ed ha esposto una sintesi dei punti rilevati e discussi in queste ultime settimane durante gli incontri settimanali aperti alla cittadinanza.

Questo che segue, uno stralcio dell'intervento:

"Apprendiamo dello smantellamento dei servizi sanitari del Monoblocco a favore di una nuova costruzione. La comunità è fermamente contraria a questa decisione, si chiede e chiede a lei, in quanto responsabile della salute pubblica, come mai la necessità e l'urgenza di una nuova costruzione quando in minor tempo e con meno spesa si potrebbero adeguare le strutture già esistenti (magari "a lotti"), valorizzandole, come stanno facendo in altri territori, ad es. Castelnuovo Garfagnana, dove, oltre a ristrutturare il vecchio ospedale, faranno un nuovo pronto soccorso. Quindi è possibile, perché a Carrara non si può?

Tra l'altro sappiamo che già erano previsti 6 milioni per adeguamento edilizio-architettonico e impiantistico per il Monoblocco e tutta l'area di Monterosso, ex art.20 - delibera regionale maggio 2022. All'epoca non si parlava di nuove strutture ma solo di ristrutturazione dell'esistente, sul quale erano tutti d'accordo; ci fu anche, in precedenza, un consiglio comunale, il 12 novembre 2019, che si era espresso in tal senso: qui era emersa la volontà, dal dibattito pubblico e da parte delle istituzioni stesse (compreso l'ex amministratore regionale), di impiegare le risorse in un adeguamento dell'ospedale e in nessuna altra nuova costruzione. Cosa è cambiato?

La cittadinanza chiede che tutti i servizi rimangano nel Monoblocco e nelle palazzine esistenti e non vuole essere visitata o curata in container, cosiddetti "moduli" (i quali, sembrerebbe, resterebbero in funzione fino al 2027), non so se lei ritiene che questi si possano considerare dei presidi di garanzia di un adeguato accesso alle cure e soprattutto di rispetto della dignità della persona e del diritto alla salute.

I fondi che si dovessero "risparmiare" nelle ristrutturazioni e adeguamenti delle strutture esistenti si impieghino in risorse umane, in nuove assunzioni o si spinga in tal senso, non in nuova colata di cemento e altro inutile e dannoso spreco di suolo.

Non è d'accordo?

Senza accesso dignitoso alle cure, senza servizio sanitario pubblico adeguato alle esigenze della comunità e senza investimento nel personale medico, Carrara rischia di svalorizzarsi e a poco a poco svuotarsi, allora sarà vano qualsiasi tentativo di "rianimazione", è questo che vogliamo per la nostra città?

I tecnici che hanno visionato i documenti dei VVFF riferiscono che le indicazioni dei verbali dei sopralluoghi dai quali si è partiti col progetto, non giustificherebbero lo "svuotamento" e tanto meno uno smantellamento ma solo alcuni interventi di messa in sicurezza e di adeguamento. Per quanto concerne l'antisismico non ci sono documenti che attestino che la struttura non sia sicura, tra l'altro, è saldata sulla roccia del monte e dicono essere tra gli edifici, ante '82, più strutturalmente sicuri di Carrara. Non è vero? Sono stati richiesti documenti che attestino il contrario ma non sono mai stati resi disponibili, non è dato sapere se esistano o poterli visionare, a discapito della trasparenza. Quindi, per quanto ci riguarda, il Monoblocco non ha alcun problema antisismico.

Carrara non compare nell'elenco degli investimenti dei fondi PNRR per la sanità (Commissione 6), come si finanzieranno i lavori? Se poi così fosse, perché l'urgenza di tagliare i servizi o spostarli, senza, ancora, un'adeguata e alternativa offerta sanitaria in campo? Perché non prorogare i servizi che vengono erogati attualmente, nelle strutture esistenti, come hanno già fatto in molti territori della stessa Asl competente?"

In aggiunta, le è stato chiesto se siano stati presi in considerazione gli spazi nelle palazzine storiche, nell'ex ostetricia e nel civico, occupati ad uso amministrativo, da usare e riadattare ad uso sanitario ed altri locali disponibili, per evitare di ricorrere ai container (e conseguenti, costosissime, spese inerenti), dove spostarvi i servizi, temporaneamente.

A margine dell'incontro è sorta spontanea la domanda sulla provenienza dei nove milioni di euro di fondi per il progetto, dato che sappiamo che in totale dovrebbero essere 15 milioni ma solo sei milioni vengono dalla seconda tranche dell'ex art.20 della delibera di maggio 2022. Come si finanzierà tutto il resto?

Durante l'ora e mezza di conversazione, la delegazione ha ribadito più volte che la Sindaca, quale responsabile per la salute della sua comunità e rappresentante dei cittadini, dovrebbe (e potrebbe) opporsi e/o portare le istanze, le proteste e le proposte della popolazione, ai tavoli dove i cittadini e nemmeno le associazioni o comitati sono invitati, nonostante siano essi i fruitori dei servizi in oggetto.

Per iniziareè basilare che l'ASL chieda una proroga ai VVFF come è stato fatto a Massa per il distretto di Bassa Tambura. Avendo più tempo non ci sarebbe nessuna urgenza per gli spostamenti, quindi (anche in questo caso), niente "moduli" ma inizio immediato dei lavori nelle palazzine storiche.

Per concludere ci fa piacere rimarcare che mercoledì 13, durante il dibattito in occasione della proiezione del film "C'era una volta in Italia", organizzata dagli altri comitati territoriali per la sanità, sia emersa la comunanza di idee e la volontà di unirsi nei propositi per contrastare lo smantellamento della sanità pubblica, per il rispetto e la tutela del diritto alla salute.

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