Il Comitato Ugo Pisa di Marina di Massa ha partecipato alla commissione consiliare ambiente del comune di Montignoso impegnata sul tema di Cava Fornace. Ecco la relazione che ne ha tratto: "Ieri sera abbiamo partecipato alla Commissione consiliare Ambiente del comune di Montignoso, dedicata alla discarica dell'ex cava Fornace e al nuovo procedimento che vorrebbe portare l'impianto fino a 98 metri di altezza.Erano presenti il Comitato No Cava Fornace, associazioni ambientaliste, l'assessore all'ambiente di Montignoso Giulio Francesconi, il consigliere Franco Quiriconi e il Sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, che ha ribadito con chiarezza una posizione che dovrebbe essere condivisa da tutte le amministrazioni locali: la discarica deve chiudere subito e non deve essere conferito più alcun materiale.Quanto emerso durante la Commissione è estremamente grave e va spiegato con chiarezza ai cittadini. La discarica deve chiudere e non può proseguireDopo l'incidente del maggio 2024 è ormai evidente che questa attività rappresenti un rischio reale per l'ambiente e per la salute delle persone. Non è una battaglia ideologica, ma una questione di fatti: la discarica non è sicura.Continuare a parlare di ampliamenti e nuove autorizzazioni significa ignorare ciò che è già accaduto. Il percolato non può finire nelle fognature Durante la discussione è emerso che il percolato della discarica verrebbe ancora conferito nella rete fognaria, finendo al depuratore del Lavello. Il percolato non può essere conferito in fognatura: è un liquido altamente inquinante, profondamente diverso dalle normali acque reflue domestiche, e gli impianti fognari e di depurazione non sono progettati né autorizzati a trattarlo. Parliamo di una sostanza potenzialmente pericolosa per l'ambiente e per la salute pubblica. Continuare a tollerare questa pratica significa esporre il territorio e la comunità a un rischio inaccettabile.Fase emergenziale ancora aperta. Alla domanda su come tutto questo fosse possibile, è stato risposto che la fase emergenziale successiva all'incidente non risulterebbe ancora chiusa.Questo apre una questione politica, prima ancora che tecnica: come si può anche solo pensare di concedere una nuova autorizzazione se l'emergenza precedente non è conclusa e se non è stato chiarito fino in fondo se la situazione sia davvero sotto controllo? Prima é urgente e necessario mettere in sicurezza l'area. Poi bisogna tutelare la salute dei cittadini. Solo alla fine – eventualmente – si potrà discutere di qualsiasi altro progetto. Da questa vicenda emerge un fatto evidente: la chiusura della discarica non è ostacolata da problemi tecnici o normativi, ma dalla mancanza di volontà politica. Le regole esistono. I rischi sono sotto gli occhi di tutti. È arrivato il momento che i comuni (tutti dell'entroterra toscano e soprattutto dell'area fiorentina) che controllano la società che gestisce la discarica (Plures), si assumano la responsabilità di smaltire autonomamente i propri rifiuti, senza continuare a scaricarli su un altro territorio, trattandolo come la discarica della Regione. La tutela dell'ambiente e della salute delle persone non è negoziabile".
Commissione consiliare su Cava Fornace: il report del comitato Ugo Pisa
Scritto da Redazione
Politica
08 Gennaio 2026
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