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Scritto da Redazione
Politica
04 Luglio 2020

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«Ieri sera in consiglio comunale, fin dal primo intervento della minoranza su temi fondamentali per il futuro della città come Ricognizione e Regolamento degli Agri Marmiferi, è stato chiaro che l’intento non era quello di discutere il merito dei provvedimenti ma, come ha poi dichiarato apertamente un consigliere di opposizione, perdere tempo e attaccare me. Tutti gli interventi, quasi senza distinzione, sono stati incentrati sulle mie dichiarazioni in materia di marmo ai tempi in cui ero consigliere di opposizione o durante la campagna elettorale. Una strategia che ha sottratto tempo prezioso alla discussione su eventuali proposte. Dalla minoranza in sostanza sono fioccate solo polemiche e nessun contributo di merito»: il sindaco Francesco De Pasquale commenta così l’andamento della prima parte della seduta del consiglio comunale dedicato al marmo, che proseguirà oggi.

La seduta è stata segnata da due “stop” che si sono protratti complessivamente per oltre 2 ore. Il primo è servito a chiarire la possibilità di partecipazione in presenza degli esponenti della stampa locale. Il secondo stop è scaturito dalla richiesta di un gruppo di manifestanti di assistere alla seduta. «Ricordo – chiarisce il sindaco - che il consiglio era stato convocato senza la presenza in sala dei cittadini non certo per una scelta politica ma per le norme anti Covid-19. Alla fine è stata comunque garantita la possibilità di partecipazione ai giornalisti e a 4 cittadini in rappresentanza dei manifestanti».

Il primo cittadino racconta poi come è proseguita la seduta: «Quando il dibattito è entrato nel vivo, l’opposizione si è dedicata al suo vero obiettivo. Attaccare il sindaco. Tenuto conto del lungo“stop”, se avessi replicato, si sarebbe innescato un giro di interventi che avrebbe avuto come risultato quello di concludere la seduta senza aver votato nemmeno un provvedimento. Per questo ho scelto di non raccogliere le provocazioni e di portare a casa il risultato, nell’interesse della comunità. Sì perché gli atti in discussione sono fondamentali anche per il regolare svolgimento dell’attività estrattiva».

De Pasquale risponde alle accuse ricevute: «Uno scontato “tormentone” che la minoranza di volta in volta ripropone solo per provare a oscurare i risultati che l’amministrazione sta conseguendo o far dimenticare che, nonostante ne abbiano avuto la possibilità nei loro 10 anni di governo della città, i partiti di centro sinistra nono sono mai riusciti a rinnovare il Regolamento degli Agri».  

Il sindaco ribadisce quanto dichiarato ieri in apertura del consiglio comunale: «In materia di politiche sul lapideo, il nostro cammino è stato guidato da alcuni principi molto chiari: tutela dell’ambiente e del paesaggio, aumento delle ricadute economiche sulla città, salvaguardia dell’occupazione.  Questi rimangono i nostri capisaldi che continuiamo a perseguire, anche attraverso gli atti in discussione, che devono rispondere a una realtà complessa (anche dal punto di vista normativo): siamo cresciuti e maturati, rendendo così “realizzabili” i risultati che ci eravamo prefissati di raggiungere, ben prima di essere “amministrazione”»

De Pasquale non si sottrae nemmeno sull’argomento più gettonato, i Beni estimati: «Sono ancora convinto che possano e debbano essere assoggettati al patrimonio indisponibile del Comune e sono ancora intenzionato, oggi come allora, a portare avanti questa battaglia. Quello che è cambiato, da quando ero consigliere di opposizione, è il campo di questa battaglia, e non certo per una mia scelta. Oggi è indiscutibile che campo di battaglia sia il Parlamento. Quindi invece di perdere tempo a rinvangare il passato, le forze politiche che siedono tra i banchi del governo nazionale dovrebbero lavorare per calendarizzare la proposta di legge nazionale lanciata dal capogruppo del Movimento5Stelle in consiglio regionale Giacomo Giannarelli. Una proposta approvata all’unanimità dall’assise toscana nonostante l’uscita dall’aula, forse non casuale, del consigliere del Pd Giacomo Bugliani. Il nostro parlamentare Riccardo Ricciardi ha confermato ieri l’impegno su questo fronte. Il Pd faccia altrettanto con i suoi eletti – conclude il primo cittadino - magari convincendo a un cambio di strategia Martina Nardi che, all’inizio di quest’anno, aveva definito “non prioritaria” la questione dei beni estimati, derubricandola a tematica che “riguarderà una cinquantina di persone, concessionari o sedicenti”».

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