"In questi giorni non abbiamo potuto fare a meno di notare la grande soddisfazione e l'entusiasmo dell'assessore regionale Marras e, soprattutto, della Sindaca sui dati del settore lapideo". Parte in questo modo la riflessione del consigliere dei 5 Stelle Matteo Martinelli che prosegue: "Effettivamente, dall'analisi svolta dall'istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio sono emersi due valori significativi. Il primo, è legato all'incremento del peso sui fatturati delle aziende dei prodotti lapidei lavorati rispetto alla cessione di blocchi grezzi. Il secondo, alla progressiva diminuzione delle produzioni, che si sono attestate sulle 600mila tonnellate, in netta diminuzione rispetto alle 900 mila del 2017 e al milione degli anni 2000.Ovviamente vien da chiedersi se, considerata l'influenza dell'andamento del mercato, le evoluzioni normative di settore abbiano inciso su quei numeri. A questo punto, diventa veramente difficile, anche per il più disonesto dei commentatori, non rilevare una correlazione con le norme introdotte tra il 2020 e il 2021 dalla giunta De Pasquale.
Ricordiamo che il Nuovo Regolamento sugli agri marmiferi, elaborato e approvato in Consiglio nel 2020 con i soli voti del Movimento 5 Stelle, prevede all'articolo 21 il vincolo di lavorazione nel distretto di almeno il 50 per cento dei materiali estratti. I piani attuativi dei bacini estrattivi, predisposti e approvati in Consiglio nel 2021 dal Movimento 5 stelle, allora maggioranza, prevedono una serie di preziose norme vincolanti di caratteri ambientale tra cui il contingentamento delle produzioni cava per cava, introdotto anche questo per la prima volta nella storia del Comune. Ribadiamo che in questi anni il nostro lavoro, oltre ad aver incassato sentenze favorevoli dei tribunali amministrativi, non è stato modificato di una virgola dall'amministrazione Arrighi, nonostante le posizioni fortemente critiche allora espresse dalle forze politiche (e non) che la sostengono. A questo punto, sottolineiamo che anche i numeri confermano la correttezza delle nostre tesi rispetto all'efficacia di quanto stavamo facendo.
Coloro che ci criticarono con grande veemenza, affermando che non sarebbe cambiato nulla, forse dovrebbero ammettere di aver esagerato con feroci valutazioni rispetto alla bontà delle nostre norme.
Anche sulle politiche del lapideo, così come sulle politiche di bilancio, sui progetti PNRR e sulle scelte urbanistiche e ambientali, il tempo è stato galantuomo. Non possiamo fare a meno di consigliare al sindaco Serena Arrighi di scendere dal piedistallo e riconoscere con un filo di onestà intellettuale la preziosa eredità che le è stata consegnata non genericamente dalle ''amministrazioni precedenti'', ma proprio dall'amministrazione 5 stelle. Probabilmente se non avesse inopinatamente snobbato le nostre istanze su tanti temi che riguardano la città, oggi non si troverebbe costretta ad affrontare il profondo dissenso sul suo operato, a cui non si rimedia con una propaganda ridondante e inefficace".