"Dietro i sorrisi di circostanza, i nastri tagliati anzitempo e i comunicati stampa intrisi di trionfalismo politico, la realtà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a Carrara si racconta una storia completamente diversa" Lo afferma il consigliere della lista Civica Massimiliano Bernardi che spiega. "Una storia fatta di cantieri fantasma, scadenze europee violate e un pesante sbilanciamento finanziario che rischia di trascinare il Comune in un baratro erariale senza precedenti. La fotografia reale ad oggi smaschera la narrazione del sindaco Serena Arrighi e dell’assessore ai Progetti Speciali e Opere Pubbliche Moreno Lorenzini: i due pilastri fisici e sociali della rigenerazione urbana carrarese – la piscina comunale "Francesco Tosi" e la scuola Media "Michelangelo Buonarroti" – sono fermi al palo, congelati da oltre un anno in un limbo di ritardi, errori progettuali e contenziosi legali .Ma c'è di peggio. Per evitare l'immediato naufragio e coprire le falle di una programmazione carente, l’assessore al Bilancio Mario Lattanzi ha dovuto firmare pesanti variazioni d'urgenza, iniettando milioni di euro di soldi propri del bilancio comunale. Risorse fresche, sottratte direttamente dalle tasse dei cittadini di Carrara e tolte alle manutenzioni stradali, al decoro dei quartieri e ai servizi di prossimità.Ma l''amministrazione continua a lanciare messaggi rassicuranti in cui afferma di avere tutto sotto controllo, sebbene i tempi e le verifiche previste dal PNRR, comprese quelle effettuate attraverso il sistema ReGiS, arriveranno comunque al momento della verità. Se oggi prevale la narrazione dell'ottimismo, sarà l'esito finale dei controlli e il rispetto delle scadenze a stabilire se quella fiducia è fondata oppure no. Nel frattempo, resta il dubbio che l'obiettivo politico sia quello di arrivare a un Arrghi Bis per le elezioni comunali del 2027, senza che emergano tutte le gravi conseguenze di eventuali ritardi o criticità degli altri cantieri. Saranno poi i fatti, e non gli slogan, a dire chi aveva ragione e quali responsabilità dovranno essere affrontate soprattutto sul progetto Canal del.Rio. Mentre il bluff della piscina "Tosi" sembra essere un pozzo senza fondo. L'amministrazione aveva sbandierato l'opera come un successo, forte di un finanziamento europeo iniziale a fondo perduto pari a 1,3 milioni di euro. Eppure, le entrate restano sbarrate da oltre un anno a causa di varianti strutturali selvagge su impianti meccanici e tubazioni. I documenti d'ufficio (la delibera della nona rimodulazione del Quadro Tecnico Economico) cantano una melodia drammatica: l'opera è lievitata a un costo complessivo monumentale di euro. Come si è coperto questo buco? L'assessore Lattanzi ha dovuto drenare le casse dell'ente, firmando nell'ultimo periodo persino una variazione d'urgenza da 600.000 euro pur di non far scappare la ditta. In totale, la quota di denaro comunale gettata nella piscina per rincorrere le scadenze del PNRR ammonta a oltre 1,6 milioni di euro. Un paradosso: la piscina dei carraresi oggi costa più di fondi comunali che di fondi europei.
Se a Carrara centro si piange, a Marina ci si dispera. La demolizione e ricostruzione della scuola Buonarroti doveva essere il fiore all'occhiello dell'asse Arrighi-Lorenzini. Un bando da 6.923.000 euro di matrice europea. Il risultato? I lavori sono bloccati da un anno in un labirinto di inadempienze contrattuali, rimpalli con il consorzio appaltatore e pareri legali esterni pagati dal Comune per districarsi dal blocco totale. Mentre l'assessore Lorenzini in Consiglio assicurava che "i tempi sarebbero stati rispettati", il costo totale è schizzato verso gli 8 milioni di euro a causa dell'adeguamento dei prezzi. Anche qui, per non perdere il treno, il comparto bilancio ha dovuto impegnare oltre 1 milione di euro di tasca propria della comunità. Tutto questo per un'area di cantiere deserta, dove le uniche cose a crescere sono i disagi per gli studenti e le sterpaglie.
Il report del fallimento: 10,9 milioni sul tavolo della Corte dei Conti
Se la Giunta Arrighi dovesse presentare oggi un report di consegna reale dei manufatti materiali, il voto sarebbe un fallimento totale. L'Unione Europea e lo Stato non ammettono sconti: le regole del PNRR stabiliscono che se l'opera non viene collaudata ed aperta al pubblico nei tempi prescritti, il finanziamento viene interamente revocato e i soldi già erogati vanno restituiti fino all'ultimo centesimo.
Se il blocco persiste, lo scenario finanziario per Carrara sarà tragico e prenderà la strada della Procura della Corte dei Conti della Toscana per danno erariale consolidato. Il calcolo del disastro è puramente matematico.Carrara rischia così il peggior corto circuito contabile della sua storia recente: trovarsi con dieci milioni di debiti e un buco di bilancio spaventoso, avendo sperperato le risorse correnti pur di inseguire i sogni di gloria e i comunicati stampa patinati della cabina di regia di Palazzo Civico. È tempo che la Giunta Arrighi smetta di nascondersi dietro i rinvii e risponda ai cittadini – e ai magistrati contabili – di questo disastro. amministrativo".









