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Scritto da Redazione
Politica
03 Marzo 2023

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Dopo il terremoto amministrativo che ha visto a Massa il sindaco Persiani essere sfiduciato con voti provenienti anche da FdI, il coordinatore comunale di Forza Italia Massa Domenico Piedimonte dice la sua, definendo l'atto la dimostrazione del fallimento dell'"uomo solo al comando" e attaccando anche le scelte della direzione nazionale di Forza Italia.

"Il centrodestra cittadino ha dimostrato di avere gli anticorpi anche per rimediare a scelte fatte in buona fede nel 2018 e che, ahimè, si sono rivelate non più compatibili con i valori di buona e trasparente gestione amministrativa, di ascolto empatico, di rispetto degli impegni presi, di inclusione e collaborazione" afferma Piedimonte in una nota.

"Per il bene della città, uomini coraggiosi hanno messo fine ad un teatrino non più sostenibile volto a coprire e camuffare l'inadeguatezza di colui che anziché rispettare il programma ed il mandato affidatogli, si è arroccato in una stanza circondandosi di ‘yes man’ e ‘yes girl’ che hanno purtroppo alimentato una politica personalistica fondata sul poltronismo".

"Che sia stato per problemi caratteriali della persona o per altro motivo – rivela il coordinatore forzista - la sostanza è che Persiani è stato sordo ad ogni appello. Anzi, è stato ‘avvocato di parte’ (ma quale parte?) ed ha continuato a chiudere il suo ‘cerchietto magico’ bipolarizzando la sua azione: annunci e proclami pubblici di dolce positività da una parte, isterie, sotterfugi e feroci vendette dall’altra".

"Tutto nel surreale tentativo di restare disperatamente a galla nella speranza che qualche egocentrica narrazione social potesse spazzar via il vero lavoro di altri, i tantissimi problemi di rapporto con molti consiglieri, i ritardi o le scelte irrazionali su alcuni importanti impegni – denunciano da Forza Italia Massa -. Una sorta di delirio da ruolo che ha compromesso quasi subito la serenità di coalizione, frantumandola passo dopo passo fino all’inevitabile sfiducia".

"Basti ricordare che egli è riuscito a passare dalle sperticate lodi verso il suo mentore e vicesindaco Guido Mottini, al suo freddo ed improvviso siluramento; dalla defenestrazione dell’assessore Lama a qualche pilotata nomina esterna di valore politico davvero poco significativo; dall’avere 7 consiglieri eletti nella sua lista e rimanere con uno solo di essi nel gruppo consiliare; da fantasiose e sprecone costituzioni di parte civile al negare un serio approfondimento consiliare sul caso Serimper" evidenzia il coordinatore comunale.

"Il coordinamento comunale di Forza Italia Massa, ha contrastato questi atteggiamenti in ogni modo possibile. Lo ha fatto anche con l'aiuto di altri consiglieri comunali che ne hanno sposato la linea – ricorda -. Dapprima Antonio Cofrancesco e poi anche con Luca Guadagnucci. Consiglieri che mai hanno smesso di ricordare a Persiani che il 2023 si stava avvicinando e che quella politica distante dai cittadini, dagli eletti e dai partiti non era più sostenibile".

"Forza Italia Massa ha invece per anni continuato a lavorare pancia a terra sul territorio massese a fianco dei propri concittadini, nonostante le ingerenze e le forzature anche dei propri vertici volte a tentare di piegare gli organi statutari eletti (ne è ultima triste e riprova la già citata nomina dell'assessore Cagetti, pur eletto nella lista persiani, reinventato forzista nella trattativa tra Persiani e Ricciardi per provare ad accaparrarsi il simbolo). Una nomina durata, per fortuna di Massa, come un gatto in tangenziale, non voluta e non auspicata né dai tre quarti del gruppo consiliare forzista e né dalla base storica degli iscritti berlusconiani. Persiani può giocare con il nostro simbolo ma non con i nostri uomini" puntualizza Piedimonte.

"Eppure l’inaffidabilità politica di Persiani ha travolto anche alcuni degli storici portabandiera della Lega: Guido Mottini, Eleonora Lama, Veronica Ravagli ne sono, come detto, un esempio. Ma non si può dimenticare che l'abbandono politico di Nicola Martinucci, capogruppo della Lega e persona più votata in quel partito, è avvenuto proprio per l'inaffidabilità politica della parola di Persiani – conclude -. Ed in politica, come si è visto, quando hai perso la fiducia, hai perso tutto".

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