Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al distretto di Carrara e non può essere considerata un semplice "disagio". A dirlo è il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi che spiega:"Si tratta di un fatto gravissimo che fotografa il totale collasso logico dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Arrighi col sostegno incondizionato del PD. Trasformare un tragitto di poche centinaia di metri in una trappola di lamiera rovente per oltre un'ora, mette a nudo una superficialità politica inaccettabile, specialmente quando a pagarne il prezzo sono la salute pubblica e le fasce più vulnerabili della popolazione. La trappola è scattata tra la salita di San Ceccardo e Piazza Sacco e Vanzetti, ed evidenzia il fallimento dei piani viabilistici alternativi varati dalla giunta Arrighi. Obbligare malati fragili a spegnere i motori sotto il sole per ovvi motivi normativi, con alte probabilità di svenire nell'abitacolo, è la drammatica conseguenza di una città ostaggio di cantieri non coordinati. Nel frattempo, i tentativi disperati della donna di contattare il Centro Diabetologico al numero 0585 657485 per avvisare del ritardo, hanno trasformato una mattinata di monitoraggio e screening metabolico in un incubo d'ansia". L'ingorgo a cui fa riferimento il consigliere Bernardi è stato causato da due auto lasciate con grande noncuranza in divieto di sosta in largo Salvador Allende, che hanno però bloccato il passaggio degli autobus. Il caos è stato immediato, anche perchè i vigili, nonostante siano stati chiamati subito sono arrivati dopo quasi 20 minuti dal primo mezzo bloccato e questo ha determinato il blocco totale del traffico nel centro di Carrara, che ha una sola valvola di sfogo: Piazza Matteotti, e la ricaduta immediata fino al viale XX Settembre. I due proprietari delle auto lasciate in divieto sono stati rintracciati dopo oltre mezzora dal formarsi dell'ingorgo, tanto che, nel frattempo, per cercare di far defluire un po' di auto da via Manzoni dove cominciava la fila che poi scendeva in piazza Matteotti e di seguito nelle uniche strade percorribili nel centro di Carrara, i vigili hanno chiamato una ruspa dal cantiere di Canal del Rio e le hanno fatto divellere i piloni che ostruiscono l'accesso in basso di largo Salvador Allende su Via del Cavatore. Molta la rabbia di automobilisti e cittadini rimasti bloccati per un'ora e tanta anche l'apprensione per l'eventuale chiamata di un'ambulanza in quei luoghi, che non avrebbe potuto, in alcun modo, raggiungere la persona da soccorrere.
Il caso Canal del Rio: dove è finita la programmazione?
Il consigliere Bernardi riprende: "La totale assenza di pianificazione emerge con forza analizzando il cantiere simbolo di questo caos: l’adeguamento idraulico del Canal del Rio, affidato alla ditta locale Ediltecnica Srl assieme allo Studio dell'ingegner Giuseppe Fruzzetti. La cronistoria di questa opera svela una gestione amministrativa imbarazzante:
• Il bando nel cassetto: La gara d'appalto legata ai fondi PNRR è stata vinta ed assegnata nel lontano 2023. Eppure, i lavori effettivi su strada sono partiti soltanto da pochi mesi, accumulando un ritardo mostruoso.
• La dimenticanza scandalosa: Per mesi il cantiere è rimasto congelato a causa di una svista progettuale macroscopica. Chi ha redatto il piano si è completamente dimenticato di prevedere lo spostamento preventivo dei sottoservizi (tubature di gas, acqua e reti elettriche sotterranee).
• Il sonno degli uffici comunali: Questo clamoroso errore non è stato minimamente notato dal Comune di Carrara, che ha approvato i documenti a scatola chiusa senza controllare lo stato reale del sottosuolo.Le pezze d'urgenza: Per rimediare alla "dimenticanza", il settore mobilità ha dovuto emettere ordinanze d'urgenza in serie, come la chiusura totale di via Don Minzoni per permettere lo spostamento dei cavi e delle condutture.
Una città ostaggio del dilettantismo
A causa di questa catena di omissioni tecniche, i lavori si sono accumulati tutti nello stesso periodo, portando alla chiusura simultanea di arterie vitali e al reindirizzamento forzato del traffico verso il polo sanitario di Piazza Sacco e Vanzetti. La rabbia dei residenti e dei commercianti è legittima: la cittadinanza non può pagare sulla propria pelle l'incompetenza logistica di chi amministra. Aprire piu' cantieri contemporaneamente per rincorrere le scadenze del PNRR, dopo aver sprecato anni a causa di dimenticanze progettuali dilettantesche, dimostra che Arrighi non conosce il concetto e le azioni di una programmazione e invece di fare tutti i giorni sterile e falsa propaganda per l'Arrighi bis farebbe bene a dimettersi".









