Ieri, nella prima riunione sul dimensionamento scolastico presieduta dal consigliere Tarabella, abbiamo appreso a pochi giorni dal primo giorno di scuola che l’Istituto Gentileschi è in estrema difficoltà per la gestione in sicurezza dei propri spazi e che rischiano di pagarne il prezzo ancora una volta in modo particolare i disabili dell’Istituto.
Diciamo ancora una volta perché il Gentileschi è una delle scuole su cui si è già abbattuta più duramente la scure dei tagli di Tagliaferri sui nostri docenti di sostegno (quella che i nostri colleghi della CISL faticano tanto a vedere): in quell’Istituto sono sette e mezzo le cattedre di sostegno che mancano all’appello rispetto alle ore richieste dai GLO.
Quest’anno, ai noti problemi di accessibilità che caratterizzano tutti gli edifici dell’Istituto, si è aggiunta una ulteriore limitazione degli spazi per ragioni di sicurezza al Palma, emersa il 5 giugno scorso ad iscrizioni ampiamente concluse: con enorme disagio, la Dirigente dell’Istituto ha dichiarato durante l’incontro che se la Provincia non riuscirà a trovare su Massa almeno tre aule in più rispetto a quelle disponibili, non avrà altra scelta che trasferire in corridoio lo spazio morbido pensato per accogliere il bisogno di calma, intimità e riposo degli alunni che soffrono di crisi di tipo convulsivo.
Uno schiaffo intollerabile alla tradizione inclusiva ed alle professionalità riconosciute del Gentileschi che hanno portato anche in questo anno scolastico, malgrado i problemi strutturali delle sue sedi, ben 96 disabili a scegliere di frequentarlo.
57 tra questi alunni con bisogni speciali, iscritti agli indirizzi presenti a Massa, si troveranno a condividere il disagio dei compagni e dei docenti nelle classi e nei laboratori compressi e gestibili solo con turnazioni e spostamenti tra diversi edifici; solo che a qualcuno di loro toccherà anche, oltre ad una notevole riduzione delle ore di sostegno cui avrebbero diritto, anche uno spazio morbido disponibile solo in corridoio.
Noi conosciamo bene le carenze di personale e di risorse che affliggono la Provincia, ma quando apprendiamo che alle PEC dei Dirigenti la Presidenza (o i suoi delegati) non avvertono neppure l’esigenza di rispondere a pochi giorni dalla riapertura delle scuole ci pare innegabile una palese inadeguatezza politica nella individuazione e gestione dei veri problemi delle cittadine e dei cittadini, anche quando si tratta dei più fragili.
Al Presidente Valettini chiediamo una risposta immediata e concreta ed un segnale tangibile della sincerità del suo impegno per la scuola e la disabilità. Pochi giorni fa è toccato al segretario CGIL della Funzione Pubblica lamentarsi che non sia seguito alcun fatto alle sue belle parole sul dovere della Provincia di garantire fin dai primi giorni di scuola la presenza degli educatori a fianco dei docenti di sostegno.Adesso questo: è veramente troppo.









