"La narrazione politica del PD ignora i nuovi poveri: un risultato politico negativo certificato dai numeri. Il Reddito di reinserimento lavorativo, la misura di punta presentata dal Presidente Giani della Regione Toscana del PD, si sta rivelando un insuccesso rilevante", dichiara in un comunicato Filippo Mirabella, capogruppo consiliare, che prosegue: "I dati emersi in Consiglio Regionale descrivono una realtà impietosa: su uno stanziamento complessivo di circa 23 milioni di euro, risultano impegnate e sbloccate risorse pari a circa 93.000 euro. Solo 48 beneficiari effettivi nelle prime fasi della misura in tutta la Regione, a fronte di una platea potenziale che l'opposizione stima in circa 11mila cittadini in difficoltà. Un divario imbarazzante che dimostra la totale inefficacia del provvedimento.
Il silenzio di Carrara: 5 domande in una provincia profondamente in sofferenza sociale? L'analisi territoriale mette a nudo il distacco della sinistra dalla realtà sociale. Il caso di Massa-Carrara è emblematico: in un territorio storicamente piagato dalla crisi industriale, dalla disoccupazione e con un tasso di povertà e vulnerabilità sociale altissimo, le domande accolte sono appena 5.
Com'è possibile che in una città complessa come Carrara, dove le file alla Caritas e i cittadini che faticano ad arrivare alla fine del mese aumentano ogni giorno, una misura di sostegno al reddito e al lavoro produca risultati estremamente limitati? A causa di un cortocircuito politico? Perché la Arrighi e l'Assessore Crudeli non esprimono un parere in merito?
Davanti a questo disastro, infatti salta agli occhi il silenzio assordante della politica carrarese. Perché la Arrighi e l'Assessore al sociale Roberta Crudeli, entrambe espressione dello stesso PD che governa a Firenze, non alzano la voce? Carrara avrebbe un disperato bisogno di intercettare quei milioni di euro rimasti gravemente inutilizzati nelle casse regionali. Eppure, la linea dell'Amministrazione comunale sembra essere una linea politica che appare più attenta agli equilibri di partito che alle sensibilità sociali. Invece di intervenire con fermezza e richiamare alle proprie responsabilità il Governatore Eugenio Giani, si preferisce evitare contrasti con la governance regionale.
Le risposte purtroppo sono due, ed entrambe negative per la giunta regionale:
• Burocrazia e requisiti inaccessibili: La complicata burocrazia nella predisposizione delle domande e l'impostazione dei criteri di accesso hanno escluso la stragrande maggioranza dei potenziali beneficiari. Un labirinto di moduli che ha respinto chi aveva più bisogno, anziché accoglierlo.
• Misura più di forma che di sostanza: Il forte sospetto è che si tratti della solita misura concepita soprattutto per dare un segnale politico, presentata per dimostrare di aver introdotto un nuovo strumento di sostegno, ma che, almeno in questa fase, non sembra essere riuscita a incidere concretamente sul tessuto sociale.
Un atteggiamento di subalternità politica che Carrara non può permettersi. Quando i bisogni delle persone meno abbienti vengono compromessi dagli equilibri politici, significa che si sono persi di vista i principi fondamentali dell'azione amministrativa. La Regione Toscana ha il dovere di azzerare questa misura inefficace, riscrivere i criteri e dirottare immediatamente quei fondi su interventi concreti di welfare e vero inserimento lavorativo. I numeri iniziali non lasciano spazio a interpretazioni. E i numeri, purtroppo per il PD, non mentono", conclude Filippo Mirabella.









