Il presidente di Italia Nostra Massa Montignoso, Bruno Giampaoli ha avanzato alcune suggerimenti relativi al recupero, in corso, del giardino del Pomario a Massa: "Speriamo che in un futuro non troppo lontano si possa estendere l'area di uso pubblico alla porzione di giardino ancora di proprietà privata attraverso accordi, se possibile, con gli attuali proprietari, risolvendo anche la questione dell'edificio all'angolo nord est, una torretta di un indubbio valore storico che non può restare nelle attuali condizioni di abbandono. Va affrontato seriamente una volta per tutte anche il problema della tutela del portale marmoreo di Vertumno e Pomona (Pasquino e Pasquina) uno dei monumenti più importanti della città da sempre incredibilmente trascuratissimo. Per ora intendiamo però puntare i riflettori sul recupero e la tutela di un'opera anch'essa abbandonata nel dopoguerra, e ci riferiamo ai canali demaniali estensi che fino a pochi anni orsono davano acqua per irrigazione a tutta la pianura fino al Cinquale da una parte e a Ricortola dall'altra e muovevano altresì numerosi opifici quali mulini, segherie, cartiere.
L'acqua ancor oggi presa dal Frigido sotto Canevara in località Levata del Governo potrebbe essere utilizzata non più per l'agricoltura ma per minicentrali idroelettriche e per l'irrigazione dell'agrumeto che si impianterà nel Pomario. Soprattutto sfruttare come passeggiata estremamente suggestiva sul fiume l'attuale percorso del canale non dovrebbe essere particolarmente oneroso.Chiediamo quindi che si proceda a verificare con prove opportune lo stato di conservazione delle strutture costituenti i canali principali e secondari, stato di conservazione che dovrebbe essere sufficiente anche se alcuni tratti parzialmente occupati dalla marmettola richiederebbero opportuni interventi di manutenzione. Vogliamo ricordare che nelle Schede Normative relative al progetto di recupero del Pomario è stata introdotta la seguente disposizione: “Il Canale Estense dovrà essere preservato e tutelato. A tal fine sul canale sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e recupero e risanamento conservativo. E' comunque consentita la sostituzione delle pompe esistenti per il riutilizzo delle acque per l'irrigazione del parco pubblico”. Lasciare definitivamente andare in rovina un'opera siffatta sarebbe imperdonabile".









