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Scritto da Carmen Federico
Politica
23 Ottobre 2026

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Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, in un video sulla sua pagina Facebook, risponde alle proteste nelle scuole. Il titolare di viale Trastevere rivendica il rapporto con le consulte studentesche, ma chiede che il confronto si basi sui numeri."Il confronto in democrazia è fondamentale, e per questo da quando mi sono insediato ho voluto valorizzare le consulte studentesche, perché sono autenticamente rappresentative di tutti gli studenti italiani. Il confronto, però, deve basarsi anche sui dati reali".
𝗥𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮
Il ministro parte dalle risorse, definendo falsa la tesi di un calo dei fondi: "Innanzitutto, è falso che ci sia stata una 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 destinate alla scuola durante questi quattro anni". Poi cita le ultime manovre: "Ricordo che, nella legge di bilancio di due anni fa, ci fu un 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟵 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 delle risorse complessivamente destinate alla scuola; nella scorsa legge di bilancio, l'aumento fu dell'1,7 per cento".Respinge anche l'accusa di aver sottratto fondi alla scuola per le armi: "È altrettanto falso che siano state tagliate risorse alla scuola per destinarle alla difesa, per destinarle alle armi. In realtà, le risorse destinate alla difesa sono il frutto di un intervento della Commissione Europea, che ha consentito di superare, di derogare ai vincoli previsti dal patto di stabilità, specificamente per le esigenze di difesa militare. Quindi, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮, e non sono state in alcun modo sottratte alla scuola".
𝗘𝗱𝗶𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮
Sul fronte degli edifici, Valditara parla di un tema che gli sta a cuore e di un'eredità pesante: "Veniamo da 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁'𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗰𝘂𝗿𝗶𝗮. Ricordiamo che la competenza per gli interventi è dei comuni e delle province, ma lo Stato finanzia alcuni interventi".Poi il confronto con i governi precedenti: "Ora, dal 2011 al 2022, cioè dal governo Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte uno, Conte due e poi Draghi, sono stati investiti nell'edilizia scolastica 𝘀𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼. Per quanto riguarda gli investimenti fatti da questo governo, dal 2022 ad oggi, cioè in quattro anni, noi abbiamo destinato all'edilizia scolastica qualcosa come 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗲 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝘂𝗻𝗼 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶".
Il ministro annuncia nuove risorse: "Altre risorse le destineremo nei prossimi mesi. Ho già chiesto al ministro Giorgetti nella prossima legge di bilancio, di inserire ulteriori finanziamenti". E rivendica i risultati: "Grazie ai fondi nazionali - cioè cinque miliardi e centosessantaquattro milioni di euro - grazie ai fondi Pnrr - cioè ai fondi europei - circa dieci miliardi, noi abbiamo potuto 𝗿𝗶𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲. Siamo intervenuti, per edilizia scolastica, su oltre il trenta per cento delle scuole italiane. Questo è stato fatto in quattro anni, rispetto a un degrado che dura da diversi decenni. Continueremo in questa direzione".
𝗧𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟯𝟬 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶
Valditara difende il limite del trenta per cento nelle classi: "È peraltro limitato soltanto a quegli studenti stranieri che non conoscono la nostra lingua. Abbiamo voluto limitare soltanto a loro una misura importante, proprio per seguire le indicazioni Ocse. Laddove il numero degli studenti stranieri che conoscono poco o male la lingua nazionale è elevato, 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶, italiani e stranieri".Il ministro la inserisce in un quadro più ampio di interventi: "Questa misura prosegue gli altri interventi di supporto linguistico a quei ragazzi stranieri appena arrivati, che non conoscono la lingua italiana. Questa misura prosegue gli investimenti che noi abbiamo fatto nei centri di formazione per gli adulti. Abbiamo investito circa novanta milioni di euro, tra fondi nazionali e fondi Pnrr, come non si è mai fatto in precedenza. Quindi, questa non è una misura di segregazione, ma 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲".
𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮
Altro tema al centro delle critiche è il consenso informato. Il ministro ricorda i chiarimenti già inviati: "Come è stato più volte specificato in una circolare inviata alle scuole, e quindi per conoscenza anche alle famiglie, la legge sul consenso informato 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗶𝗲𝘁𝗮 𝗮𝗳𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗹'𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼. Non solo: noi abbiamo introdotto, per la prima volta, come obbligatoria la conoscenza sui rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili". E sull'educazione affettiva: "Così come non vieta, assolutamente, la cosiddetta educazione affettiva, che noi, per la prima volta, abbiamo previsto nelle linee guida sull'educazione civica e nei nuovi programmi, nelle nuove indicazioni nazionali. Educare al rispetto, educare a relazioni corrette ed equilibrate, educare all'empatia, educare al contrasto della violenza di genere: per la prima volta, sono obiettivi obbligatori di apprendimento".
Sulle teorie di genere, Valditara spiega la scelta: "Noi abbiamo voluto escludere dalle scuole primarie, dalle scuole elementari, l'educazione sulle cosiddette teorie di genere e, per quanto riguarda le scuole medie e le scuole superiori, abbiamo voluto 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲: per trasparenza, per rispetto della Costituzione e per rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In entrambe queste Carte sta scritto, testualmente, che i genitori hanno il diritto di istruire ed educare i propri figli in conformità con le proprie motivazioni religiose, filosofiche, pedagogiche".
𝗟'𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶
Da qui la conclusione sulle proteste: "Ecco perché gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni in alcune scuole italiane, non ha un fondamento razionale. Confrontiamoci, discutiamo, come sto facendo con le consulte studentesche, ma 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗴𝗮𝗻𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶".

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