“La pessima condizione in cui ho trovato il parco pubblico e il campo da calcetto di Alteta mi hanno indotto a presentare un’interrogazione all’amministrazione comunale. Il modo in cui vengono impiegate le risorse derivanti dalla tassa di soggiorno devono essere oggetto di verifiche e controlli. Forse seimila euro in tre anni non sono una cifra sufficiente per gestire uno spazio pubblico di questo tipo" dichiara Bennati. “Occorre una profonda riflessione politica sul futuro dei parchi pubblici comunali e il loro ruolo all’interno delle comunità in cui si trovano. Da troppo tempo il modello è quello dell’affidamento ai privati con le amministrazioni comunali che abdicano al proprio ruolo; spesso la conseguenza è ritrovarsi con parchi e impianti sportivi in condizioni di degrado” sottolinea Bennati.
Secondo il Polo Progressista e di Sinistra il disinteresse dell’amministrazione comunale verso l’impiantistica sportiva comunale di quartiere è un elemento che accentua le disuguaglianze. Il piano delle opere è lì a testimoniare come le amministrazioni Persiani non abbiano voluto per niente bene ad Alteta, al suo parco comunale e al suo campo da calcetto. La situazione non si risolve con contributi a gestori privati quando in realtà manca un’idea del ruolo sociale che svolgono parchi e impianti nella vita quotidiana dei quartieri. “Nel tempo della crisi climatica e dell’urbanizzazione estrema, i parchi tornano a essere luoghi centrali della vita collettiva” come ci ricorda l’urbanista Elena Granata, ma questo modello non sembra proprio rientrare fra quelli di questa amministrazione comunale.








