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Scritto da Redazione
Politica
09 Gennaio 2026

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La gestione degli impianti di illuminazione, dei semafori e degli impianti elettrici nel fabbricati comunali di Carrara, affidata in house per cinque anni e per un corrispettivo annuo di 947mila e 933,66 euro,  a Nausicaa s.p.a. con la delibera del consiglio comunale del 28 febbraio 2023 sarebbe, secondo il consigliere della Lista Ferri, Filippo Mirabella, l'indicatore di un altro vulnus dell'amministrazione del sindaco Serena Arrighi. "Nausicaa sarebbe stata incaricata, secondo quanto riportato sui media - spiega Mirabella -  di dare luce al mercato coperto di Marina di Carrara. Si tratta di un contratto di servizio che ha come finalità quella di regolare i rapporti tra Nausicaa e il Comune di Carrara. A mio avviso, non è questo il caso, visto che si interviene all'interno di un edificio, ma emerge ancora una volta una criticità nella visione d’insieme dell’attuale amministrazione. Di fatto si interviene, si spende, si “illumina” ma senza un piano regolatore dell’illuminazione comunale, senza una strategia, senza una bussola. Carrara al buio sulla pianificazione: manutenzione sì, visione no: i nostri amministratori infatti non risulta abbiano adottato alcuna pianificazione mentre la Regione Toscana ha previsto che i Comuni si dotino di Piani Comunali di Illuminazione Pubblica (P.C.I.P.), in attuazione delle leggi regionali contro l'inquinamento luminoso, rispettando criteri di efficienza energetica e riduzione dell'inquinamento, con procedure e linee guida definite dalla Regione stessa. Il Piano è uno strumento obbligatorio, spesso chiamato "Piano Regolatore per l'Illuminazione Comunale" (P.C.I.P.), che i Comuni devono approvare per allinearsi alla normativa regionale. Non è un vezzo burocratico: è lo strumento che definisce stato degli impianti, criteri per sostituzioni, programmazione degli interventi, risparmio energetico, riduzione dell’inquinamento luminoso e sicurezza urbana. In realtà, nasce per governare la materia in modo organico, non per aggiustare lampadine e corpi illuminanti uno per uno. A Carrara, invece, dai documenti pubblici attualmente consultabili sul sito del Comune non risulta alcun piano pubblico consultabile, né risultano atti di indirizzo strategico facilmente reperibili. Questo porta a ritenere una cosa sola: il Comune opererebbe senza una programmazione complessiva, i cittadini pagano, ma non emergono benefici concreti misurabili.Cosa significa questa mancanza per i cittadini: più costi, meno risparmi: senza una mappatura aggiornata si determinerebbe un maggiore consumo di energia. La sicurezza e qualità urbana rimangono critiche: un Piano non serve solo a risparmiare, ma anche a garantire illuminazione adeguata nei luoghi più sensibili. I cittadini risultano penalizzati da scelte politiche ritenute limitanti perché mentre altri Comuni utilizzano il PRIC per partecipare a bandi europei e regionali, a Carrara si procede con interventi singoli e senza quadro complessivo, con un evidente potenziale danno collettivo sia in termini di soldi pubblici che di vivibilità urbana. Nausicaa rimane di fatto un gestore senza bussola e il Comune con strumenti di controllo ritenuti insufficienti. La partecipata Nausicaa gestisce gli impianti comunali di illuminazione e gli impianti elettrici nei fabbricati pubblici con un contratto in house da quasi un milione di euro annui. Ma senza P.C.I.P., la società si troverebbe ad operare senza un disegno urbano coerente: interviene solo su richiesta, senza obiettivi misurabili a favore dei cittadini. Se il Sindaco Arrighi e gli Assessori Guadagni e Lorenzini hanno di fatto rinunciato alla funzione di regia, la partecipata lavora senza vincoli strategici: il risultato? spesa pubblica elevata, benefici concreti nulli o marginali.

Chi deve rispondere? Politicamente, la responsabilità viene individuata in modo chiaro: sindaco e giunta Arrighi per  mancata pianificazione strategica e assenza del Piano dell’illuminazione pubblica. Assessorato all’Ambiente / Lavori Pubblici per la gestione  tecnica e supervisione degli impianti. Assessorato alle società partecipate Carlo Orlandi per l'approvazione delle spese senza, secondo questa analisi, adeguate garanzie di ritorno per i cittadini. In sostanza, la città continua a pagare manutenzioni isolate mentre non si rilevano risparmi energetici, miglioramenti della sicurezza o della qualità della vita: una valutazione politica fortemente critica e pagata dai cittadini. Manutenzione senza strategia: un costo, non un investimento. In altre parole: non aumenta la sicurezza urbana, non migliora la qualità della vita, non riduce l’inquinamento luminoso, non abbassa strutturalmente la bolletta energetica del comune. È configurabile come spesa corrente mascherata da manutenzione straordinaria, non investimento pubblico".

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