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Scritto da Redazione
Politica
22 Settembre 2023

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Ormai, a distanza di mesi dall’inizio del dibattito, c’è una certezza inscalfibile: le associazioni ambientaliste non vedono di buon occhio, per usare un eufemismo, il nuovo piano regolatore per il porto di Marina di Carrara. La preoccupazione, nemmeno a dirlo, è legata a una nuova cementificazione e a conseguenti erosioni e alluvioni: eventi ormai all’ordine del giorno in tutta la penisola italiana e sempre più flagelli per interi territori e popolazioni. Tra le voci di dissenso per il nuovo piano trova spazio anche la sezione apuolunense di Italia Nostra, che ha deciso di esprimere i propri dubbi con un comunicato pubblicato a ridosso del ventennale dell’alluvione di Carrara e del decennale del completamento del piazzale del porto alla foce del torrente Carrione.

Nella nota, il firmatario del comunicato, il geologo e consigliere direttivo nazionale Riccardo Caniparoli, sottolinea come i rischi idrogeologici vengano sempre sottostimati e in molti casi persino non considerati: le uniche note che vengono pubblicizzate, secondo Caniparoli, sarebbero i nuovi posti di lavoro che anche il piano regolatore dovrebbe portare.

Si interviene sempre e solo sugli effetti di queste vere e proprie “Catastrofi” senza però mai ragionare sulla prevenzione: e se fosse possibile, si interroga il geologo, aprire un dibattito su una possibile correlazione tra eventi alluvionali e le operazioni di cementificazioni del porto?

“È dal 2001 che segnalo, con relazioni alle amministrazioni preposte alla sicurezza dei cittadini e dei territori – spiega Caniparoli – gli elevati rischi che provocano e possono produrre le modifiche dell’area demaniale-fluviale della foce del torrente Carrione. Segnalazioni previste in anticipo e mai considerate ma fino a oggi mai smentite, che trovano però conferma dai fatti. Chi è così sicuro, che tale progetto di ampliamento del porto, crei sviluppo e occupazione e non produca alluvioni, allagamenti ed erosione, dovrebbe garantire i cittadini e il territorio non con studi e modelli fisici e matematici elaborati da illustri luminari, ma con garanzie reali mediante la stipula di polizze fidejussorie postume per almeno vent’anni, con primari istituti bancari per un importo pari al capitale umano, immobiliare ed economico esposto. Per fare chiarezza e informare i cittadini e le istituzioni propongo un dibattito scientifico aperto al pubblico col tema Nuovo piano regolatore del porto/erosione e alluvioni: esiste correlazione?”.

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