«Leggiamo le dichiarazioni dell'Assessore Lorenzini e riteniamo doveroso un chiarimento definitivo: qui non si tratta di “riportare decoro”, si tratta di ristabilire la legalità, perché dove per anni si sono accumulati abusi edilizi, situazioni igienico-sanitarie critiche e violazioni sistematiche delle regole, non basta tracciare degli stalli o scrivere un regolamento futuro, serve un cambio di paradigma radicale». A scriverlo sono Paolo Balloni, Consigliere Comunale di Massa - Lega Salvini Premier, e Andrea Tosi, Consigliere Comunale di Carrara - Lega Salvini Premier, in seguito alle dichiarazioni dell'assessore Lorenzini in merito al futuro del campo nomadi del Lavello.
«La posizione della Lega è chiara - continuano Balloni e Tosi - tutti i manufatti abusivi devono essere demoliti, senza eccezioni. Non sussistono le condizioni per un insediamento conforme alla legge in un'area a rischio idraulico, inquinata e in fascia di rispetto ferroviario; occorre procedere allo sgombero, senza ulteriori indugi. All'Assessore, che cerca di coprire un evidente imbarazzo amministrativo, bollando come slogan e strumentalizzazioni la nostra battaglia di civiltà e legalità sul Fosso Lavello è quindi bene ricordargli che di concreto, in questa vicenda, c'è soltanto l'azione amministrativa della Lega condotta sia a Massa che a Carrara. È stata infatti la Lega a dimostrare oggettivamente, grazie ai monitoraggi avviati negli anni scorsi, che i rifiuti provengono dalla sponda carrarese, obbligando il Comune vicino a prendere atto della situazione. Allo stesso modo, è sempre la Lega che ha costretto l'amministrazione di Carrara ad ammettere l'esistenza degli abusi edilizi nel campo nomadi, tanto che le ordinanze di demolizione emesse sono temporalmente e fattualmente conseguenti alle denunce presentate dall'Onorevole Barabotti a tutti gli enti competenti. Oggi, mentre l'Assessore cerca ancora una volta di mascherare il proprio lassismo dietro la cortina fumogena dei progetti futuri, i cittadini di Carrara, leggendo sui giornali dell'imminente abbattimento di un fabbricato artigianale, sono costretti a chiedersi se esistano due leggi e due velocità: una implacabile per alcuni, e un’altra permissiva per chi, da decenni, è lasciato libero di far crescere i propri figli all'interno di fabbricati totalmente abusivi. Il Comune ha una responsabilità politica e amministrativa per quanto accaduto negli anni, proprio per questo fisseremo quanto prima un incontro con il nuovo Prefetto per proseguire il lavoro istituzionale già avviato tra l'On. Andrea Barabotti ed il dottor Aprea. Assessore, basta perdere tempo, l'esito dell'ordinanza che dite di voler ancora verificare ve lo certifichiamo noi adesso: non è stata rispettata, i termini sono scaduti e i fabbricati sono ancora tutti lì, e visto che ha tirato in ballo vetrine e passerelle, invitiamo l'amministrazione a farsi una passeggiata sul posto per constatare di persona che quel provvedimento è stato ridotto a carta straccia dagli occupanti e gettato idealmente nel Lavello insieme al resto dei rifiuti».









