MASSA – Una nota dai toni durissimi scuote la vigilia dell'iniziativa del sindaco Francesco Persiani. A firmarla è Stefano Benedetti, presidente dell'Associazione Massa Città Nuova, che solleva un caso politico e istituzionale destinato a far discutere."Cosa sta succedendo a Massa? La Diocesi ha deciso di assumere un ruolo attivo nella vita politica cittadina?", si chiede Benedetti, ripercorrendo le tappe che a suo giudizio alimentano il sospetto: "Prima l'annuncio del vescovo Mario Vaccari di voler scendere sul territorio per affrontare le problematiche della popolazione. Poi l'esecuzione, all'interno della chiesa di San Sebastiano, di Bella Ciao e di canti legati alla tradizione comunista. Adesso arriva l'iniziativa del sindaco Francesco Persiani, denominata 'Incontriamoci, parliamo di Massa', che prenderà il via proprio dalla sala parrocchiale della chiesa di San Giuseppe ai Ronchi."
"𝗧𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗲? 𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲"
Il presidente di Massa Città Nuova non si sbilancia sulla regia, ma lascia pesare i dubbi: "Tutte coincidenze? Forse. Ma qualche interrogativo è più che legittimo."
𝗟'𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗮𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼: "𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗼𝗴𝗴𝗶?"
Il cuore dell'affondo riguarda i tempi della "campagna di ascolto". "Dopo quasi nove anni di amministrazione, Persiani scopre improvvisamente la necessità di ascoltare i cittadini. Dove è stato fino a oggi? Perché non ha ascoltato prima le proteste, le manifestazioni, gli appelli delle associazioni, dei sindacati e delle forze sociali?", incalza Benedetti.
Secondo il presidente, "a circa un anno e mezzo dalla conclusione del mandato, questa improvvisa campagna di ascolto appare più come un'operazione di recupero del consenso elettorale che come una concreta volontà di risolvere i problemi della città."
Nel mirino anche la composizione della maggioranza: "È la dimostrazione del fallimento politico di un'amministrazione che si presenta come centrodestra, ma che al proprio interno ospita anche esponenti provenienti dalla sinistra e dal centrosinistra. Un'amministrazione che ha deluso persino una parte importante del proprio elettorato."
"𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗮𝗴𝗮𝗻𝗱𝗮"
Ma il passaggio che Benedetti definisce più grave riguarda la scelta del luogo. "Ciò che considero ancora più grave è la scelta di utilizzare una sala parrocchiale per un'iniziativa promossa dal sindaco. Le parrocchie appartengono alla comunità dei fedeli, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche. Sono luoghi di fede, solidarietà e aggregazione, non strumenti di propaganda elettorale."
E aggiunge, parlando in prima persona: "Da cristiano cattolico considero questa scelta profondamente inopportuna, soprattutto alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali nazionali e amministrativi."
𝗜𝗹 𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼: 𝗮𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗲 𝗮𝗹 𝘃𝗲𝘀𝗰𝗼𝘃𝗼
Due le richieste esplicite. Al primo cittadino: "Chiedo pertanto al sindaco Persiani di annullare l'appuntamento nella sala parrocchiale di San Giuseppe e trasferirlo in una sede laica, pubblica e istituzionale."
Al vescovo Vaccari, invece, Benedetti rivolge "un appello altrettanto chiaro": "la Chiesa continui a occuparsi dei bisogni spirituali e sociali della comunità, ma mantenga una rigorosa autonomia dalla politica e dalle competizioni elettorali, evitando qualsiasi iniziativa che possa essere interpretata come sostegno a una parte politica."
La chiusura è un monito a entrambi: "La Chiesa deve essere la casa di tutti i fedeli, non il palcoscenico della politica. E il sindaco, dopo nove anni, non può pensare di recuperare con qualche incontro ciò che non è riuscito a realizzare durante il proprio mandato."
Massa, la chiesa entra in politica? Dopo nove anni Persiani scopre i cittadini e parte da una sala parrocchiale
Scritto da Redazione
Politica
14 Ottobre 2026
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