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Scritto da Redazione
Politica
11 Luglio 2026

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"Marina di Carrara vive da anni un cortocircuito urbanistico evidente: trovare un posto auto è diventato un'impresa frustrante per i residenti, un deterrente per i turisti e un danno economico per i commercianti. La gestione della sosta sul litorale, affidata alle tutele dell'Assessore alla Polizia Municipale e Viabilità Elena Guadagni (PSI), oscilla pericolosamente tra il caos selvaggio e scelte regolamentari che sembrano sfidare la logica del buon senso. Chiedo che fine ha fatto l'idea  del parcheggio a pagamento alla IMMCarrarafiere? E che fine farà il parcheggio interrato all'ex Mediterraneo se non verrà utilizzato? Voglio ricordare che era stato acquistato dal Comune con i soldi dei cittadini, quindi?", a scriverlo è Massimiliano Bernardi, Gruppo Civico.

"Il caso del Club Nautico peraltro lo possiamo considerare una " beffa di 30 minuti". L'ultimo esempio di questa della Amministrazione Arrighi e del PD miope e superficiale  salta all'occhio proprio davanti al Club Nautico. Un'istituzione storica del litorale che vanta centinaia di imbarcazioni tra diporto e pesca, oltre a ospitare un bar, un ristorante e spazi da utilizzare per attività  sociali. Proprio qui è comparso un cartello che limita la sosta a soli 30 minuti.
A rendere la situazione ancora più grottesca è il confronto con quanto accade a soli 50 metri di distanza: nei pressi delle aree occupate da The Italian Sea Group (TISG) – il colosso della cantieristica di Giovanni Costantino, da mesi al centro delle cronache per una pesantissima crisi finanziaria e l'accesso al concordato – tutto sembra concesso, tollerato e agevolato in termini di spazi e logistica. Una disparità di trattamento macroscopica che lascia i cittadini sbigottiti: si usano i guanti di velluto con le multinazionali in crisi e il pugno di ferro con le realtà associative e ricettive che fanno vivere Marina.  Per decenni il lungomare di Marina ha garantito una sosta accessibile a residenti e visitatori. Oggi  sul litorale, quel modello è stato cancellato e a completare il quadro di questa gestione  scellerata si aggiunge il cartello comparso proprio davanti al Club Nautico...Mentre si colpiscono i punti nevralgici della socialità marinella con dischi orari impossibili, di contro, le vie interne vengono letteralmente prese d'assalto. Il risultato è una paralisi del traffico locale, con residenti e visitatori disperati che girano a vuoto per minuti, alimentando una catena giornaliera di proteste e lamentele a mezza voce per le strade di Marina, oltre alle centinaia di multe della Polizia Municipale. I nodi irrisolti della gestione Guadagni del PSI e le enormi  criticità storiche della frazione , rimangono sullo sfondo senza trovare soluzioni strutturali da parte dell'assessorato competente. Ad esempio la mancanza di elasticità mentale ed organizzativa perche'  l'introduzione di soste "mordi e fuggi" da mezz'ora davanti a complessi multifunzionali dimostra una totale disconnessione dalle reali esigenze del territorio. Il fatto di avere due pesi e due misure tra il parcheggio libero  concesso  ai grandi attori industriali come TISG  che stride violentemente con l'accanimento burocratico verso i cittadini, i diportisti e i pescatori. E per finire il grave danno alle attività locali per scoraggiare la sosta. Il che significa spingere i potenziali clienti verso i centri commerciali limitrofi o altre località balneari.  Chiedo l'Assessore Elena Guadagni ha studiato apposta  per cercare una sosta punitiva oppure le e' venuta di getto?  Un litorale accessibile dovrebbe invece fare della sosta un servizio di benvenuto, non un percorso a ostacoli punitivo. Marina di Carrara ha bisogno urgente di un piano della mobilità che superi le logiche attuali. Serve il rispetto della parità di trattamento tra le varie aree del lungomare e una tutela reale per chi a Marina ci vive e lavora. Fino ad allora, i cartelli stradali della discordia rimarranno il simbolo di una gestione che, per usare un eufemismo dei passanti, sembra non aver capito nulla delle necessità della gente e che se ne frega di tutto e di tutti", conclude Bernardi.

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