Massesi, avete pagato la retta della mensa fino a giugno. Il Comune vi aveva garantito il servizio fino al 30 giugno 2026, nero su bianco, con tanto di stemma comunale sul documento. Ebbene: da giovedì 29 maggio, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, le mense sono chiuse. L'anno scolastico finisce il 10 giugno. Nel mezzo, undici giorni di vuoto che nessuno ha organizzato, nessuno ha comunicato ufficialmente e nessuno, fino ad oggi, si è degnato di spiegare. Questa è la storia di come una città intera si è ritrovata a rincorrere una decisione amministrativa presa nell'ombra, scoperta per caso, diffusa via WhatsApp da un numero privato il 22 maggio scorso. Non una circolare. Non un avviso ufficiale. Un messaggio su uno smartphone, rimbalzato di gruppo in gruppo tra genitori sbigottiti, come se una comunicazione di servizio pubblico potesse viaggiare alla stregua di una foto di famiglia. La situazione è diventata così insostenibile che molte famiglie hanno deciso di rivolgersi direttamente alle redazioni dei giornali locali, raccontando il proprio disagio e chiedendo pubblicamente conto di una scelta calata dall'alto senza alcuna spiegazione. Tra queste Laura Schulz, madre di due figli iscritti a tempo pieno, la cui lettera aperta è diventata in poche ore il manifesto della protesta: "Siamo una famiglia che manda i figli a scuola a tempo pieno perché i genitori lavorano. Dal 3 giugno, senza mensa, gli alunni escono alle 13. Ci troviamo a non sapere dove lasciare i bambini fino al 10 giugno. Vogliamo sapere come pensa il sindaco che si organizzeranno le famiglie che non hanno nonni o parenti." Una domanda semplice, diretta, legittima. Rimasta senza risposta.
Dietro quella lettera ci sono centinaia di famiglie del territorio che in questi giorni hanno inondato le chat scolastiche di messaggi, si sono confrontate sui gradini delle scuole, hanno cercato soluzioni improvvisate tra baby sitter introvabili e nonni già impegnati. Famiglie monoparentali, famiglie con entrambi i genitori al lavoro, famiglie che non possono permettersi di riorganizzare tutto in pochi giorni senza un costo economico reale. A loro il Comune non ha detto nulla. A loro è arrivato solo quel messaggio WhatsApp.
Non se la passano meglio i dirigenti scolastici. Anche loro hanno appreso la notizia in modo informale, anche loro si sono trovati a dover gestire la tempesta di domande di genitori e insegnanti senza avere in mano un solo documento ufficiale su cui appoggiarsi. La dirigente della Dante Alighieri ha fatto quello che poteva: si è attivata, ha cercato soluzioni, ha tenuto aperto il dialogo con le famiglie dimostrando una disponibilità che l'amministrazione comunale non ha saputo o voluto mostrare. Ma un dirigente scolastico non può supplire all'assenza di governo. Può tamponare, non può sostituire.
Filcams Cgil e Uiltucs Toscana hanno alzato la voce con un comunicato che non lascia spazio a interpretazioni. La chiusura anticipata delle mense non danneggia solo le famiglie: danneggia anche le lavoratrici del settore, già precarie, già sottopagaste, che vedono sparire dieci giorni di retribuzione senza preavviso e senza tutele. "Non è possibile che il servizio mense cessi prima della fine delle lezioni" ha dichiarato Nicola Del Vecchio, segretario provinciale della Cgil Massa Carrara. "Ogni anno la stessa storia. Tagli solo per risparmiare sul bilancio: e questo non intendiamo accettarlo." I sindacati chiedono che il servizio venga ripristinato almeno fino al 10 giugno e che si apra immediatamente un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte.
Le redazioni dei giornali locali, nel frattempo, hanno provato a fare il proprio lavoro: contattare l'amministrazione comunale per raccogliere una dichiarazione ufficiale. Uffici dei Servizi Educativi, segreteria del sindaco, assessore all'Istruzione: nessuno ha risposto. L'assessore è risultato irreperibile. Nessuna nota stampa, nessun comunicato, nessuna presa di posizione pubblica. Un'amministrazione che non risponde alle famiglie, non risponde ai presidi, non risponde ai sindacati e non risponde alla stampa non sta solo gestendo male una crisi: sta scegliendo consapevolmente di non governare.
Resta lì, intanto, quel documento che circola tra i genitori come una prova silenziosa. Il Calendario Anno Educativo 2025-2026, firmato dal Comune di Massa — Servizi Educativi e Scolastici — recita: dal 1 settembre 2025 al 30 giugno 2026, avvio e termine del servizio. "Eventuali ulteriori sospensioni saranno comunicate tempestivamente." Tempestivamente. Un messaggio WhatsApp sette giorni prima, per un servizio pubblico che riguarda migliaia di famiglie. Qualcuno, in Comune, dovrebbe spiegare cosa intende per tempestivo. E con quale atto amministrativo ha modificato un calendario ufficiale senza darne comunicazione formale a nessuno.
Le pagine della Gazzetta sono aperte a qualsiasi replica da parte dell'amministrazione comunale di Massa. Dal 29 maggio, le mense tacciono. La città no.
Mense scolastiche chiuse in anticipo a Massa: il comune tace
Scritto da Carmen Federico
Politica
29 Maggio 2026
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