ROMA, 15 ottobre 2026. Dopo l'inchiesta sui presunti maltrattamenti in una casa di riposo lombarda, la responsabile Pari Opportunità della Lega, Souad Sbai, chiede di rendere obbligatoria la videosorveglianza nelle residenze per anziani. Nella struttura del Milanese alcune ospiti sarebbero state vittime di schiaffi, insulti e umiliazioni e, secondo quanto emerso, anche di presunte violenze sessuali. Per Sbai i fatti sono sconvolgenti e impongono di passare dall'indignazione a misure concrete.
Sbai ricorda che una struttura di cura dovrebbe essere un luogo di protezione e sicurezza, non di paura e sopraffazione. Maltrattare un anziano, sottolinea, significa tradire la fiducia delle famiglie e calpestare la dignità di persone che spesso non hanno la possibilità di difendersi o di denunciare. Una società civile, aggiunge, si misura anche da come tutela i più vulnerabili, e la fragilità non deve diventare un'occasione per chi abusa del proprio ruolo.
Il nodo, per Sbai, è l'attuale quadro normativo. L'articolo 31 del decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 permette già alle strutture residenziali e semiresidenziali sociosanitarie di dotarsi di sistemi di videosorveglianza, anche in modo graduale. L'obiettivo è garantire la sicurezza del lavoro di cura e delle persone accolte, nel rispetto della normativa sul lavoro e della riservatezza. Sono previste inoltre misure di sostegno per installare impianti a circuito chiuso. Ma tutto resta affidato alla scelta dei gestori.
Di qui la proposta di modificare la legge, trasformando la facoltà in obbligo. Le telecamere dovrebbero essere presenti in tutte le RSA, con un'applicazione omogenea e negli ambienti in cui servono davvero a prevenire e accertare gli abusi. Sbai chiede regole chiare su tutela della privacy, conservazione delle immagini e accesso alle registrazioni, per proteggere la dignità degli ospiti e le garanzie dei lavoratori. Le registrazioni, osserva, possono essere uno strumento decisivo per far emergere le violenze e accertare le responsabilità. Privacy e sicurezza, precisa, non sono valori in contrasto: la riservatezza non può diventare un alibi per lasciare soli i più fragili, e i due piani vanno garantiti insieme con sistemi mirati, trasparenti e sottoposti a controlli effettivi.
Le telecamere, però, non bastano. Secondo Sbai servono anche controlli rigorosi, ispezioni a sorpresa, canali sicuri per le segnalazioni e una formazione adeguata del personale. La prevenzione, avverte, deve essere una priorità e non una risposta tardiva a fatti già accaduti.
"La difesa della dignità umana non può fermarsi davanti alla porta di una RSA", conclude Sbai, ribadendo che chi si rende responsabile di violenze deve risponderne davanti alla giustizia. Il suo appello è che non ci siano più anziani lasciati soli né abusi nascosti dietro le porte delle strutture assistenziali: la sicurezza dei più fragili, afferma, è un dovere preciso delle istituzioni.
RSA nel Milanese, Sbai (Lega): "Telecamere obbligatorie in tutte le strutture. La dignità degli anziani non si negozia"
Scritto da Carmen Federico
Politica
16 Ottobre 2026
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