Le associazioni di sinistra apuane si allineano al Pd e condannano i provvedimenti sanzionatori che hanno colpito i manifestanti propal che il 3 ottobre 2025 a Massa invasero i binari alla stazione. L'Anpi parla addirittura di repressione in atto perchè tra i sanzionati c'è anche il loro presidente provinciale Giancarlo Albori, come se avere un ruolo politico permettesse di commettere qualsiasi infrazione senza venire multato o perseguito.
Ecco Legambiente: "Legambiente Carrara esprime forte preoccupazione per gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari notificati in questi giorni a dirigenti sindacali, militanti pacifisti e cittadini che hanno partecipato, il 3 ottobre scorso, alla manifestazione a sostegno della Palestina, svoltasi a Massa in concomitanza con moltissime altre città italiane Si tratta di un fatto grave, che rischia di colpire e scoraggiare l’esercizio di diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, come la libertà di manifestazione del pensiero, di protesta e di organizzazione sindacale. La mobilitazione del 3 ottobre si è svolta all’interno di un contesto di partecipazione civile e democratica, con la presenza di moltissimi giovani delle scuole locali, contro il genocidio che si stava consumando a Gaza.Preoccupa il segnale che provvedimenti di questo tipo possono lanciare alla cittadinanza, alle realtà associative e soprattutto alle più giovani generazioni: quello di una possibile criminalizzazione del dissenso e dell’impegno collettivo, elementi essenziali in una società democratica.Nell’esprimere la nostra solidarietà ai militanti indagati, ribadiamo la necessità che il confronto sui grandi temi (da quelli di politica internazionale a quelli che attraversano il nostro territorio) avvenga attraverso il dialogo, la partecipazione e il rispetto dei diritti, non attraverso strumenti che rischiano di comprimere lo spazio democratico.Continueremo a sostenere il nostro diritto e quello di tutte le persone, singole o riunite in organizzazioni, a esprimere le nostre posizioni in modo pacifico e responsabile, nella convinzione che solo così si possa costruire un futuro più giusto e sostenibile per la comunità umana. Così come ci auguriamo che “ci sia ancora un giudice” (a Massa in questo caso, non a Berlino) che sarà capace di interpretare le norme – anche quelle illiberali frutto degli ultimi orientamenti del Governo e della maggioranza parlamentare – con raziocinio e nella piena fedeltà ai valori fondamentali della nostra Costituzione".
Così Anpi: "Il 3 ottobre a Massa si è svolta una delle più grandi manifestazioni della storia recente del nostro territorio.Un corteo imponente, composto da studenti e studentesse, organizzazioni sindacali (CGIL, COBAS, USB), associazioni, movimenti per la pace e realtà antifasciste, ha attraversato la città per denunciare il genocidio in atto contro il popolo palestinese e per esprimere solidarietà a chi, con la Global Flotilla, ha tentato di portare aiuti umanitari a una popolazione stremata dalla fame e dall'assedio.Una mobilitazione pacifica, partecipata, determinata.Un'espressione legittima di dissenso politico e civile, nel pieno rispetto dei valori costituzionali nati dalla Resistenza. A distanza di mesi, la risposta dello Stato è arrivata sotto forma di repressione.La Questura ha notificato 37 denunce per la manifestazione e per l'occupazione della stazione ferroviaria, avvenuta in una giornata di sciopero, nella quale la circolazione dei treni era già sospesa. Un atto grave, sproporzionato e politicamente preoccupante.Un segnale che colpisce non solo singole persone, ma il diritto stesso a manifestare, a dissentire, a prendere posizione contro la guerra, l'ingiustizia e la complicità del nostro governo con le politiche criminali dello Stato di Israele e del suo primo ministro, condannato dal Tribunale Penale Internazionale. Tra le persone denunciate figura Giancarlo Albori, presidente provinciale ANPI Massa-Carrara. L'ANPI Provinciale Massa-Carrara esprime la massima, totale e incondizionata solidarietà al proprio presidente, ai dirigenti sindacali, regionali e provinciali, di CGIL e USB e a tutte le persone colpite dai provvedimenti giudiziari.Colpire il presidente dell'ANPI significa colpire l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia nel suo insieme. Significa colpire la memoria della Resistenza, l'antifascismo, la Costituzione repubblicana.Non possiamo non richiamare alla memoria pagine oscure della nostra storia, quando la repressione veniva usata come strumento per intimidire e isolare chi si opponeva al potere. La criminalizzazione del dissenso è sempre il segnale di una democrazia in sofferenza.L'ANPI non si farà intimidire. Non arretrerà di fronte alle denunce. Continuerà a difendere il diritto alla pace, alla solidarietà internazionale, alla libertà di manifestazione e di parola.Rivendichiamo con forza la legittimità di quella piazza, di quel corteo, di quella protesta. Rivendichiamo il dovere morale e politico di schierarci contro ogni genocidio, contro ogni guerra, contro ogni complicità. Perché la giustizia non si processa. Perché la solidarietà non è un reato. Perché l'antifascismo non si denuncia".