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Scritto da Redazione
Politica
01 Giugno 2022

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"Dell'opera ripenso ai tormenti e all'estasi dei protagonisti: croce e delizia al cor dei cararini dei monti, della città storica e del mare che ne idolatravano la mirabolante epopea" Comincia con una citazione relativa alla tradizione dell'opera lirica la presentazione da parte di Simone Caffaz del punto del suo programma riguardante la cultura. "Rammento le code interminabili fuori dei teatri Verdi ed Animosi – prosegue la citazione – coi melomani che arrivavano a piedi dai monti e dal mare, oppure attaccati e compressi sulla ridotta piattaforma del tram: stretti stretti , abbracciati, avvinghiati per non cadere ma eroici pur di assistere alla rappresentazione lirica. E dopo l'estasi provata durante lo spettacolo la sera era tarda, ma non erano pochi quelli che decidevano di non rincasare nel lontano paese ma dormire all'aperto o in luoghi di fortuna dato che i mezzi pubblici ad una certa ora non trasportavano più gente"

"I nostri avi – continua e conclude la struggente citazione – dormivano all'aperto sotto un cielo trapunto di stelle ma felici e fieri quali i protagonisti dell'opera loro, appena vista e gustata. Ricordo che mio padre mi raccontava di quando un esercito di appassionati imponeva ai loro nascituri i nomi dei miti dell'opera: Radames di Colonnata, Rigoletta di Torano, Amonastro di Castelpoggio, Amneris di Fossola, Aida di Sorgnano, Violetta di Bergiola, Alfredo di Avenza e via dicendo. Quanti magnifici fantasmi e poi nulla più. Ma essi debbono risorgere e tornare in palcoscenico a far sognare i cararini nello spettacolo bello che ha mandato in visibilio i padri dei nostri padri. L'opera lirica noi di Carrara l'abbiamo nel sangue, ci scorre nelle vene e ci fa sognare un'epica eorica di musica e di canti, che nasce nel mar Tirreno ed arriva sulla creste delle Alpi e delle cave della nostra Carrara. Per realizzare il buon ritorno dell'opera a Carrara ho stabilito contatto coi dirigenti del Maggio Musicale Fiorentino e con altri straordinari protagonisti internazionali dell'opera lirica"

"La nuova Carrara – riprende Caffaz dopo la lunga e doverosa citazione iniziale sulla lirica – sarà una città d'arte e di cultura. Cultura alta ma anche popolare . Daremo ai cittadini una più ricca programmazione estiva di eventi e manifestazioni musicali. Faremo grandi progetti ma allo stesso tempo valorizzeremo le iniziative delle molte associazioni che hanno un ruolo fondamentale nella vita culturale della città"

"Festival del cinema in cava, biennale della scultura – insiste Caffaz – teatro, biblioteche civiche e una riorganizzazione e valorizzazione del sistema museale. Nel nostro programma on line sul sito internet e sui profili social nonché cartaceo nelle sedi dei comitati elettorali si possono trovare tutti i punti del programma sulla cultura"

"Chiameremo a raccolta i cittadini illustri di Carrara – conclude Caffaz . che hanno trovato fortuna nel mondo dello spettacolo, dello sport, dell'economia e della cultura perché diventino ambasciatori della nuova Carrara; utilizzeremo le cave come scenario straordinario di un festival del cinema e di spettacoli lirici; organizzeremo una rassegna cinematografica d'essai al Garibaldi; riprenderemo i Colloqui cinematografici durante l'inverno; riprenderemo la biennale di scultura; censiremo le opere d'arte esistenti  e preserveremo il loro stato di conservazione pur rendendole fruibili; aiuteremo la crescita dell'Accademia di Belle Arti; potenzieremo la stagione teatrale agli Animosi e le biblioteche civiche; supporteremo anche finanziariamente le iniziative e le manifestazioni culturali delle tante associazioni del territorio; daremo casa alle associazioni culturali che ne cercano una; valorizzeremo il dialetto che è la nostra storia, il nostro presente e il nostro futuro; abbiamo due focus specificu sul sistema museale. Infine, le opere d'arte di Giovanni Tognini, illustre scultore di Carrara, che giacciono in un fondo anonimo del paese di Torano, verranno acquisite dal Comune e collocate in museo degno di ospitarle e mostrarle al pubblico. Idem per le sculture del grande artista milanese Carlo Sergio Signori che giacciono nell'oblio in un fondo a Fossola"  

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