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Scritto da Carmen Federico
Politica
17 Luglio 2026

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Mentre Giorgio Tenerani e il suo Ciro continuano ad allenarsi tra i calanchi toscani per essere pronti a ogni chiamata, dal Parlamento arriva una novità che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui si cercano le persone scomparse in Italia. Il 15 luglio 2026 il Senato ha approvato un disegno di legge che ora attende il via libera definitivo della Camera e che permette alle autorità di acquisire i tabulati telefonici e telematici non solo per accertare reati, ma anche per rintracciare persone scomparse o in pericolo di vita.
𝗜𝗹 𝘃𝘂𝗼𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗺𝗮𝘁𝗼
Fino a oggi, chi si occupava di ricerche — come l'𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 "𝗡𝗲𝗹 𝗻𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼, guidata proprio da Tenerani — si scontrava con un paradosso. L'articolo 132 del Codice privacy consentiva infatti l'accesso ai tabulati soltanto nell'ambito di un procedimento penale, legato a reati di una certa gravità. Se una persona si allontanava volontariamente, senza che vi fosse alcun sospetto di reato, uno degli strumenti più efficaci per localizzarla restava fuori portata.
Il nuovo intervento normativo inserisce nell'articolo 132 un comma dedicato: i dati di traffico telefonico e telematico, comprese le chiamate senza risposta, potranno ora essere acquisiti presso gli operatori quando servono a tutelare la vita e l'incolumità fisica della persona scomparsa. Restano esclusi i contenuti delle telefonate o dei messaggi: si tratta soltanto dei cosiddetti "metadati" — chi ha chiamato chi, quando e da dove — che però, ai fini di una localizzazione rapida, spesso valgono più di qualsiasi intercettazione.
𝗧𝗿𝗲 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮, 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗿𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗲
Consapevole della delicatezza del tema — i tabulati raccontano la vita di relazione non solo dello scomparso ma di chiunque lo abbia contattato — il legislatore ha costruito un percorso a più fasi: nel regime ordinario la richiesta parte dal pubblico ministero competente in base al luogo della denuncia di scomparsa, con successiva autorizzazione del giudice per le indagini preliminari; nei casi di urgenza qualificata, quando il ritardo può mettere a rischio la vita della persona, il PM può agire con proprio decreto, chiedendone poi la convalida al GIP; nei casi di urgenza estrema, prima ancora del PM, possono muoversi d'iniziativa questori e comandanti provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco, con l'obbligo di informare immediatamente il pubblico ministero.
A chiudere il cerchio delle tutele, la riforma introduce una sanzione precisa: i dati acquisiti senza rispettare questa procedura non potranno essere utilizzati. Una garanzia che punta a evitare abusi, pur senza più lasciare le prime, decisive ore di una scomparsa prive di strumenti investigativi adeguati.
𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗮𝗯𝘂𝗹𝗮𝘁𝗶: 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Il provvedimento va oltre la sola modifica al Codice privacy. Intervenendo sulla legge 203/2012, consente al personale della polizia locale con qualifica di agente di pubblica sicurezza — addetto ai servizi di polizia stradale — di consultare direttamente il Centro elaborazione dati del Ministero dell'Interno per verificare le denunce di scomparsa, entro i limiti delle proprie competenze. Viene inoltre istituita una 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 dedicata alle persone scomparse, fissata al 13 dicembre di ogni anno: un'occasione per accendere i riflettori su un fenomeno che, silenziosamente, coinvolge ogni anno migliaia di famiglie italiane.
𝗨𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗮
Per realtà come quella di Giorgio Tenerani, Ciro e l'Associazione nazionale "Nel nome di Valter e di tutte le persone senza volto", questa riforma non è solo una notizia di cronaca parlamentare: è uno strumento in più da affiancare al fiuto dei cani da ricerca e al lavoro sul campo dei volontari di Protezione Civile. Le prime ore di una scomparsa restano quelle decisive, e poter contare — nei casi più delicati — anche sui tabulati telefonici significa aumentare le possibilità di ritrovare chi, come troppo spesso accade, rischia di restare "senza volto".

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