Mercoledì 9 settembre la città di Massa è stata colpita da un evento meteorologico di eccezionale intensità: grandinate con chicchi di dimensioni inconsuete e un vero e proprio fiume d'acqua che ha invaso strade e quartieri, in particolare lungo la costa e nel centro cittadino. Un fenomeno che, per intensità e rapidità, molti residenti hanno definito come mai visto prima.A fronte di un evento di queste proporzioni, la Regione Toscana aveva emesso per la giornata di ieri una “semplice allerta gialla”. Un livello che si è rivelato del tutto inadeguato rispetto a quanto si è poi verificato sul territorio, lasciando di fatto la città impreparata. A fare la differenza, anche in questa occasione, sono state le previsioni di nowcasting elaborate da Piovontroton, che avevano correttamente individuato in anticipo il passaggio della perturbazione più intensa sulla nostra zona, indicandone anche la collocazione oraria, intorno all'ora di pranzo. Un'informazione preziosa, arrivata però da un circuito informale e non da quello istituzionale.
Non è un caso isolato: oggi, per lo stesso territorio, il Centro Funzionale della Regione ha invece emesso un'allerta arancione, che si sta rivelando eccessiva rispetto ai fenomeni attesi nel nostro territorio. Comprendiamo e non contestiamo le ordinanze di chiusura di parchi e spazi pubblici adottate in via precauzionale dalle amministrazioni: sono scelte prudenti e giustificate. Ma il continuo disallineamento tra i livelli di allerta e i fenomeni reali segnala che qualcosa non funziona nel collegamento tra sistema previsionale e protezione civile e che questo meccanismo andrebbe corretto.Come Comitato, riconosciamo che l'evento di ieri sia stato oggettivamente fuori scala rispetto ai modelli studiati finora, modelli che il cambiamento climatico renderà sempre più inadeguati.Ma vogliamo evidenziare come la città ha dimostrato di non essere in grado di reggere simili volumi d'acqua concentrati in tempi così brevi.Non si è trattato purtroppo di un'eccezione: è la nuova normalità con cui dovremo convivere, ed è compito delle istituzioni che governano il territorio prendere in mano la questione, mettendo al primo posto la sicurezza delle persone.Di fronte a un problema che ha portata globale ma impatti profondamente locali, riteniamo necessario un intervento strutturale sul sistema di canalizzazione delle acque, oggi non più adeguato a reggere fenomeni di questa intensità.Ma soprattutto chiediamo lo stop immediato al consumo di nuovo suolo, bloccando tutti i progetti di nuova cementificazione attualmente in corso, comprese le varianti urbanistiche in discussione, a partire in primo luogo dal progetto di costruzione della nuova Questura al Parco degli Ulivi.Il consumo di nuovo suolo in un'area fortemente urbanizzata come quella di Camponelli, alla luce degli eventi che si stanno verificando, rappresenta oggi un atto di irresponsabilità istituzionale.Non possiamo continuare a pianificare il territorio facendo finta di nulla. La sicurezza delle persone e del territorio non può più essere rimandata a domani.
Temporale intenso con allerta gialla: il comitato Ugo Pisa critica il sistema di allerta del comune di Massa
Scritto da Redazione
Politica
10 Settembre 2026
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