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Scritto da Redazione
Cronaca
28 Aprile 2026

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Il Presidente di Confcooperative Toscana Nord comitato di Massa-Carrara, Dott. Massimiliano Buonocore, ha diffuso oggi una nota per riflettere sulle prospettive di sviluppo legate ai contributi per le imprese. L’intervento ha l’obiettivo di promuovere e sostenere il sistema dei bandi, affinché le aziende e le cooperative possano rispondere con prontezza alle sfide quotidiane del mercato. Il sostegno economico proveniente dalle Camere di Commercio, dall’ISI, dalle Fondazioni bancarie e dagli enti territoriali non possono essere considerati un semplice 'regalo' dichiara Buonocore; al contrario, questi contributi rappresentano una scelta politica ed economica importante, capace di generare effetti positivi a cascata sull'intero sistema produttivo locale e nazionale 

Molte PMI e cooperative possiedono competenze tecniche e professionalità d'eccellenza, ma soffrono per una carente liquidità. In questo contesto, il contributo pubblico non è solo un'assistenza, ma va inteso come un "paracadute",  una boccata d’ossigeno, che trasforma il coraggio imprenditoriale in realtà, permettendo di sostenere costi che, senza supporto, risulterebbero insostenibili sia per i bilanci già provati da anni difficili, ma anche dall’incertezza del futuro.

Ogni euro erogato a una cooperativa o a una piccola/media impresa non resta isolato circola, genera lavoro per i fornitori locali, migliora i servizi per la comunità e mantiene vivo il tessuto sociale delle nostre città. È un investimento sul territorio, non una spesa a fondo perduto. Esiste un nodo burocratico da dipanare, se da un lato è doveroso applaudire questi strumenti vitali, dall’altro non si possono ignorare le criticità legate al fattore tempo. Secondo il Presidente Buonocore, esiste un paradosso da sanare non è plausibile che un bando pubblicato a giugno 2025 veda la liquidazione effettiva delle somme, se tutto va bene, undici mesi dopo. Il ritardo nelle erogazioni non è solo un problema amministrativo, ma un vero e proprio pericolo finanziario che rischia di soffocare le imprese.

Chi investe oggi deve pagare fornitori e consulenti oggi, se il contributo arriva dopo un anno, l'impresa è costretta ad anticipare capitali che spesso non ha o, peggio, ad indebitarsi ulteriormente, pagando interessi bancari che finiscono per "mangiarsi" una parte consistente del contributo stesso. Per una micro-impresa o una cooperativa sociale, un’attesa di quasi un anno può significare l'impossibilità di far fronte alle spese correnti.

Al problema dei tempi si aggiunge quello del supporto tecnico per l’accesso ai bandi stessi; partecipare a un bando oggi significa spesso immergersi in una selva di moduli e rendicontazioni infinite. È importante ricordare che la platea dei beneficiari non è composta solo da grandi realtà dotate di uffici legali, sottolinea Buonocore, il cuore del nostro sistema è fatto di micro e medie imprese e cooperative sociali con strutture amministrative non complesse. Per queste realtà la burocrazia rischia di diventare un ostacolo importante, escludendo proprio chi ha più bisogno di sostegno, il rischio concreto è che i fondi non premino i progetti migliori, ma solo chi ha le risorse interne per decifrare il linguaggio della burocrazia, oppure soltanto a chi può permettersi di avvalersi di consulenze esterne extra. 

La posizione di Confcooperative è chiara,  le imprese non hanno bisogno solo di fondi, ma di un orientamento e un affiancamento da parte degli enti promotori. Gli uffici preposti dovrebbero agire come veri e propri facilitatori, sostenendo l'impresa dalla presentazione della domanda fino alla liquidazione finale.

In qualità di Presidente di Confcooperative, conclude Buonocore,  è auspicabile  che si lavori con urgenza per sanare queste criticità, non chiediamo privilegi, ma efficienza, tempi certi, procedure snelle e una pubblica amministrazione che sappia farsi alleata di chi produce valore sociale ed economico. Solo accorciando le distanze tra gli enti, i bandi e l'erogazione potremo dire di aver davvero sostenuto il futuro delle nostre imprese e dei nostri territori.

 

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