"Mentre The Italian Sea Group si avvia verso il concordato in bianco, emerge con forza una domanda che il Partito Democratico locale e regionale non potrà più evitare: dov'eravate? Per mesi il PD, forza politica che governa Carrara, la Regione Toscana e che vanta rapporti privilegiati con tutti i livelli istituzionali, è rimasto sostanzialmente immobile.Nessuna iniziativa politica incisiva. Nessuna pressione pubblica sul Governo. Nessuna convocazione permanente di un tavolo con imprese, lavoratori e creditori.Nessuna strategia per difendere quello che rappresenta uno dei più importanti insediamenti industriali della costa toscana. Eppure i segnali c'erano tutti.I sindacati denunciavano da settimane il progressivo rallentamento produttivo, la perdita di professionalità, l'assenza di chiarezza sul futuro e la crescente preoccupazione dei lavoratori. Parallelamente la stessa società comunicava al mercato una situazione finanziaria sempre più compromessa, con oltre 266 milioni di euro di debiti scaduti, di cui quasi 78 milioni verso fornitori, numeri che fotografano una crisi ormai strutturale. Di fronte a tutto questo il PD ha scelto il silenzio.Un silenzio politico incomprensibile. Un silenzio che oggi rischia di costare il futuro a centinaia di lavoratori e a decine di imprese dell'indotto.Il concordato è uno strumento previsto dalla legge e nessuno ne contesta la legittimità. Ma è altrettanto evidente che, se non accompagnato da un serio piano di rilancio, rischia di trasformarsi nell'ennesima operazione in cui il prezzo più alto verrà pagato dai fornitori, dagli artigiani e dalle piccole imprese del territorio.Sono proprio quelle aziende che per anni hanno rappresentato il motore della nautica apuana.Quelle aziende che hanno continuato a lavorare, a pagare stipendi, contributi e imposte confidando nella continuità produttiva. Oggi molte di loro rischiano di chiudere. Ed è qui che emerge il fallimento della politica del Partito Democratico.Per anni il PD ha rivendicato la propria capacità di governo del territorio. Oggi, davanti alla più grave crisi industriale degli ultimi decenni, non può limitarsi ad assistere agli eventi.Non basta presentarsi ai tavoli quando la situazione è ormai compromessa. La politica serve a prevenire le crisi, non a commentarle.Fratelli d'Italia pretende ora un cambio di passo immediato. Chiediamo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale permanente con Governo, Regione, Comune, organizzazioni sindacali, associazioni imprenditoriali e rappresentanti dell'indotto per salvaguardare occupazione e sistema produttivo.Contestualmente auspichiamo che tutte le autorità competenti, compresa la Procura della Repubblica qualora ne ricorrano i presupposti, svolgano ogni approfondimento necessario sulla gestione della crisi, affinché siano accertate eventuali responsabilità. Perché una cosa è ormai evidente.Il fallimento di un grande gruppo industriale non riguarda soltanto un'azienda.Quando rischiano di chiudere decine di imprese dell'indotto e centinaia di famiglie vedono compromesso il proprio futuro, fallisce anche una politica che ha preferito il silenzio all'assunzione di responsabilità".
"Tisg: il fallimento di un modello. Il Pd ha abbandonato il principale polo industriale di Carrara": la critica di Manuel di FdI
Scritto da Redazione
Cronaca
02 Luglio 2026
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