Venerdì 30 gennaio, alle ore 17, alla Biblioteca di Quartiere Nuova Caina (Case popolari Erp, Carrara) si terrà: "Carrara, la shoah dimenticata", un evento dedicato alla comemmorazione della Giornata della Memoria organizzato dal Circolo ARCI Spazio Alber1ca e dal Laboratorio Nuova Caina. Al centro dell'evento ci sarà l'ntervista a due discendenti di una storica famiglia ebraica carrarese - i Caffaz- e la testimonianza di Maria Mattei, ricercatrice storica. "Carrara non è stata solo la città dell'eroica Resistenza Partigiana, ma è stata anche la città in cui le leggi razziali del 1938 furono applicate, le vite dei concittadini ebrei furono spezzate e questa memoria è stata, per decenni, rimossa. L'evento del 30 gennaio nasce proprio per fare luce su questa pagina dimenticata della storia locale e per essere un momento di ascolto e riflessione, costruito attorno a un'intervista a due anziani discendenti di una delle famiglie ebree più conosciute in città, i Caffaz, e alla presentazione della analisi storica di Maria Mattei, ricercatrice e consigliera comunale indipendente.
I due testimoni sono entrambi molto noti a Carrara; Adriano Romanelli, per lo storico negozio "Adriano Giocattoli" che sarà intervistato da Simone Caffaz, e Romano Caffaz, ex assessore socialista "padre" del Simposio di Scultura, che sarà intervistato da Brando Sanguinetti. A seguire Maria Mattei, consigliera comunale di opposizione, illustrerà il proprio lavoro di ricerca concernente la Shoah a Carrara, con particolare riferimento al progetto di istituzione di un "portale della Memoria" dedicato alle storie, dimenticate o sconosciute, di chi ha vissuto quei terribili momenti nel nostro territorio.
Le testimonianze dei Caffaz e la ricerca della Mattei saranno il cuore di una serata dedicata all'onestà storica. La memoria ufficiale ha spesso dipinto Carrara esclusivamente attraverso l'iconografia della lotta partigiana. Tuttavia, i documenti conservati e le testimonianze personali ci raccontano una realtà più complessa e dolorosa. L'applicazione delle leggi razziali nel territorio di Apuania (che all'epoca comprendeva Massa, Carrara e Montignoso) fu sistematica e freddamente burocratica:
· Denunce e Censimento: L'Ufficio anagrafe del Comune di Apuania compilò le "denunzie dell'appartenenza alla razza ebraica" ai danni di cittadini nati a Massa e Carrara.
· Espropri e Limitazioni: Seguì la requisizione dei passaporti, l'esproprio dei beni mobili e immobili e l'espulsione degli ebrei dall'esercito italiano.
· Un Campo di Concentramento Locale: La documentazione attesta anche la predisposizione di un campo di concentramento a Marina di Massa, a segnare con tragica concretezza la persecuzione nel nostro territorio. Queste non furono imposizioni di un potere distante, ma misure attuate attraverso gli apparati amministrativi locali, con la partecipazione attiva e l'indifferenza di molti.
Un Archivio Vivente per le Generazioni Future. L'incontro del 30 gennaio non sarà un evento isolato. L'intera discussione sarà videoregistrata per entrare a far parte di un Archivio vivente e aperto, digitalizzato e reso disponibile per la consultazione attraverso la Biblioteca Nuova Caina.
Questo progetto trasforma la memoria privata in un bene pubblico, a disposizione di studenti, ricercatori e di tutti i cittadini che vogliano approfondire la storia della propria comunità. È un modo concreto per garantire che la "Shoah dimenticata" di Carrara non venga più cancellata.
Partecipare a questo incontro significa fare un passo verso una memoria collettiva più completa e coraggiosa, prendendo coscienza di un passato che, seppur scomodo, è parte fondamentale della nostra identità civica.









