"Altre lamentele sono giunte in questi giorni per quanto riguarda gli autobus in montagna: un argomento, da sempre, molto spinoso" parte così la segnalazione fatta dal Circolo della Montagna Rifondazione Comunista Massa che prosegue: " Alcune persone anziane che vivono, o scendono a trovare familiari, alla fermata delle Capannelle lamentano alcune problematicità. Sebbene siano presenti due punti sosta non molto lontani, per una persona mediamente in salute, rispetto alla loro destinazione, questi cittadini fanno presente che sarebbe bene se venisse inserita un'altra sosta intermedia, in modo da permettere a persone anziane, e con problemi di salute, di raggiungere la loro destinazione più agevolmente. Ricordano che diversi anni fa gli autobus fermavano proprio nel punto da loro adesso indicato, quando un ragazzo che viveva lì andava a scuola. Fanno presente un'altra criticità: le fermate che ci sono adesso, scendendo da monte, risultano in curva, per cui non sarebbero nemmeno del tutto sicure; anche a detta degli stessi autisti. Se a questo aggiungiamo il fatto che gli automobilisti che frequentano la zona non rispettano quasi mai il limite di velocità, abbiamo un quadro decisamente preoccupante della situazione.A Casette, invece, dopo che la frana dello scorso novembre ha investito la strada comunale che raggiunge il paese, il Comune non ha ancora provveduto a ripristinare il tratto, gli autobus raggiungono l'abitato attraverso la via del bacino marmifero. Arrivano sì in paese, ma terminano la corsa a metà percorso, in piazza del Casotto, quando invece potrebbero benissimo percorrere tutta la tratta fino al cimitero per poi tornare indietro. Lo spazio, per le manovre necessarie, sarebbe tranquillamente sufficiente. Anche in questo caso sono per lo più persone anziane, gravate da buste della spesa piene, a doversi sobbarcare una “passeggiata” del tutto fuori programma e del tutto evitabile.
Lo scorso 7 gennaio sono entrati in vigore nuovi orari per gli autobus della nostra provincia: sono state potenziate alcune corse, anche in Lunigiana, ma nulla è stato fatto per quanto riguarda i paesi montani di Massa. Era così necessario potenziare le linee 60 e 61, che collegano il centro di Massa, la stazione e Marina di Massa, passando da un autobus ogni trenta minuti ad uno ogni venti? Si è previsto di potenziare anche le linee che collegano le località turistiche, durante la stagione estiva, di tutto il litorale. Tutto questo mentre le linee che portano ai paesi montani sono lasciate ai margini e i cittadini lamentano carenze di corse. Addirittura, la domenica non è prevista nessuna corsa la mattina, rendendo di fatto impossibile il semplice fatto di recarsi in città per acquistare il giornale, come lamenta qualcuno. Tutto questo si inserisce in uno sfondo di continue tensioni con i sindacati. L'azienda, Autolinee Toscane, è stata accusata di aver subappaltato una linea in Lunigiana, nonostante fosse di propria competenza, e di non aver tenuto fede alla promessa di rinnovo completo del parco mezzi; annuncio sbandierato nel momento in cui è subentrata nella gestione del trasporto locale. Dal novembre 2021, in poco più di quattro anni, è stato sostituito soltanto il 50 per cento dei mezzi a disposizione. Senza considerare che le ultime estati sono state segnate da serie continue di corse soppresse, dovute al mancato funzionamento dei climatizzatori su veicoli in cui i finestrini, ridotti o assenti per la presenza dell’aria condizionata, non consentivano alcuna alternativa per il ricambio d’aria. L’azienda, accusano i sindacati, mostra gravi carenze gestionali e organizzative, esasperate dai continui cambi ai vertici che impediscono una programmazione stabile. Anziché affrontare le difficoltà, si tende a scaricare le responsabilità sul personale, che rappresenta invece la vera forza del servizio pubblico. In tutto questo, personale e cittadini pagano la “furbizia” dell'azienda, nel silenzio assordante delle istituzioni".









