Lo sfondo del libro La stagione che non c'era di Elvira Mujčić (Guanda) è la Jugoslavia del 1990. L'Associazione Qulture lo presenterà, in dialogo con Sebastiano Mondadori, nell’ambito della Rassegna “Il Pensier Lib(e)ro”, diretta artisticamente da Antonio Celano, sabato 24 gennaio alle ore 17 nella sala Gestri della Biblioteca civica di Carrara. Tra le pagine del romanzo si respira un’aria che si fa via via più tesa: la Lega dei Comunisti jugoslava si è appena sciolta e le voci dei nazionalisti si fanno sempre più insistenti. Ma c’è ancora tempo, c’è ancora spazio per scongiurare gli allarmi che arrivano dalle zone di confine. Il futuro può ancora prendere una strada diversa e progressiva o involvere nelle pieghe buie del suo passato etnico. In questa atmosfera elettrica, due giovani fanno ritorno alla loro cittadina nella Bosnia orientale. Nene è un artista ossessionato dall'eventualità che il suo Paese possa d’improvviso non esistere più, che nessuno ricordi più cosa significa essere jugoslavi, e immagina di realizzare un’opera che testimoni il mondo in cui la sua generazione è cresciuta. Merima, l’amica degli anni della scuola, crede nella politica, nel sogno di "fratellanza e unità" dei popoli, e cerca di contrastare i venti burrascosi che soffiano nel Paese, sperando così anche di distrarsi da una ferita d’amore. E poi c’è Eliza, la figlia di Merima, una bambina di otto anni che sta pianificando un viaggio per raggiungere il padre che non ha mai conosciuto e di cui conserva solo un biglietto di auguri. Elvira Mujčić, che durante le guerre jugoslave era una bambina come Eliza, racconta i destini individuali attraverso cui si muove il destino di un Paese intero, animato dagli stessi sogni dei suoi protagonisti, che inevitabilmente si scontrano con la fine delle proprie utopie. La Jugoslavia diventa così il simbolo di ciò che accade quando il culto del passato si esaspera e si trasforma in violenza, teatro di paure e inquietudini così simili a quelle del nostro presente e ricorda anche a noi quanto la Storia, che credevamo finita, possa all'improvviso rimettersi in moto in maniera prepotente.
Elvira Mujčić è una scrittrice e traduttrice naturalizzata italiana. Nata a Loznica, una località della Serbia, ha vissuto in Bosnia, in Croazia e infine a Roma, dove abita tuttora. Interprete e traduttrice, ha pubblicato diversi libri e, dal 2023, è voce di Rai Radio 3. Ha pubblicato, tra l'altro, Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica (2007), E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009), La lingua di Ana. Chi sei quando perdi radici e parole? (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016), Consigli per essere un bravo immigrato (2019) e La buona condotta (2023).
Per la rassegna, l’Associazione Qulture si avvale del contributo del Comune di Carrara, della Fondazione CRC e di Areaventi EHS Srl, in collaborazione con Mondadori Bookstore, Hotel Carrara, Ristorante Roma e il fotografo Massimo Susini. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.









