"La ricerca nazionale UIL sulla Tari 2025 consegna a Carrara un dato che pesa come un macigno: +7,38 per cento di aumento della tassa sui rifiuti. Un incremento significativo che arriva in una città dove il servizio di igiene urbana è sotto gli occhi di tutti: poco efficace, disorganizzato e ampiamente contestato dai cittadini" Comincia così l'analisi del consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella che prosegue: ". Qui, a fronte del salasso, non c’è alcun miglioramento che giustifichi l’aumento. C’è solo una certezza: i cittadini pagano di più per avere di meno. Il conto dell’aumento: soldi veri, servizi peggiori. Una cifra che cresce per famiglie numerose e attività economiche già messe in difficoltà. Più tasse, ma nessun salto di qualità: strade sporche, cassonetti colmi, raccolta irregolare: questo è il quadro quotidiano. Sul trasferimento a RetiAmbiente emerge solo che la città paga e per la pulizia e il decoro decide qualcun altro! E con risultati deludenti.
Il conferimento della gestione dei rifiuti a RetiAmbiente lo vogliamo ricordare è stato sostenuto, seppur obbligatorio, dall’Amministrazione Arrighi come una scelta strategica. Oggi appare sempre più come una resa politica, in cui Carrara ha perso controllo e capacità di indirizzo, senza ottenere risparmi né efficienza. Il risultato è chiaro: aumento della Tari già nel 2025 e assenza di benefici tangibili. I cittadini restano sempre più inermi rispetto a decisioni prese altrove e il caos regna ovunque senza controllo.Oltre a ciò, la vicenda Cermec è il simbolo di una gestione ritenuta da molti gravemente inefficace dal punto di vista gestionale e ambientale. Sulla guida dell’azienda, con l’Amministratore Porzano, si è consumato un teatrino politico giudicato da molti contraddittorio e poco credibile: richieste di dimissioni, prese di distanza mai portate fino in fondo, continui rinvii. Il sindaco di Carrara aveva lasciato intendere in più occasioni una contrarietà alla riconferma, salvo poi non incidere minimamente sull’esito finale. La riconferma di Porzano, imposta dal sindaco di Massa Francesco Persiani, è passata senza che Arrighi fosse in grado di difendere una posizione chiara e coerente.
Un sindaco che non decide non governa, e il persistente silenzio del PD denota una corresponsabilità politica ancora più grave. Il Partito Democratico sostiene la Arrighi ma non interviene sull’aumento della Tari, né sul disastro della gestione rifiuti, e ha taciuto sul caos Cermec e sulla riconferma di Porzano. Un silenzio che secondo molti equivale a un sostegno implicito a scelte politiche inefficaci.Il quadro che emerge è quello di una Arrighi che, secondo molti, non riesce a far prevalere gli interessi di Carrara sia nei confronti dei gestori sia nei rapporti istituzionali con altri comuni. Non c’è una visione sul ciclo dei rifiuti. Non c’è una strategia industriale. Non c’è tutela piena per i cittadini. C’è solo una città che paga di più, mentre il servizio peggiora e la gestione si fa sempre più confusa. Le domande finali sono inevitabili: se la Tari aumenta, se il servizio è criticato, se le decisioni vengono subite… Chi sta difendendo la città dalla sporcizia e dal degrado? Chi tutela davvero i cittadini? Oggi la risposta, purtroppo, è una sola: nessuno".








