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Scritto da Redazione
Politica
24 Febbraio 2026

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"Saranno coincidenze o concomitanze?". Si chiede e chiede Orietta Colacicco, Presidente dei Paladini Apuoversiliesi, associazione che da 27 anni si occupa in primis di erosione costiera in Apuoversilia. "Oppure é talmente alta l’emergenza erosione - rosegue Colacicco -  che quando diciamo che cosa potrebbe accadere in teoria, poi succede. Il 5 febbraio, invitati in commissione ambiente di Massa  per  fare il punto sull’erosione, abbiamo mostrato uno scenario allarmante dove il cambiamento climatico fa il suo gioco, vedi il ciclone Harry in Sicilia e in Apuania non era andata meglio nel 2019, nel 2020 quando le onde erano arrivate in strada,  lesionando il manto stradale o più recentemente nel 2023  con l’esondazione e l’allagamento del viale a mare.  Poi la notte  del 7 arriva una mareggiata con onde altre 3 metri,  non particolarmente forte ma  penetrante. E si é visto lo scempio ai bagni delfino e Ida, già colpito il 3 Novembre e il 4 Dicembre 2023 e ancora l’8 di Luglio 2025. Sempre li’ si dirà. Certo é uno dei punti sensibili che noi Paladini chiamiamo critici. E ce ne sono molti altri dalla Partaccia sino a Marina di Pietrasanta, tanto che li abbiamo mappati e stiamo monitorando, cercando di trovare un indicatore se c’é sul perché della ripetitivItà con l’aiuto di tutti i balneari a noi collegati a vario titolo. Un lavoro utile agli esperti, che prima sottoporremo a esperti e accademici L’interrogativo obiettivo é quello di trovare un indicatore e di calcolare il ritmo del fenomeno e un indice di rischio, secondo diverse variabili. Mancano dati, quelli a disposizione sono superati, ha sempre ricordato il professor Sarti, noi partiamo dal minimo, fotografando e misurando a cadenza costante la situazione e la profondità della spiaggia.Tornando alle concomitanze, a gennaio abbiamo chiesto al Consigliere  Gianni Lorenzetti di essere auditi in Commissione Ambiente della Regione da lui presieduta. Questo per dire la nostra e per fare il punto sugli interventi previsti e sui  cronoprogramma. Perché non c’é più tempo sul litorale apuano sono rimasti centimetri o pochi granelli di sabbia.  Ma anche davanti ai nuovi fatti ci siamo resi conto che dobbiamo non solo sensibilizzare ma anche informare il territorio soprattutto sui possibili rimedi, e mitigazioni come sui rischi ulteriori che potrebbero essere portati da un possibile ampliamento del porto di Maina di Carrara. Il Porto, che é la causa primaria dell’erosione,  ha già creato il danno a partire dall’inizio della sua realizzazione negli anni ’20 del secolo scorso, come é testimoniato dal materiale fotografico storico che custodiamo. Continuerà a creare erosione così come é, quindi non  possiamo creare un’accelerazione, visto che sarebbero previsti per l’ampliamento    240.000 mq di cemento armato in mare. L’erosione c’é e galoppa, arrivata a Forte dei Marmi ora la si vede bene anche nella parte Nord di Marina di Pietrasanta dove sono arrivati prepotenti gli esiti di quella mareggiata. Così il nostro programma   diventa urgente. L’intento é quello di creare e o  rafforzare  un dialogo con gli Amministratori dei Comuni da Massa, Montignoso, Forte dei Marmi, Pietrasanta e Carrara.  Consiglieri Comunali che siedono nelle Commissioni di Ambiente, Assessori all’Ambiente,  comunque interessati al nostro tema, per arrivare ai Sindaci. Si é parlato tanto di erosione, sappiamo che é stato firmato nel 2023 un protocollo di intesa fra i Comuni, l’autorità Portuale, la Regione, la Camera di Commercio che si chiama ROMCAV, a che punto é, come pensa di attivarsi. E’stata fatta poca comunicazione-informazione. Sappiamo che sul tema dei dragaggi delle sabbie all’imboccatura del porto, utili per il ripascimento, solo quelle, le sabbie che saranno dragate all’interno del porto non possono essere utilizzate, ci mancherebbe!  potrebbero esserci buone notizie. Così ci ha detto  il Professor Mauro Rosi, responsabile del Comitato Scientifico. Gli interrogativi sono che si fa, si pensa di fare e quando, , anche perché bisogna fare i conti con il cambiamento climatico che aggrava tutta la situazione.  Quanto sappiamo é poco ha sempre ricordato il Professor Sarti, ordinario di Scienze della Terra che, su nostro incarico ha predisposto insieme ad altri tre colleghi  e all’ordinario di Ingegneria Marittima, dell’università di Pisa la relazione tecnica sul Prp inviata con le nostre osservazioni al Ministero dell’Ambiente per la procedura di Vas.  Esito: ci vuole molta prudenza, perché i dati sono vecchi, alcuni addirittura del 2006. Quindi dicevamo e diciamo noi bisogna studiare, altrimenti sarebbe un azzardo, costoso e ancor più dannoso.

D’altro canto l’on Barabotti aveva presentato nel luglio scorso un ordine del Giorno alla Camera poi accolto, che relativamente al Prp poneva l’attenzione fra gli altri  sulla possibilità di scatenare con l’ampliamento  ulteriore erosione, il tema dei dragaggi, utili al porto per la navigazione e per un successivo utilizzo delle sabbie per il ripascimento, e da sottolineare  la necessità di verificare a priori quale opere previste nel progetto porterebbero ulteriore danno. Quel famoso modello fisico idraulico a fondo mobile, da noi già proposto più di due anni fa. Qui sì c’é grande ritardo. Potrebbe essere già stato fatto

 Come ha detto il Vice Ministro alle Infrastrutture  Rixi il 6 Ottobre a Carrara per il nuovo Prp “occorre una modifica, bisogna trovare una soluzione che non arrechi danno alle spiagge di Forte Dei Marmi e della Versilia e alle spiagge intorno al porto (del litorale apuano)”. E stato istituito un  tavolo tecnico con prima riunione il 14 ottobre, ma  a quel tavolo, coordinato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici  a cui partecipano la Regione, l’Autorità portuale e il Ministero dell’ambiente, da sottolineare questo che spesso viene dimenticato, mancavano proprio i tecnici della Regione, e non avrebbe potuto essere diversamente, visto che le elezioni erano state chiuse proprio il giorno prima. La domanda é quando sarà la seconda riunione, che in realtà sarà la prima? A noi risulta che nel giro di poche settimane  sarà convocata.  Comunque sarà una riunione tecnica volta a trovare nuove soluzioni progettuali, che poi comunque dovrebbero essere approvate dal Ministero competente che é quello delle Infrastrutture. Da lì poi il progetto dovrà passare a VIA  Valutazione di impatto ambientale che prevede anche l’invio di osservazioni da parte del pubblico. Un iter relativamente lungo, questione di anni.

Ma non possiamo aspettare. Per l’erosione in atto bisogna intervenire con il turbo. Questo é bene venga compreso da tutto il territorio,  anche attraverso i suoi Amministratori, cui ci rivolgiamo in una settimana di audizioni e dialogo nei Comuni per poi trarre una sintesi n una riunione collegiale ed andare insieme in Commissione Ambiente in Regione, alla presenza auspicabilmente dell’Assessore all’Ambiente Barontini. Abbiamo già l’adesione al progetto dei Comuni di Massa e Forte dei Marmi, stiamo perfezionando con Pietrasanta, siamo in contatto con Montignoso e solleciteremo risposta da Carrara.Agire e studiare questo é l’obiettivo, si deve iniziare subito, senza pensare a una possibile compensazione per i possibili danni prodotti da un possibile amnpliamento del porto. Non ci sono formule, la compensazione si ci deve essere sui danni ingenti già prodotti dal porto. E agire vuole dire secondo noi  adottare la via più breve, già disponibile, che certo non può fare male, che viene dal ripascimento con le sabbie all’imboccatiura del porto e da quelle nelle zone in accumulo, milioni di metri cubi dice il Professor Rosi.Intanto si studino e si testino altre possibilità rigide".

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