"Ci sono due modi per amministrare una città: governarla affrontando i problemi con gli strumenti che la legge mette a disposizione, oppure usarla come scenografia per il proprio teatro politico". Parte così la critica del consigliere della Lista Ferri, Filippo Mirabella, alle dichiarazioni del sindaco di Carrara Serena Arrighi sulla possibilità di traffici illeciti nel porto di Marina, suggerita da una segnalazione infondata e non verificata. "Le recenti dichiarazioni della sindaca Serena Arrighi sul porto di Marina di Carrara, purtroppo, sembrano appartenere decisamente alla seconda categoria - dice Mirabella- Con una retorica dai toni perentori, quel «non può e non deve diventare» che suona quasi come un editto imperiale, la prima cittadina è intervenuta duramente sul presunto transito di armamenti dalle banchine apuane. Un intervento che, a una prima lettura emotiva, intercetta facili consensi. Ma la politica, quella seria, richiede la pazienza di leggere e approfondire le carte, non solo i post sui social. Ed è qui che l'impalcatura crolla. Il tema, sia chiaro, non è l'eterno e legittimo dibattito geopolitico sulla pace o sulla guerra. Il tema è molto più terreno, ma non meno importante: il rispetto dei ruoli, delle competenze e delle istituzioni. Qualcuno dovrebbe sommessamente ricordare a Palazzo Civico che il porto di Marina di Carrara non è una proprietà del comune. È un'infrastruttura strategica nazionale, gestita operativamente e commercialmente dall'Autorità di Sistema Portuale e regolata dalle leggi dello Stato, dal Ministero delle Infrastrutture e dalla Capitaneria di Porto. Usare formule come "non deve" su decisioni per cui il comune non ha competenze giuridiche dirette rischia di assomigliare a chi dà istruzioni alla torre di controllo dal salotto di casa. La sindaca chiede «al più presto chiarimenti e delucidazioni» a mezzo stampa a non meglio precisate "autorità competenti". E qui sorge spontanea una domanda: se lo scopo era davvero quello di tutelare la comunità, di informarsi sulla sicurezza dei cittadini o di sensibilizzare gli organi dello Stato su un tema sensibile, per quale motivo si è scelta la via del comunicato stampa d'assalto? I telefoni istituzionali funzionano ancora. Le linee tra il comune, la Prefettura e l'Autorità Portuale sono solitamente dirette e riservate. Se un amministratore ha un dubbio fondato su ciò che transita nel proprio territorio, alza la cornetta, convoca un tavolo istituzionale, interloquisce con il Prefetto. Fa, insomma, il sindaco. Scegliere invece di lanciare anatemi pubblici e pretendere risposte via media viene da chiedersi se lo scopo fosse davvero ottenere chiarimenti o, piuttosto, trasformare una vicenda istituzionale in una presa di posizione pubblica ad alto rendimento politico. Il dubbio è che dietro la bandiera della pace prevalga la ricerca di una posizione politica più che di un risultato istituzionale. Nessuno mette in dubbio la libertà d'espressione di un leader politico, ci mancherebbe. Mi domando però se, quando si indossa la fascia tricolore, l'opinione personale non dovrebbe cedere il passo alla responsabilità istituzionale. Trasformare una delicata questione di logistica in un terreno di scontro propagandistico e di sgarbo istituzionale verso gli altri Enti dello Stato non fa bene a Carrara. Fa bene solo a chi cerca un clic in più".
Esternazioni del sindaco Arrighi sui presunti traffici illeciti (sotto la vigilanza di polizia, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco) solo a favore di click: la critica del consigliere Mirabella
Scritto da Redazione
Politica
21 Maggio 2026
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