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Scritto da Redazione
Politica
08 Novembre 2023

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Per molti sarà una vera e propria “pioggia” di soldi quella che arriverà in seguito all’approvazione dei progetti legati all’Articolo 21 del regolamento degli agri marmiferi.

Gli industriali del settore estrattivo, infatti, hanno già proposto all’amministrazione di Carrara svariate strategie di intervento sul territorio, dal valore complessivo di circa 26 milioni di euro, che dovrebbero rivoluzionare nei prossimi anni la città regina del marmo.

Non sembrerebbero esserci macchie in questo piano di rinnovamento urbano e strutturale, ma dalle opposizioni sale il malcontento per come sarebbe stata gestita l’intera operazione.

In prima linea la sezione carrarina di Fratelli d’Italia, che attraverso una nota ufficiale evidenzia come la giunta Arrighi non sia stata in grado di creare un piano organico per il miglioramento della città, lasciando invece carta bianca agli industriali coi loro “Progettini” che sarebbero utili solo per “Prolungare le concessioni fino a 27 anni in cambio di un regalo alla città”.

Una scelta che, sempre secondo FdI, avrebbe totalmente escluso la cittadinanza nella discussione sul futuro della città: un’occasione sprecata a cui si può rimediare con un dialogo costante e l’indizione di un consigli comunale aperto.

 

“Il tanto decantato dialogo con la città sbandierato in campagna elettorale non si percepisce – chiosa FdI – mentre si vede sempre di più un ascolto attento verso gli imprenditori del marmo, che sono sì parte fondamentale per un futuro di Carrara, ma anche chi non ha il potere economico va tutelato e questa sindaca troppo spesso se ne dimentica. Anche i progetti articolo 21 rischiano di essere annoverati tra le occasioni perdute. Si sarebbe potuto orientare questo importante investimento per lasciare un segno tangibile sulla città, mentre in realtà ogni concessionario è stato costretto a improvvisare un progettino che assume come unico significato quello di prolungare le concessioni fino a 27 anni in cambio di un regalo alla città. La gestione è stata assolutamente burocratica, gestita dai funzionari che si sono trovati costretti ad applicare una norma senza nessun indirizzo politico preciso e di visione”.

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