"Una narrazione patetica, priva di dignità istituzionale e clamorosamente smentita dai fatti" è l'impietoso giudizio che il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi dà della vicenda dei lavori alla scuola Taliercio. "Da mesi il sindaco Arrighi e l'assessore al PNRR Moreno Lorenzini continuano a ripetere trionfalmente ai cittadini e alle famiglie che il progetto da oltre 10 milioni di euro per la nuova scuola media "G. Taliercio" è ormai concluso e che le lezioni ripartiranno regolarmente a settembre 2026. Ma, dopo un puntuale sopralluogo autorizzato in cantiere, ho squarciato il velo di propaganda della giunta, portando alla luce una realtà drammatica, pericolosa e totalmente fuori controllo.
Il bluff di settembre: interni sventrati a un passo dalla scadenza PNRR
Le linee guida del PNRR fissano la consegna tassativa dell'opera al 30 giugno 2026, ma a soli 12 giorni lavorativi dal traguardo, l'ottimismo di facciata di Arrighi e Lorenzini si scontra con le fotografie inoppugnabili scattate all'interno del plesso. Altro che "fase di rifinitura": la scuola è un guscio vuoto e sventrato.Ecco il riassunto tecnico e politico: non è possibile rispettare la scadenza. Dal punto di vista tecnico e dei tempi tecnologici dei materiali, è irrealistico ipotizzare la chiusura dei lavori regolamentari entro il 30 giugno per i seguenti motivi: il massetto deve essere perfettamente asciutto prima di posare la pavimentazione definitiva (linoleum, resina o ceramica), pena il deterioramento della struttura. La rasatura, la carteggiatura e le due/tre mani di tinteggiatura sui cartongessi richiedono ambienti privi di polvere e tempi di attesa tra una stesura e l'altra. Non si può pitturare mentre gli impiantisti completano i cablaggi o montano i controsoffitti. Una volta ultimate le opere fisiche, sono necessarie le verifiche e i collaudi di legge (impianto elettrico, termico, idrico e antincendio) per il rilascio delle certificazioni di conformità, indispensabili per dichiarare i lavori "ultimati" ai fini della rendicontazione. Il Comune rischia di perdere il finanziamento: se i ritardi non fossero giustificati da cause di forza maggiore, il Comune potrebbe perdere i fondi. Se invece la Arrighi sta ricorrendo a scappatoie burocratiche per salvare i fondi all'ultimo minuto, come ha cercato di fare per la Buonarroti - sebbene per ora senza riuscirci - ha il dovere di comunicarlo ufficialmente e con trasparenza alla cittadinanza e al Consiglio Comunale, anziché limitarsi a celebrare l'acquisto degli arredi. Inoltre i soffitti sono completamente aperti, i cavi elettrici pendono pericolosamente nel vuoto, non c'è traccia di porte interne e, sostenere pubblicamente che una struttura in queste condizioni possa accogliere centinaia di studenti tra meno di tre mesi è un insulto all'intelligenza dei cittadini e un atto di gravissima irresponsabilità politica. Ma la gravità assoluta è che i lavoratori presenti erano allo sbaraglio: canottiera, scarpe da tennis e polvere respirabile perchè non indossano mascherine nè altri presidi per la sicurezza. Se il ritardo dei lavori è imbarazzante, lo scenario umano e legale all'interno del cantiere è agghiacciante. Naruralmente ho documentato una totale e sistematica violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Gli operai presenti, quasi tutti di origine extracomunitaria, senza un minino di protezione, mostrano un quadro di illegalità diffusa, completato da maestranze che girano per il cantiere in canottiera, senza caschi protettivi, né scarponcini antinfortunistici. Un Far West edile intollerabile per un'opera pubblica di questa portata.
Le violazioni di legge e le colpe della politica: dove sono i controlli?
La gestione del cantiere viola apertamente il Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro):
• Articoli 75 e successivi: Violazione totale sull'obbligo di fornitura e utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per prevenire infortuni e patologie polmonari.
• Articolo 92 (Responsabilità del Coordinatore per l'Esecuzione - CSE): Dov'è la vigilanza sul Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)? Chi sta permettendo che in una scuola pubblica si lavori in condizioni da terzo mondo? Cio detto siamo di fronte a una situazione assolutamente fuori controllo e priva di dignità, e per questo chiedo l'intervento immediato dell'Ispettorato del Lavoro e dei tecnici dell'ASL. Chi pagherà il disastro se i fondi europei dovessero saltare a causa dei ritardi? La giunta Arrighi non può più nascondersi dietro ai comunicati stampa trionfalistici: la smentita è scritta nei fatti e il re, oggi, è completamente nudo".









