La questione del controverso progetto di edilizia popolare di via Murlungo approda ufficialmente alla Camera dei Deputati, rispettando l'impegno preso con i cittadini durante l'ultima mobilitazione sul territorio. È stata infatti depositata un'interrogazione a risposta scritta, a prima firma dell'onorevole Andrea Barabotti, per sottoporre all'attenzione dei Ministri dell'Ambiente e della Salute i nodi ambientali e sanitari legati alla prevista costruzione dei 28 alloggi di edilizia residenziale pubblica ad Avenza. L'atto ispettivo mira a sollecitare i controlli di NOE e ISPRA affinché facciano piena luce sulle criticità ambientali e accertino la reale qualità dei suoli. Questo passaggio parlamentare è il risultato di un lungo percorso di approfondimento e di una sinergia preziosa nata sul territorio. Il costante dialogo con i residenti e il dettagliato lavoro di analisi documentale portato avanti in questi mesi dal comitato "Si-Resiste" sono stati infatti fondamentali per mappare ogni criticità e strutturare un'azione mirata ad attivare le doverose verifiche ministeriali. «L'atto depositato alla Camera rappresenta l'esatto adempimento dell'impegno preso con i cittadini, ovvero accendere i riflettori delle istituzioni nazionali su questa vicenda», dichiara l'onorevole Andrea Barabotti. «Parliamo di un'area ex SIN, oggi SIR, segnata da contaminazioni da cromo esavalente e arsenico, dove lo stesso decreto della Regione Toscana del 2021 ha subordinato l'edificabilità all'esecuzione di una nuova e rigorosa Analisi di Rischio sito-specifica. Accanto a questo scenario principale, l'atto evidenzia una serie di altre pesanti problematiche che vanno dalla carenza di servizi e viabilità fino alle criticità sull'approvvigionamento idrico e ai dati dello studio Sogesid sulla falda. Per questo abbiamo chiesto di verificare la situazione e valutare un eventuale blocco dell'avvio del cantiere fino all'accertamento della qualità dei suoli, al fine di evitare un danno ambientale e alla salute irreparabile che possa coinvolgere le 28 famiglie che dovranno alloggiare nel nuovo edificio Erp».
La forte preoccupazione dei residenti e il prezioso lavoro di approfondimento svolto in questi mesi insieme al comitato civico restano la base di questa iniziativa. Del resto, proprio nell'interrogazione viene ricordato come, nella recente conferenza di servizi, persino i tecnici dell'ufficio ambiente della Regione Toscana abbiano sollevato dubbi sulla qualità dei terreni chiedendo una preventiva bonifica ed evidenziando l'insufficienza delle sole prescrizioni cautelative (come il divieto di scavo profondo, di realizzare pozzi o l'obbligo di trattare le terre come rifiuti speciali).
«Di fronte al silenzio complice dell'amministrazione comunale di Carrara, il nostro obiettivo — dichiarano Andrea Tosi, segretario provinciale Lega Massa Carrara e consigliere comunale del Comune di Carrara, e Cristina Rocchi, segretario comunale Lega Carrara — è quello di continuare a lavorare in stretta sinergia con la cittadinanza, sfruttando ogni risorsa e canale disponibile per dare un contributo concreto e tutelare la salute pubblica. Questo decisivo passo in Parlamento è un tassello fondamentale per dare risonanza nazionale alla voce del territorio e non permettere che si spengano i riflettori su una questione così delicata per tutti i carrarini».