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Scritto da Redazione
Politica
30 Gennaio 2026

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 Elisabetta Sordi e Ivana Bertonelli del Pd Massa Carrarasi schierano contro la modifica al ddl sul consenso: "La marcia indietro sul tema del consenso nel DDL per la riforma dell’articolo 609 bis del codice penale rappresenta l’ennesima occasione in cui il Governo si rimangia la parola data e, soprattutto, dimostra una lontananza siderale dalla realtà.La parola era un accordo politico tra maggioranza e opposizione, tra la premier Meloni e la segretaria Schlein, perchè nel DDL si mettesse al centro il consenso della donna come elemento dirimente per definire la violenza sessuale.Senza consenso è sempre violenza, o, in modo più semplice, solo il sì significa sì.A novembre, proprio in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, in commissione si è registrato uno stop che, purtroppo, ha confermato i timori iniziali: nessuna intesa bipartisan e il concetto di violenza in presenza di dissenso o di volontà contraria.Come evidenziato bene dalla Consigliera di Parità della Provincia, salta il principio del consenso; ancora una volta si dovrà dimostrare la volontà contraria o il dissenso all’atto sessuale, pur con il passo in avanti delle condizioni in cui il consenso non può comunque essere valido.Ma è veramente troppo poco, in una realtà in cui ogni 3 giorni si piange una vittima di femminicidio e in cui la violenza sessuale è drammaticamente frequente in tutte le fasce di età. Il consenso è elemento fondante del rispetto e dell’educazione e introdurre la necessità del consenso esplicito, attuale e libero sarebbe stato un enorme passo in avanti per tutte le donne e per la loro sicurezza.Invece, ancora una volta si fa un passo indietro sulla necessità di educare al consenso, come sull’educazione sessuale ed affettiva nelle scuole. E non è solo una questione politica, se anche Amnesty International condanna la scelta del Governo, considerando che negli ultimi anni sono stati diversi i Paesi europei che hanno adottato il consenso come criterio.La violenza di genere rappresenta una emergenza sociale che vive proprio nelle pieghe di quei comportamenti quotidiani che vengono sminuiti, giustificati o nascosti.Rispettare il consenso della donna, anche negli strumenti legislativi, è un passo di civiltà di cui il nostro Paese ha bisogno, come avrebbe bisogno di una maggioranza politica capace di mettere il bene comune prima degli interessi di partito".

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