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Scritto da Vinicia Tesconi
Sport
19 Gennaio 2025

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Una partita attesa febbrilmente, con l’inevitabile preludio di infinite polemiche per i biglietti introvabili, per il divieto imposto a tutti gli spezzini di passare il confine tra Liguria e Toscana e venire a vedere la partita allo stadio dei Marmi, per tutto il carico di 13 anni di attesa del derby più sentito nella terra del marmo e, come spesso accade la montagna  ha partorito un topolino. In questo caso una vera, terribile beffa: se già era stata molto dure prendere quattro gol nella partita di andata in casa dello Spezia – riuscendo, comunque a segnarne due e, se pur per poco, a passare anche in vantaggio – incassare lo stesso numero di gol senza segnarne neanche uno sul proprio campo, quello stadio dei Marmi teatro di epici scontri tra le due compagini, è una mazzata tremenda che nessuno si aspettava. Stoici gli ultras della curva nord, autori di una magnifica coreografia,   con tanto di fuochi d’artificio, per salutare il ritorno del derby a Carrara, non hanno mai smesso un secondo di cantare e sostenere la squadra anche a fronte del progressivo glaciale aumento del bottino degli avversari. Meno decisa a non mollare mai – nonostante di ripetuti inviti del mister Calabro – è stata la Carrarese che, di fatto, non è mai riuscita a impensierire seriamente lo Spezia e ha lasciato dilagare il punteggio degli avversari anche con alcune ingenuità assolutamente non in linea con “la difesa di marmo” mostrata dai gialloazzurri nel percorso sin qui fatto in serie B. Lo Spezia è più forte – questo non può essere messo in discussione – ma la Carrarese non è stata la squadra ben organizzata e senza paura che si è fatta notare in positivo in questo campionato. Con il solo match in casa con lo Spezia, la Carrarese ha eguagliato il numero di gol subiti sul proprio campo in tutte le partite precedenti. Nel primo tempo non è mai riuscita a piazzare una palla gol e ha avuto non poche difficoltà a passare la metà campo, se non con lanci lunghi quasi sempre imprecisi e inefficaci. Poco di rilevante nei primi 45 minuti, a parte molto nervosismo in campo da ambo le parti e  i due gol segnati da Pio Esposito, diventato così il nuovo capocannoniere del campionato cadetto,  dei quali, il secondo, segnato all’ultimo minuto del recupero, con effetto decisamente raggelante per i padroni di casa. La reazione degli apuani c’è stata a inizio ripresa e ha dato una briciola di illusione all’indomabile popolo gialloazzurro, ma è durata troppo poco e nel giro di pochi minuti un contropiede in solitaria di Kouda, ha aumentato il carico sulle spalle dei marmiferi segnando il terzo gol e poco dopo,  un colpo di testa di Elia in un’area semivuota ha siglato il drammatico verdetto nella porta di Chiorra, entrato al posto di Bleve infortunatosi dopo il primo gol. La Carrarese ha continuato a provarci, puntando almeno al gol della bandiera, ma sempre con costruzioni di gioco confusionarie e prevedibili per la difesa spezzina.

Finisce come nel peggior incubo dei tifosi gialloazzurri, dovendo cedere – e cedere male – proprio alla squadra nei confronti della quale più si sperava di ben figurare. Ma la fede dei tifosi carrarini ha radici antichissime e solidissime e non viene scossa neppure dalla seconda debacle subita dallo Spezia con quattro gol. E la voglia di rivincita aleggerà imperitura per tutto il tempo che ci vorrà per tornare a giocare un altro derby con gli spezzini.

 Carrarese - Spezia: 0-4;

Rete: 20' P.Esposito (S), 45'+3 P.Esposito (S), 50' Kouda (S), 59' Elia (S);

Ammoniti: 19' Kouda (S), 34' P. Esposito (S), 34' Shpendi (C), 37' Oliana (C), 50' Schiavi (C), 86' Vignali (S); 

CARRARESE (3-4-2-1): Bleve (23' Chiorra); Oliana, Illanes, Imperiale; Zanon, Schiavi, Zuelli (46' Giovane), Cicconi (53' Belloni); Shpendi (60' Palmieri), Cherubini; Finotto (46' Cerri). All. Calabro.

SPEZIA (3-5-1-1): Chichizola; Mateju, Hristov, Vignali; Elia, Nagy (33' Bandinelli), S.Esposito, Degli Innocenti (62' Candelari), Reca (74' Aurelio); Kouda (62' Falcinelli); P.Esposito (74' Colak). All. D’Angelo.

Arbitro: Simone Sozza dell sezione di Seregno.

foto di Andrea Muracchioli

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