La firma l'hanno lasciata con la vernice nera e con lo stesso stile e l'uso delle stesse parole: "ozeb sarik" ripetute a imbrattare le serrande della Lavanderia a secco Massimo in via Manzoni e anche alcune serrande in via Roma, in quello che, fino a non molto tempo fa, era il centro di Carrara e che ormai, da qualche anno è diventato la periferia più degradata della città cioè l'area che gravita intorno a piazza Matteotti, oggi teatro di spaccio e violenza. Non solo le serrande dei negozi ma anche i muri dei palazzi in cui si trovano i negozi sono stati imbrattati forse per renderli consoni all'ambiente di degrado sociale in cui i vandali autori delle scritte si muovono abitualmente. E l'effetto, unito alla devastazione dei cantieri che hanno letteralmente distrutto Carrara est è quello di una città del peggior terzo mondo, senza più alcuna speranza. Le scritte sembrerebbero essere in turco, almeno per la parola sarik che dovrebbe significare turbante; la parola ozeb non sarebbe però turca e potrebbe essere riconducibile all'arabo ozb che significa "cazzo". Qualcuno ha ipotizzato anche che potrebbe essere il nome stesso dell'autore dello sfregio, ma sembra assai poco probabile. Di certo c'è solo che la città ha subito l'ennesimo sfregio. E che, come sempre,resterà impunito.
Imbrattate con scritte straniere serrande e muri in pieno centro a Carrara
Scritto da Vinicia Tesconi
Cronaca
25 Maggio 2026
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