Teatro Quartieri gremito, con oltre 200 presenti, all’incontro pubblico svoltosi oggi a Bagnone e promosso dal Comitato per la Tutela del Patrimonio Storico e Paesaggistico di Bagnone, associazione nata spontaneamente dall’iniziativa di cittadini e amanti del Borgo, totalmente scevra da ogni connotazione politica o partitica.La partecipazione ampia e trasversale ha rappresentato un segnale chiaro del legame profondo tra la comunità di Bagnone e il proprio patrimonio storico, architettonico e paesaggistico, di cui il Borgo costituisce espressione iconica per l’intera Lunigiana.Tema centrale dell’incontro è stato il progetto in corso nel centro storico e, in particolare, la pavimentazione realizzata con i caratteristici “piagnoni” in arenaria, elemento tradizionale, identitario e distintivo del Borgo, che il Comitato si pone l’obiettivo di tutelare con determinazione. Nel corso dell’incontro è stata illustrata la storia dei piagnoni in arenaria, sottolineandone il valore storico, identitario e paesaggistico per Bagnone e per l’intera valle del Bagnone e del Magra. L’arenaria, pietra autoctona della Lunigiana fin dall’epoca delle statue-stele, non è solo materiale da costruzione, ma vero archetipo culturale, segno trasmesso di generazione in generazione. I piagnoni rappresentano a loro volta il frutto della sapienza e della fatica di generazioni di scalpellini lunigianesi, che hanno creato una pavimentazione unica, destinata a durare secoli, di grande valore materiale e immateriale.È stato quindi ricostruito l’iter amministrativo, progettuale e operativo dei lavori in corso nel centro storico, evidenziando come gli interventi finora realizzati e previsti dal progetto deliberato abbiano portato alla rimozione e sostituzione di piagnoni storici, pur in buono stato, in Piazza Roma e in un tratto di via Niccolò Quartieri, nonché alla rimozione totale dei piagnoni lungo tutta via Quartieri.Dalla documentazione presentata sono emersi dubbi, interrogativi e incertezze sul futuro assetto della pavimentazione storica del Borgo, nonché il timore che la rimozione e sostituzione prevista dal progetto possa estendersi anche ai portici di via Repubblica, dove i piagnoni risultano in ottimo stato.
È stato inoltre ricordato che, a seguito di un esposto del cittadino Luca Pierini, la Soprintendenza ha richiesto all’Amministrazione comunale la sospensione dei lavori e la presentazione di un progetto rispettoso del patrimonio storico.L’Amministrazione comunale non ha partecipato all’incontro, ma ha tuttavia comunicato per le vie brevi ai cittadini presenti che il progetto finale prevederebbe il ripristino integrale dei piagnoni in Via Quartieri e Piazza Roma e la manutenzione in Via Repubblica, solo ove necessario, di singoli elementi, nonché il completamento di nuovi tratti con piagnoni recuperati da altri contesti ma identici per caratteristiche tecniche, storiche ed estetiche. Alla luce di quanto emerso, il Comitato ha annunciato che invierà formalmente all’Amministrazione comunale le richieste condivise durante l’incontro, finalizzate alla tutela integrale del patrimonio storico del Borgo: • pubblicazione del progetto definitivo;
- ripristino integrale dei piagnoni rimossi;
- attivazione del Comune presso la Soprintendenza per la definizione di un vincolo definitivo sulla pavimentazione storica del Borgo ma anche su altri elementi del patrimonio dell’intero territorio comunale, così da garantirne una tutela permanente anche per il futuro.
Il Comitato si attiverà inoltre direttamente presso la Soprintendenza per monitorare l’attuazione degli interventi, con particolare attenzione al ripristino integrale della pavimentazione storica. È stato infine annunciato un nuovo incontro pubblico nel mese di febbraio, in data da definire, nella speranza che in quella sede possa svolgersi un confronto diretto con l’Amministrazione comunale.La vicenda dei piagnoni rappresenta oggi un tema emblematico non solo per Bagnone, ma per ogni comunità che possieda un patrimonio storico da difendere: da un lato le complessità operative della macchina amministrativa, dall’altro la necessità imprescindibile di investire nella bellezza, nella storia e nell’identità dei luoghi, risorsa primaria della Lunigiana.
La partecipazione registrata – con cittadini anziani, adulti, giovani e bambini – testimonia il forte legame della comunità con un patrimonio che è insieme materia, memoria e futuro.









