Si è svolta mercoledì 2 aprile 2025 la riunione della Commissione consiliare Cava Fornace, la prima presieduta dal consigliere Michela Bertelloni. Durante la riunone, a cui hanno partecipato anche i comuni di Pietrasanta e Forte dei Marmi, le associazioni WWF e Italia Nostra, il Comitato di Strettoia e il Comitato cittadini contro la discarica, sono stati affrontati vari argomenti: la fase emergenziale ancora in essere dopo il cedimento arginale del 6 maggio 2024, il termine per la presentazione delle integrazioni per il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) da parte di Programma Ambiente Apuane - fissato al 30/04/2025 - e la richiesta di modifiche non sostanziali avanzata sempre dal gestore della discarica. Nella riunione della Commissione sono state riferite, dai due Assessori all'Ambiente dei comuni di Montignoso e Pietrasanta, le risultanze della riunione tenutasi a fine marzo tra i comuni, la Regione Toscana nella persona dell'Assessore all'Ambiente Monni e ALIA di cui Programma Ambiente Apuane è una società partecipata. In questa riunione sono stati affrontati i primi due punti - fase emergenziale e termine per integrazioni PAUR - ed è stata ribadita con fermezza la volontà delle amministrazioni comunali e regionale di arrivare nel più breve tempo possibile alla chiusura e alla rinaturalizzazione del sito; è stata decisamente respinta la proposta di ALIA di coltivazione della discarica per ulteriori 650 mila metri cubi. Alla stessa società è stato chiesto di presentare un nuovo progetto che non preveda ulteriori conferimenti, invitando altresì a pensare a soluzioni alternative per l'uso del sito (es. impianto fotovoltaico). Per la presentazione della proposta è stata concessa una proroga. Riguardo la fase emergenziale, nella riunione è stato riferito da ALIA che il termine per la conclusione di tale fase è il 30 aprile prossimo; molti membri della Commissione, le associazioni e i Comitati hanno espresso la loro contrarietà all'attuale scarico in fognatura nera di parte del percolato, criticità questa segnalata anche da ARPAT e legata alle caratteristiche del depuratore del Lavello gestito da Gaia, che non essendo strutturato per ricevere reflui industriali può soltanto diluire il materiale ricevuto.
Per quanto riguarda le modifiche non sostanziali, la Commissione ha convenuto di chiedere delucidazioni alla Regione in quanto queste modifiche andrebbero a modificare l'AIA (Autorizzazione Unica Ambientale) per la coltivazione fino a + 43 m s.l.m. che tuttora, da quel che risulta, è ancora in riesame. La Commissione ha altresì deciso di chiedere informazioni a Regione e GAIA circa le quantità di percolato smaltito in fognatura nera e quelle smaltite tramite autobotte, perché si ricorda che lo scarico in fognatura è da considerarsi suppletivo al trasporto su gomma, e non viceversa. Infine, è stata condivisa da tutti l'opportunità, una volta finita la fase emergenziale, di procedere ad un nuovo rilievo delle quote raggiunte dall'abbanco di rifiuti.