"Anche perchè – prosegue Caffaz – se ci fosse stata la possibilità di dire la propria probabilmente avremmo risparmiato al Comune quelle contestazioni che poi ci sono state a Roma, ad esempio sui 3 milioni di euro di finanziamento su cui nessuno è riuscito a spiegare come il Comune farà a reperire. In quell'occasione certamente avremmo chiesto cos'è la "Marmo Onlus" che è stata citata durante l'audizione, quali aziende ne fanno parte e magari se sono le stesse con cui la sindaca Arrighi "litiga" al tavolo del marmo e quali sono i relativi budget, così come avremmo chiesto qual è il fondo citato che fa riferimento all'industria del porto".
"Insomma – conclude Caffaz – i dubbi sono tanti e forse questi avrebbero dovuto essere fugati a suo tempo e prima della presentazione del progetto con un lavoro realmente progettuale e partecipativo.









