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Scritto da Redazione
Politica
21 Marzo 2026

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Un altro grido d'allarme sulla situazione di Carrara arriva da Cesare Micheloni di "Avenza Si R-Esiste": "Per capire lo stato di Avenza non servono premi o targhe da appendere all’ingresso del Comune. Basterebbe una fotografia, l’ennesima, scattata qualche giorno fa : un uomo ubriaco, i pantaloni abbassati, appoggiato a un muro come fosse un elemento degradato dell’arredo urbano. Sullo sfondo un edificio pubblico che cade a pezzi; intorno un quartiere che osserva, scuote la testa e tira dritto. Non per indifferenza, ma per quella stanchezza che subentra quando scene simili si ripetono fino a svuotarsi di senso. Mentre nei palazzi si celebra Carrara, “prima capitale toscana dell’arte contemporanea”, nelle strade di Avenza l’arte più diffusa sembra essere quella dell’abbandono. Il vero pericolo è qui, vorrebbero che ci abituassimo a questo scenario, ma l’assuefazione al degrado sarebbe la nostra vera e definitiva sconfitta. Proprio questa accettazione passiva alimenta un’ingiustizia a doppio taglio; colpisce chi è talmente alla deriva da non riuscire più a chiedere aiuto e ferisce i residenti che, pur pagando le tasse, vedono il proprio quartiere scivolare lentamente nell’oblio. Le spiegazioni ufficiali sono un copione già scritto: mancano le strutture, non ci sono risorse, la competenza è di qualcun altro. A volte si arriva perfino a dire che certe persone hanno “scelto” di vivere così. Tutto formalmente corretto ma drammaticamente insufficiente, come un alibi istituzionale. Nessuno sceglie davvero la strada, ci si finisce, ci si scivola, ci si resta intrappolati. Trasformare una tragedia in una “scelta” serve solo ad archiviare la pratica senza risolverla. Dietro queste giustificazioni da ufficio emerge una resa culturale. Non è solo una questione di decoro ma di assenza, di servizi sociali invisibili e di un’amministrazione che sembra più impegnata nelle celebrazioni che nei problemi quotidiani del territorio. Quando una comunità accetta che l’inaccettabile diventi normale, sta dichiarando la propria resa. E a restare nuda in mezzo alla strada non è solo la fragilità di chi è caduto, è la nostra idea di civiltà".

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