Il Presidio Permanente per la Palestina aderisce e invita tutte e tutti a partecipare allo sciopero del 28 novembre, con ritrovo a partire dalle ore 6:00 al porto di Marina di Carrara, e chiamata di concentramento alle ore 10. Una mobilitazione necessaria, urgente, che tiene insieme le crisi che attraversano i nostri territori, il Paese e il mondo.
Perche scioperiamo?
L'attuale legge di bilancio è una finanziaria di guerra: aumenta le risorse destinate al riarmo mentre sottrae fondi alla scuola, al lavoro, alla sanità e alla cura del territorio.
È una scelta politica che si accompagna a un modello globale fatto di ecocidio, genocidio, riarmo, oppressione, austerità, privatizzazioni e povertà. Un modello che respinge i bisogni reali delle persone e consolida ingiustizie sempre più profonde.La sanità pubblica è ormai al capolinea, mentre quella privata viene incentivata in ogni modo.
La scuola vive una condizione di crescente fragilità: mancano investimenti, mancano risorse adeguate e si moltiplicano le difficoltà che gravano su personale e corpo studente.
La cura del territorio è dimenticata: lo vediamo ogni giorno, mentre frane e dissesti si moltiplicano sotto i nostri piedi.
Lavoratori e lavoratrici sopravvivono con salari fermi, inflazione alta e precariato in aumento. È evidente la necessità di rompere con i parametri dell'attuale politica economica, che sacrifica diritti e sicurezza collettiva.Il costo della vita cresce, mentre il potere d'acquisto diminuisce. Questa situazione è insostenibile per milioni di persone.
E non vogliamo dimenticare la Palestina.
Sul massacro in corso a Gaza e in Cisgiordania è calata una cortina che tenta di nascondere ciò che accade. Ma si continua a morire.Governo e Unione Europea alimentano politiche di riarmo mentre ignorano la tragedia umanitaria e la richiesta globale di cessate il fuoco.
La nostra mobilitazione nasce anche da questo: dalla volontà di non tacere davanti all'ingiustizia.Mai come oggi sindacati, partiti politici, associazioni risultano frammentati.
L'unità è un valore e noi come Presidio Permanente per la Palestina riteniamo fondamentale la convergenza dei temi: sociale, ambientale, lavorativo, internazionale.
La lotta che abbiamo intrapreso è contro un sistema politico che opprime, sfrutta e non ascolta la popolazione.
Unire le rivendicazioni non è un'opzione: è la condizione necessaria per cambiare davvero. Il 28 novembre saremo in sciopero. Saremo insieme. Saremo visibili.