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Scritto da Redazione
Politica
07 Marzo 2026

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Il presidente della Confartigianato apuana, Sergio Chericoni,  ha chiesto di accelerare l'iter per il  potenziamento dello scalo perchè, a suo parere solo in questo modo si avranno crescita economica e una vera risposta all'erosione. "Da due anni ci viene ripetuto che il Piano Regolatore Portuale di Marina di Carrara è "in dirittura d'arrivo" - ha dichiarato Chericoni -  Siamo arrivati a marzo 2026 e non solo non è stato approvato, ma non sappiamo nemmeno a che punto sia. Il provvedimento è fermo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il Ministero ha convocato un tavolo tecnico che però è rimasto senza gambe, e la Regione non ha ancora indicato il proprio rappresentante. Nel frattempo, il porto, letteralmente, si insabbia. E con lui si sta insabbiando la capacità di sviluppo dell'intero territorio". Chericoni ha anche  sottolineato come lo stallo stia diventando un danno strutturale: "Ci chiediamo se alla fine abbiano avuto la meglio coloro che, negli anni, hanno osteggiato il porto e il suo sviluppo. Perché oggi siamo a un punto morto. Il lavoro fatto per sostenere un Piano regolatore che manca dal 1981 sembra essersi dissolto in un silenzio che non possiamo accettare". Chericoni ha richiamato anche l'intervento del consigliere regionale Gianni Lorenzetti, che pochi giorni fa ha sollevato lo stesso tema: "Il tempo, quando si parla di infrastrutture strategiche, non è un dettaglio, ma una variabile decisiva. Condividiamo pienamente questa preoccupazione perché senza un quadro chiaro e condiviso si rallentano scelte che incidono direttamente su lavoro, imprese e competitività. Una situazione ai limiti del paradossale: chi blocca lo sviluppo del porto teme l'erosione ma proprio dal combinato disposto del potenziamento dello scalo e dalle nuove normative potrebbe arrivare una risposta mai vista per la costa apuoversiliese a sud del porto.  L'ultimo progetto di dragaggio del porto, elaborato da Modimar Srl e ritirato nel 2024, prevedeva una movimentazione di circa 350mila metri cubi, di cui si ipotizzava di poterne utilizzare solo 150mila per il ripascimento della sabbia sommersa fra il fosso Ricortola e il Fosso Brugiano. Con lo sviluppo previsto nel Piano regolatore, invece, siamo a tre volte tanto: 1,3 milioni di metri cubi di cui un milione potrebbe essere idoneo al ripascimento della costa. Numeri importanti grazie anche alla modifica normativa dei valori di fondo della sabbia, già approvata al Ministero e in attesa del decreto da parte della Regione Toscana, che consentirebbe di utilizzare quantitativi di sabbia più importanti provenienti dal Magra, oggi bloccati. E questo sarebbe il primo vero successo ottenuto dal Romcav. Dragaggi che poi permetterebbero ogni anno di mantenere un maggiore equilibrio della costa. Ma senza un piano approvato, continuiamo a rincorrere l'emergenza senza affrontare la causa. È come svuotare il mare con un secchio".

Secondo Chericoni, l'approvazione del PRP non è solo un atto amministrativo, ma un passaggio decisivo per il futuro economico della provincia e denuncia l'assenza i una guida politica forte: "Il piano porterebbe sviluppo, benessere, investimenti, darebbe finalmente gambe al travel lift e risolverebbe in modo strutturale il tema del ripascimento, con l'imminente recepimento delle nuove norme. In un momento in cui molte aziende locali vivono difficoltà, che riempiono le pagine dei quotidiani, il porto potrebbe assorbire manodopera, creare nuovi posti di lavoro, offrire prospettive reali. Ma senza certezze non si pianifica nulla. Siamo entrati nelle fauci della proverbiale burocrazia, quella che tutti condannano ma che continua a bloccare il Paese. I tempi non sono questi. Serve un'azione politica chiara, determinata, continua. Serve che il tavolo tecnico si riunisca davvero e produca risultati, non annunci. Vogliamo sapere quando accadrà e quali certezze ne usciranno. Fosse anche un 'no', deve arrivare a breve e non tenerci impantanati per altri anni".

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