C'è un angolo della Lunigiana dove il tempo sembra essersi fermato al 1968, quando tre personaggi in bronzo hanno preso vita nei giardini pubblici di un piccolo borgo toscano. Topolino, Paperino e Pluto marciano allegramente su un basamento di pietra, immortalati in una delle sculture pubbliche più curiose e meno conosciute d'Italia: forse l'unico monumento del nostro Paese dedicato ai personaggi Disney. Un'opera che racconta l'incontro tra l'editoria e la cultura popolare, un momento storico in cui i fumetti stavano diventando letteratura per tutti.La storia di questa statua affonda le radici nel rapporto profondo tra Pontremoli e il mondo dei libri. Non è un caso che l'opera si trovi proprio qui: dal 1953, questo borgo medievale di poco più di 7.000 abitanti ospita il prestigioso Premio Bancarella, uno dei riconoscimenti letterari più antichi d'Italia, che gli è valso il titolo di "Città del Libro". Un luogo dove la carta stampata non è solo cultura, ma identità. Ed è proprio come ringraziamento alla casa editrice Mondadori che nel 1968 venne eretta questa scultura. Arnoldo Mondadori, il grande editore milanese, aveva infatti stretto nel 1935 un accordo storico con Walt Disney per pubblicare in Italia le avventure del topo più famoso del mondo. Da quel momento, "Topolino" divenne molto più di un semplice fumetto: fu letteratura per ragazzi, compagno di generazioni, fenomeno culturale di massa. Si racconta che Mondadori stesso fosse talmente legato al personaggio da controllare personalmente le bozze del giornalino ogni sera, prima di andare a dormire. Un'attenzione maniacale che trasformò Topolino in un'icona italiana, tanto che ancora oggi, a distanza di quasi novant'anni, resta uno dei settimanali più venduti nel nostro Paese.
Autore della scultura è Riccardo Rossi (1911-1983), scultore massese formatosi all'Accademia di Belle Arti di Carrara, già noto a Pontremoli per aver donato alla città, nel 1960, la celebre statua del Pinocchio "birichino" che ancora oggi accoglie i visitatori in un'altra piazza del centro storico. Per Rossi, la commissione rappresentò una sfida particolare. Creare una scultura monumentale di personaggi Disney significava confrontarsi con il ferreo controllo che la Disney Company ha sempre esercitato sulla rappresentazione dei propri personaggi, protetti da copyright rigidissimi. Il risultato è un'opera dal fascino singolare: i tre protagonisti hanno un aspetto "interpretato", stilizzato, non perfettamente fedele agli originali animati. Le forme sono più spigolose, le proporzioni leggermente alterate, i dettagli semplificati. Per alcuni, un'imperfezione estetica. Per altri, un documento storico prezioso di un'epoca in cui il rapporto tra arte, cultura popolare e proprietà intellettuale era ancora tutto da definire. Un'opera che racconta, nelle sue imperfezioni, la difficoltà di rendere omaggio alla cultura di massa con gli strumenti dell'arte tradizionale. Oggi la statua di Topolino, Paperino e Pluto vive una vita tranquilla nei giardini pubblici di Pontremoli. La maggior parte dei turisti che visitano la Lunigiana preferisce concentrarsi sulle famose "statue stele" preistoriche, enigmatiche figure antropomorfe risalenti all'età del rame, custodite nel vicino Castello del Piagnaro. Pochi si soffermano davanti a questo monumento, eppure esso rappresenta un pezzo unico della nostra storia culturale recente. È il punto d'incontro tra due mondi apparentemente lontani: l'America dei cartoon e l'Italia dell'editoria di qualità. È la testimonianza di un'epoca in cui i "fumetti" stavano diventando letteratura per ragazzi, conquistando dignità culturale. È il simbolo di come un topo con i pantaloni rossi abbia saputo conquistare un intero Paese, entrando nelle case, nei cuori e persino nei monumenti pubblici.
La lapide ai piedi della scultura recita: "Alla città di Pontremoli questi personaggi di Walt Disney la Fondazione e Città del Libro dona. Grata all'editore Mondadori che ai bambini italiani genialmente li ha presentati". Parole che oggi suonano quasi poetiche nella loro ingenuità, in un'epoca in cui i diritti d'immagine e il merchandising sono diventati miliardari industrie globali.
In un Paese ricco di tesori artistici e monumentali, questa statua di Pontremoli rischia di passare inosservata. Eppure merita di essere riscoperta, raccontata, valorizzata. Non per il suo valore artistico – che resta discutibile – ma per la storia che rappresenta. Una storia italiana di passione editoriale, di cultura popolare, di piccoli borghi che custodiscono memorie inaspettate.
La prossima volta che programmate un viaggio in Lunigiana, tra i castelli medievali e le antiche pievi romaniche, fate una deviazione a Pontremoli. Cercate quei giardini pubblici dove tre personaggi in bronzo continuano la loro marcia allegra da oltre cinquant'anni. E fermatevi un momento a riflettere su come la cultura, in tutte le sue forme – alta o popolare, americana o italiana, cartacea o digitale – abbia il potere di unire generazioni e attraversare confini.
Topolino, Paperino e Pluto vi aspettano. E con loro, un pezzo dimenticato della nostra storia.
Il monumento ai cartoon Disney nella piazza di Pontremoli
Scritto da Carmen Federico
Pontremoli
04 Febbraio 2026
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