Politica
Sedimenti del porto di Marina di Carrara: il Comitato Ugo Pisa ha effettuato una ricerca per scoprire chi ne trae vantaggio
Ci siamo chiesti a chi giovasse davvero l'uso dei sedimenti dragati dal porto di Marina di Carrara come sabbia per i ripascimenti della costa apuana.

Confartigianato Massa Carrara Lunigiana- Un whatsapp al posto delle istituzioni: Carrara scavalcata nei giochi di potere
"La vicenda della nomina del segretario generale dell'Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale dimostra che la portualità è stata trascinata fuori dal perimetro istituzionale e…

Piscina Tosi, il "salvagente" del Governo Meloni non cancella le responsabilità politiche della Giunta Arrighi e del PD che la sostiene: la critica del consigliere Mirabella
"Ci risiamo. Per la piscina comunale Tosi arriva l'ennesimo rinvio: cantiere prorogato ufficialmente al 31 dicembre 2027. L'ennesima delibera, l'ennesimo cambio di ditta e una data…

Futuro Nazionale Massa: "Su movida e sicurezza: non si può abbassare la guardia"
"Nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre il centro di Massa è stato nuovamente teatro di schiamazzi, lancio di petardi e situazioni di forte…

Parmignola, Lera di Patto per il Nord: «Battilana resta a rischio, basta interventi di facciata»
Mentre sulla sponda ligure del torrente Parmignola i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell'argine si sono conclusi positivamente lo scorso luglio, l'argine sul…

Anche il Pd di Carrara, come il sindaco Arrighi, critica le dichiarazioni del presidente degli industriali di Spezia sul porto di Marina
Le recenti dichiarazioni del Presidente degli Industriali di La Spezia, Laghezza, che ha criticato l'allocazione di troppi fondi destinati al Porto di Marina di Carrara è…

Allagamenti e frane a Massa, la consigliera Santi: “Partiti i sopralluoghi. Ora un tavolo tecnico e un cronoprogramma degli interventi”
MASSA – Allagamenti e frane rappresentano un tema particolarmente sentito dalla presidente della Commissione Affari Istituzionali Giovanna Santi, che negli anni ha mantenuto alta l’attenzione sulle…

"Basta varianti urbanistiche a macchia di leopardo. Difendiamo la vocazione produttiva di Massa": l'appello di Futuro Nazionale
Futuro Nazionale, attraverso il coordinatore provinciale Luca Guadagnucci e Stefano Benedetti, interviene sulla variante urbanistica relativa all'area ex Olivetti-Synthesis: "Parliamo di un compendio di oltre 92…

Salita San Ceccardo: il verde non come arredo urbano, ma funzione vitale per la città. La proposta di Associazione Arca
«Non una questione di decoro, ma di qualità ambientale della città. Le nostre proposte applicano letteralmente i criteri del nuovo Regolamento del Verde. Confidiamo che Comune…

Manifestazione per la Giornata Internazionale della Pace: "No alla guerra, no al riarmo: scendiamo in piazza!"
In occasione della Giornata Internazionale della Pace, la cittadinanza, le associazioni e i movimenti locali si uniscono…

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“Ecco i documenti delle incompatibilità e dei conflitti d'interesse. Il vero tema è, però, che il sindaco Serena Arrighi non può fare due parti in commedia: attaccare le imprese per i ricorsi e far firmare quei ricorsi a professionisti a lei riconducibili". Lo ha dichiarato il consigliere dell’opposizione Simone Caffaz che ha spiegato: “Dopo aver letto le risposte di Mario Lattanzi e Sirio Genovesi al mio ultimo intervento non posso esimermi, per amore della città e della verità,dall'approfondire le tematiche introdotte perché al finto sdegno dei rispondenti è doveroso replicare con serietà e documenti.
Partiamo dal piano politico e quindi etico: né Lattanzi né Genovesi hanno riposto all'unica domanda a cui avrebbero dovuto. Relativamente ai ricorsi su concessioni perpetue e canoni, l'assessore al bilancio e il presidente della commissione statuto e regolamenti sono d'accordo con il sindaco, che ha attaccato duramente le imprese che hanno presentati i ricorsi o sono d'accordo rispettivamente con il fratello e il padre, che sono tra i professionisti di quelle imprese? O, cosa a mio giudizio più probabile, sono d'accordo con tutti e due, facendo quindi parte di un perverso gioco delle parti di cui l'amministrazione guidata da Serena Arrighi è l'emblema?
Il fatto che il consigliere Genovesi non si sia mai occupato di marmo in quasi due anni, come egli afferma e il Pd conferma, non è un titolo di merito, ma al contrario l'evidenza di un potenziale conflitto di interessi da cui cerca di stare alla larga. In altre parole, siccome il padre, che fa il suo stesso mestiere, si occupa di ricorsi sul lapideo contro il comune, in cui il figlio è consigliere, il figlio ha dichiarato di non parlare pubblicamente di marmo, neppure nella commissione di cui è presidente, che è preposta ad affrontare le questioni giuridiche di competenza del consiglio comunale. Più conflitto d'interessi di così...
Ancor più grave è la posizione dell'assessore Mario Lattanzi, riguardo al quale citeremo documenti che evidenziano un conflitto d'interessi e incompatibilità palesi, al punto che il Pd, nel suo comunicato stampa, non ha neppure tentato una difesa d'ufficio nei suoi confronti.
Prima però mi preme evidenziare un aspetto personale e politico. È una regola non scritta, ma di buon senso, responsabilità e civiltà che chi ricopre una carica istituzionale, non riveli in pubblico e tantomeno sulla stampa il contenuto di conversazioni private, perché nessuno si può fidare di chi viola tale patto di riservatezza e fiducia personale. Ebbene, l'assessore Lattanzi non si è fatto scrupolo di rendere pubbliche alcune conversazioni che avemmo prima della campagna elettorale di due anni fa. Lo ha fatto pro domo sua, affermando cose solo parzialmente vere e omettendone altre, che avrebbero costituito per lui fonte di imbarazzo. Sappia l'assessore Lattanzi che io non scendo al suo livello: non rivelerò il contenuto di quelle conversazioni e manterrò fede a quel patto di riservatezza, nonostante io abbia diversi testimoni di quegli incontri, ma né io, né immagino altri, avremo mai più incontri riservati con lui.
Ciò premesso, è doveroso da parte mia evidenziare che l'amministrazione comunale si è costituita in giudizio nelle venti cause per la "declaratoria/accertamento di livello/enfiteusi perpetua su agri marmiferi comunali" con la delibera di giunta n.135 del 23 aprile 2024. È risaputo che uno dei professionisti delle aziende ricorrenti sia il fratello di Mario Lattanzi e che il comma 2 dell'art.78 del Tuel stabilisce inequivocabilmente che "gli amministratori (...) devono astenersi dal prender parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti affini fino a quarto grado". Lo stesso Lattanzi, proprio per quell'incompatibilità che nega, ma conferma nei comportamenti, era l'unico assessore assente all'approvazione della delibera n.135/24. Si dà il caso che Lattanzi sia un amministratore pubblico e debba render conto delle sue azioni, quindi se fosse semplicemente incappato in una situazione di incompatibilità, avrebbe dovuto manifestarla e metterla a verbale e quindi nel testo della delibera, e non soltanto essere assente di soppiatto e facendo finta di niente. Lo stesso onere, politico prima che giuridico, era in carico al sindaco che presiedeva la riunione di giunta e che, allo stesso modo, avrebbe dovuto avere lo stesso obbligo di trasparenza. E allora, perché Lattanzi e Arrighi non l'hanno fatto, mettendosi così al riparo da facili contestazioni? Semplice, perché l'incompatibilità di Lattanzi è assai più ampia di quella che riguarda il fratello. Dalla visura camerale della "Cooperativa Cavatori Canalgrande Soc. Coop", che tra le altre cose è una delle società che hanno firmato i ricorsi tanto contestati dal sindaco, risulta che ne sia sindaco revisore proprio lo stesso Mario Lattanzi. Con atto di nomina del 23 giugno 2023 (quando quindi Lattanzi ricopriva la carica di assessore da circa un anno), il suo incarico avrebbe dovuto durare fino all'approvazione del bilancio 31-12-23, e la carica non risulta, almeno dagli atti pubblici in nostro possesso, ad oggi, cessata”. Lattanzi ha quindi anche un conflitto d'interessi diretto e non solo per tramite del fratello e ce l'ha ricoprendo una carica di rilevanza in una società che non solo ha presentato i ricorsi citati, ma che l'ha fatto in quanto concessionaria di cava. E di lui potremmo parlare ancora, come sul possibile doppio ruolo svolto nel contenzioso tra comune e Sam e Vf marmi...
Se i protagonisti di questa vicenda lo desidereranno, in futuro potremo tornare ancor più nel merito di queste situazioni. Sinceramente però non siamo magistrati e il formalismo ci interessa relativamente. Ci interessa invece la sostanza e quindi ribadiamo l'inaccettabile doppiezza della sindaca che ha attaccato duramente le imprese per i ricorsi, ricorsi presentati anche da professionisti a lei direttamente riconducibili. Quindi la sindaca, come i suoi fiduciari, fa due parti in commedia. Anche se, in tutto questo, c'è poco da ridere.
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“Seguiamo con apprensione quanto accaduto stamani a Cava Fornace, dove uno smottamento con conseguente sversamento di acqua mista ad argilla e forse percolato ha interessato l’area contigua al sito della discarica. È dal 2015 che come Lega chiediamo con forza la dismissione e la chiusura di questo sito, nel rispetto della popolazione, dei comitati e dell’ambiente versiliese. Abbiamo presentato più volte in regione Toscana mozioni in cui chiedevamo al partito democratico di chiudere il sito e più volte sono state respinte nell’indifferenza generale. Adesso è il momento per chiudere definitivamente Cava Fornace, perché episodi come questo non accadano più. Non è il caso di creare allarmismi ma è la dimostrazione di quanto abbiamo sempre detto: il sito non è idoneo e la regione non può autorizzare a proseguire con i conferimenti. Vogliamo ringraziare tutti gli amministratori che hanno sostenuto la battaglia per la chiusura del sito, in primis il nostro assessore all’ambiente di Pietrasanta Tatiana Gliori e il vicesindaco di Massa Andrea Cella”. Lo scrivono in una nota l’onorevole della Lega Elisa Montemagni e il segretario provinciale della Lega di Lucca Riccardo Cavirani
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Partecipatissima la conferenza che il direttivo Lega di Massa ha organizzato ieri a Villa Cuturi dal titolo: "Auto e transizione green;quale futuro per l'Italia?". Eleonora Cantoni, Segretario Lega di Massa ha dichiarato:"Abbiamo voluto affrontare questo tema per esporre chiaramente il punto di vista della Lega riguardo lo stop ai motori endotermici entro il 2035 imposto dall'Unione europea: una decisione folle ed iniqua che graverà pesantemente sul mercato delle auto e sulle tasche dei consumatori con gravi ripercussioni anche sul mercato dell'energia e delle materie prime.A questo incontro, moderato sapientemente dal nostro consigliere comunale e provinciale Alberto Tarabella, oltre la nostra europarlamentare uscente e candidata alle prossime elezioni europee onorevole Susanna Ceccardi, hanno partecipato Sergio Giraldo, analista dei mercati energetici e delle politiche industriali europee, nonchè collaboratore del quotidiano La Verità, e Marcelo Poblete, docente di design al corso Master del Politecnico di Milano e giornalista di Quattroruote e Showcar Go su Odeon tv, i quali ci hanno arricchito dei loro pareri tecnici a supporto della nostra tesi.La sala era piena, segno che il tema è particolarmente sentito e che è necessario essere fortemente contrari alla posizione assunta dall'Unione europea. Ringrazio, come sempre, i membri del direttivo comunale: Alberto Tarabella, Francesco Mangiaracina, Marco Battistini, Filippo Frugoli, Irene Mannini e Marco Lunardini che anche questa volta hanno saputo, insieme a me, organizzare una conferenza di alta qualità e di forte interesse.
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Si apre la polemica sulleconcessioni demaniali ai balneari: a parlare sono le associazioni Mare Libero e Movimento In 500 sulla battigia, entrambe di Massa: "Quasi ci commuove la perfetta sovrapposizione di fantasie che leggiamo dai quotidiani locali essere provenienti dal sindaco di Carrara, Serena Arrighi, dal sindaco di Massa, Francesco Persiani e dal sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti in sintonia quasi stucchevole con il sindacato dei balneari di Confcommercio Toscana. Se non fosse che, e spiace molto constatarlo, tutte le figure istituzionali di cui sopra stanno mentendo, sapendo di mentire, e, peggio, stanno concorrendo all’infrazione di leggi dello stato, esponendo oltretutto i dirigenti dei rispettivi comuni a responsabilità a titolo personale.Non è vero, come dice Lorenzetti che il suo schema di proroga è stato confermato dal Consiglio di Stato. Semplicemente perché il massimo organo della tutela della giustizia nell'amministrazione pubblica, già dal 2021 con le ormai famose sentenze gemelle, indicò quella che, per noi cittadini, è la via della legalità senza correre il rischio di pagare di tasca nostre le multe dell’UE. Non è neanche vero, come dice Persiani che il comune di Massa ha semplicemente applicato la legge Draghi, unica legge di dettaglio sopravvissuta alle mannaie della giustizia amministrativa: sa perfettamente il Sindaco che per poter utilizzare l’altro anno di proroga era previsto in maniera cogente un paletto strettissimo: l’inizio delle procedure concorsuali. Cosa che nessuno dei tre comuni si è impegnato a fare. Fa sorridere anche la paura di Arrighi di prestare il fianco a ricorsi. Anzi, forse è l’affermazione più dolorosa per noi, cittadine e cittadini che, rispettando ogni giorno le regole, ci battiamo per un bene pubblico nella sostanza: non è davvero accettabile scegliere di non applicare la legge per paura che qualche concessionario proceda a ricorso (che peraltro perderebbe). Tralasciando la questione indennizzi sollevata dalle associazioni dei balneari che, essendo esclusa dall’atto concessorio, non merita esser neppure smentita, vorremmo invece riportare i riflettori sulla vera questione: stiamo parlando di spiaggia: bene pubblico con funzione sociale, i cui destinatari sono solo ed esclusivamente le cittadine e i cittadini. E i cittadini sono rappresentati dagli amministratori. Possibile che Arrighi, Persiani, Lorenzetti, stiano ancora cercando di difendere gli interessi di pochi a scapito di tutte e tutti? Possibile che la Regione Toscana, proprio nelle more di nuovi piani degli arenili, quanto mai ora necessari, continui a glissare vigliaccamente sulla percentuale di spiaggia da concedere (che ricordiamo deve essere minoritaria rispetto alla percentuale libera), su base comunale a quelle realtà che hanno voglia d’imbarcarsi una gestione del bene pubblico? Mah. E nel frattempo…la collettività paga, di tasca e di anima".
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Anche il Pd di Carrara ha voluto replicare al consigliere Simone Caffaz che aveva segnalato tra gli autori dei ricorsi sul marmo alcuni parenti stretti di membri della giunta del sindaco di Carrara Serena Arrighi. Ecco il testo originale del comunicato del Pd di Carrara. "Respingiamo con nettezza le insinuazioni che riguardano il consigliere Genovesi, componente del nostro gruppo. Sirio Genovesi non ha voluto far parte nè della commissione marmo nè urbanistica per evitare ogni conflitto di opportunità ( non di interesse trattandosi di un consigliere) con l'attività professionale sua e di famiglia. Come inoltre il consigliere Caffaz ben sa nessun regolamento riguardante il marmo é di competenza della commissione 1, o almeno tutti i regolamenti riguardanti la disciplina vengono trattati dalla commissione competente, di cui Genovesi non è membro
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Le piogge riempiono i fiumi di marmettola che poi finisce in mare, le considerazioni del Comitato Ugo Pisa: "Puntuale come un orologio svizzero, dopo un'intensa pioggia (evento ormai non più eccezionale a causa della crisi climatica), arriva la marmettola a colorare i nostri corsi d'acqua ed a ricordarci quanto i nostri fiumi siano colpiti dalle attività estrattive.Abbiamo letto lo scambio di opinioni tra l'assessore Balloni ed Unione Popolare riguardo alla questione dell'inquinamento da polvere di marmo e, prendendo atto della documentazione autorevole e inequivocabile che proviene direttamente dal Ministero dell'Ambiente, richiamata da Unione Popolare, dobbiamo sottolineare che, anche fosse solo per un generale principio di precauzione, preferiremmo non correre pericoli per la salute dei cittadini e per la salvaguardia dell'ambiente anche se questo potesse incidere sul comparto economico e turistico.Crediamo in ogni caso, che sia interesse proprio del comparto turistico stesso avere fiumi e, quindi , il mare, perfettamente balneabili, biologicamente sani e chimicamente sicuri. Riteniamo che sia meglio conoscere con certezza rischi e danni che possono avvenire, per poterli se non proprio risolvere almeno o contenere anziché far finta di niente e continuare a contaminare ambiente e persone. Crediamo altresì che un ambiente sano sia interesse comune ad abitanti, turisti e al comparto turistico. Siamo convinti che serva un intervento politico per risolvere la questione sociale, economica e ambientale che ruota attorno alle attività estrattive. Un intervento politico coraggioso che dimostri la volontà di cercare una soluzione che possa portarci tutti verso un futuro migliore. Rinnoviamo quindi agli organi regionali, provinciali e comunali, l'invito a realizzare una Politica a tutela di tutti i cittadini e non solo dell'interesse e del profitto di pochi.
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Nella mattinata di sabato 4 maggio Patrizio La Pietra, sottosegretario di stato all’Agricoltura ed alla Sovranità Alimentare, accompagnato dall’onorevole Alessandro Amorese e da rappresentanti regionali e provinciali di Fratelli d’Italia, ha incontrato, nella sala della Pubblica Assistenza di Fivizzano, le associazioni di categoria del settore agricolo e, di seguito, la popolazione locale per un aggiornamento sulle politiche che il governo sta attuando in campo agricolo e sui progetti futuri. Molte le tematiche affrontate anche su domande fatte dai presenti direttamente al sottosegretario La Pietra, che non si è tirato indietro dal rispondere, soddisfacendo un pubblico attento e desideroso di trovare soluzioni efficaci e reali. Tema ricorrente è stato senz’altro il rapporto tra uomo e montagna, come ha giustamente sottolineato il vice presidente del Distretto rurale della Lunigiana Vittorio Marcelli, che ha detto “Bisogna parlare di agricoltore prima ancora che di agricoltura. Persone che, con il loro lavoro, devono diventare custodi della montagna, afflitta anche dal problema dell’abbandono da parte delle nuove generazioni, che per trovare una soluzione devono inevitabilmente trovare il modo di fare rete”. Un pensiero condiviso dai relatori che hanno insistito sulla necessità di rinnovare un messaggio culturale diverso basato anche sull’impiego delle nuove tecnologie. “Il contadino di oggi non può solo aver passione ma deve avere competenze specifiche - ha ribadito il Senatore La Pietra - deve essere aggiornato nelle diverse discipline anche informatiche e deve avere capacità manageriali per poter gestire al meglio un’azienda agricola. La formazione e l’aggiornamento dei sistemi di produzione saranno oggetto di un sostegno anche grazie ai fondi del PNRR, insieme ad altri progetti fondamentali come la realizzazione degli invasi e la manutenzione di quelli già esistenti”.
Problema diverso, ma posto sotto la lente di ingrandimento, è quello della sovrappopolazione dei cinghiali che, sebbene la Toscana sia la regione con il più alto numero di abbattimenti selettivi in Italia, continua a rappresentare un ostacolo per i coltivatori che, regolarmente, vedono i loro campi oggetto di danneggiamenti e devastazioni. La soluzione proposta dai responsabili governativi vedrà coinvolto anche l’Esercito Italiano. “Non dovete pensare che i nostri soldati gireranno per le montagne guidando dei carri armati - ha spiegato il sottosegretario -piuttosto vedrete piccole squadre di quattro o cinque militari che, con l’ausilio di droni aiuteranno, ad effettuare degli abbattimenti selettivi più accurati e mirati”. L’argomento è difficile da far capire alle associazioni ambientaliste e ad esse è stato rivolto un invito a discutere e partecipare, ricordando che i soli animali antagonisti come può essere il lupo, non sono assolutamente sufficienti a riequilibrare la situazione. Un’ulteriore problematica affrontata è stata quella della cecidomia, una malattia autoctona provocata da un piccolo moscerino che aggredisce gli ulivi e che si è diffusa maggiormente nelle nostre zone a causa del forte incolto degli ultimi anni. “Non esistono in natura insetti antagonisti - ha chiarito il direttore interprovinciale della Coldiretti Francesco Cianciulli - e non si sa nemmeno come curare le piante efficacemente. Al momento le soluzioni sono tre, una biologica, una con la somministrazione di fitofarmaci e un’altra ancora che prevede una potatura di riforma. Insieme all’Università di Sant’Anna si stanno portando avanti queste sperimentazioni con lo scopo di individuarne una che possa dare i risultati sperati”. Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia nonché consigliere comunale a Massa avvocato Marco Guidi e l’onorevole Alessandro Amorese hanno chiuso l’incontro, ribadendo la necessità di andare a votare per le imminenti elezioni europee, per ribaltare il trend politico attuale che vede l’Italia penalizzata da proposte di legge assurde come quella del nutriscore, un sistema di etichettatura degli alimenti che classificherebbe molti dei prodotti della linea agroalimentare Italiana come dannosi per la salute. “Bisogna credere di poter portare in Europa persone valide e capaci che possano favorire gli interessi nazionali – ha detto Amorese - persone avvolte da un senso patriottico che provengano anche dalle realtà agricole comuni. L’importanza di individuare le strategie giuste passa anche dalla proposta di accordi con consorzi ed enti locali per la salvaguardia del territorio o con la formazione, a livello amministrativo, di una consulta dell’agricoltura, grazie alla quale i comuni possano decidere insieme alle realtà agricole locali, quali mosse intraprendere per una maggior tutela del settore. Le riunioni come quella di oggi sono un esempio in grande di ciò che dovrebbe accadere più capillarmente “Ripeto che è una questione culturale: l’agricoltura è amore per la propria terra. Bisogna tornare ad essere figli del proprio territorio”.
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"Chissà come mai - dice l’assessore al Bilancio Mario Lattanzi - queste insinuazioni e chiacchiere da bar escono proprio nei giorni immediatamente successivi all’approvazione da parte del consiglio comunale del rendiconto 2023, dal quale emerge il grande lavoro dell’amministrazione e mio personale, sia in termini di generale riduzione dell’indebitamento che di reperimento di ingenti risorse da mettere a disposizione della città. Mi stupisce altresì che queste insinuazioni provengano da Simone Caffaz che mi ha più volte corteggiato in campagna elettorale affinché entrassi nella sua coalizione, arrivando ad offrirmi la stessa carica che adesso ricopro. Ebbene ai tempi mio fratello Antonio, con il quale condivido unicamente gli spazi lavorativi e con il quale non ho né associazione professionale, né incarichi professionali congiunti, era impegnato come oggi assieme ad altri colleghi nella redazione dei ricorsi avverso le norme del regolamento sul marmo approvato dall’amministrazione Cinque stelle e questa circostanza già ai tempi era risaputa, vista l’eco che ne aveva dato la carta stampata. Strano quindi che il consigliere se ne accorga solo oggi vista la grande attenzione ed il grande impegno che mette nello svolgere il ruolo di consigliere. Non accetto lezioni né da Caffaz né da altri sull’onestà intellettuale e sulla moralità. La storia della mia famiglia e la mia personale parlano per me. Nonostante i miei gravosi impegni professionali, ho deciso di assumere la carica di assessore che mi ha proposto il sindaco Serena Arrighi per cercare di mettere le mie capacità e le mie competenze al servizio della città e certamente non smetterò di lavorare in tal senso solo perché qualcuno vuol gettare discredito sulla mia persona”
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Parlano i circoli Arci Massa Carrara e Arci Toscana: "Le dichiarazioni fuori onda rilasciate dal titolare di una delle maggiori imprese del marmo di Carrara, secondo cui i lavoratori che incorrono in incidenti in cava sarebbero degli improvvidi deficienti, causa essi stessi della propria disgrazia, la dice lunga sul modo di pensare della classe imprenditoriale carrarese e apuana. Se non si può generalizzare va però evidenziato che la stessa reazione “amicale” del presidente di confindustria Massa-Carrara, presente all’intervista, non aiuta certamente a nutrire pensieri più positivi. Insomma un tuffo in uno scenario che richiama altre epoche il cui portato, come la cronaca di tutti giorni ci rammenta, è ancora ben presente non solo nelle aree più arretrate del meridione ma anche nel nord, in Toscana e a Massa-Carrara. Una simile sottocultura ancestrale è in grado di vanificare largamente le più moderne normative in materia di sicurezza del lavoro e, nel caso delle cave di marmo, della stessa pubblica incolumità. Come ARCI ci domandiamo se, a fronte di un padronato di questo genere che, oltre ad una palese indifferenza nei confronti dell’ambiente, dimostra un cinico disprezzo verso i suoi stessi diretti collaboratori, lo Stato, in tutte le sue articolazioni, sviluppi un’azione adeguata almeno a contenere tanto cinismo e tanta voracità. Recentemente, assieme ad altre associazioni ambientaliste di carattere nazionale (CAI, Legambiente, WWF, Italia Nostra, Mountain Wilderness), abbiamo dichiarato che le Alpi Apuane sono fortemente compromesse da un vorace estrattivismo che ha ridotto un già fiorente comprensorio marmifero in un distretto minerario, con una conseguente perdita di saperi, di occupazione, di ricchezza e, non ultima, di coesione sociale. Assieme abbiamo riconosciuto che, anche in altre parti del mondo, attraverso l’appropriazione delle ricchezze naturali ma anche, più in generale, di dati, di conoscenze, di competenze, i potentati economici tendono a porsi in posizione di comando nell’assetto complessivo del capitalismo e quindi anche di condizionamento, quando non di occupazione, degli stessi assetti istituzionali.
Fortemente preoccupati di una inadeguatezza del quadro normativo che disciplina lo svolgimento delle attività estrattive nella nostra regione e la tutela delle Alpi Apuane, patrimonio unico di bio e geo-diversità, abbiamo individuato alcuni obiettivi transitori ma realizzabili in tempi brevi, in presenza di una forte volontà politica che si opponga alla pesante offensiva di parte industriale per un’ulteriore “espropriazione” ai danni delle comunità locali e degli ecosistemi apuani , un’offensiva che si fa strada attraverso gli spazi consentiti dalla normativa regionale vigente e nell’inerzia, quando non nella complicità, de diversi livelli istituzionali.Innanzitutto è necessaria una ridefinizione dei contingenti escavabili sulle Alpi Apuane in base alla sostenibilità dei suoi ecosistemi e alle capacità di lavorazione della filiera locale dei prodotti lapidei, non alle potenzialità derivanti dalla domanda dell’industria edilizia e delle esportazioni estere, in altri termini della voracità del mercato mondiale. Ancora abbiamo individuato la necessità di superare le monocultura mineraria incentivando la ricostruzione di una moderna filiera del marmo e la concreta incentivazione di processi socio-economici virtuosi, attraverso l’insediamento di nuove attività maggiormente ecosostenibili, ma anche l’urgenza di rifinanziamento e riattivazione dei controlli sulle cave da parte di ARPAT e degli altri organi di polizia giudiziaria, nonché di approdare ad una reale e progressiva esclusione di ogni attività estrattiva nel Parco delle Alpi Apuane. Non ultima la Piena riaffermazione delle proprietà pubbliche e collettive esistenti sulle Apuane, oggetto nel tempo di usurpazioni, occupazioni e pretese da parte dell’industria estrattiva. Come Arci, guardando oltre le deliranti esternazioni di un imprenditore del marmo che, alla luce dell’esperienza, tutti potevamo anche immaginare, riconfermiamo il nostro impegno per una profonda trasformazione dell’attuale modello economico apuo-versiliese che ha come suo inevitabile portato l’indifferenza nei confronti della natura e il disprezzo degli esseri umani, essi stessi parte inseparabile della natura".
- Successo per Franco Gabrielli ospite del convegno Cisl su "Sicurezza e democrazia, bunomio (in)scindibile?"
- Alcuni dei ricorsi del marmo contro il comune sono firmati da famigliari di assessori e presidenti di commissioni comunali della giunta Arrighi: i dubbi del consigliere Simone Caffaz
- il consigliere della Lega Balloni replica a Unione Popolare sullo stato del fiume Frigido
- Marmo ambiente e certificazioni Emas: la riflessione di Caffaz e Bernardi
- Un concorso di idee per progettare il nuovo volto di Marina. Siglato da Comune e Autorità di sistema Portuale il protocollo d’intesa per l’ambito 3 del Waterfront
- Riapertura fontanella Evam a Massa: il Movimento 5 Stelle continua la raccolta firme non convinto dalle parole del sindaco Persiani
- Il fiume Frigido inquinato dalla marmettola: l'opinione di Unione popolare Massa in replica al consiglere Balloni della Lega
- Comparto balneare demonizzato: il sindaco di Massa Francesco Persiani commenta la sentenza del consiglio di Stato
- Pubblicato l’avviso per la costituzione della Commissione comunale Progetto Donna–Centro per le Pari Opportunità
- Lettera aperta delle associazioni per le bonifiche del servizio idrico alla Regione e ai comuni di Carrara e di Massa


