Politica
Massa Carrara, mozione Ferri (FI): "Rafforzare interventi regionali per contrastare Cecidomia dell'olivo. Sostegno economico ad olivicoltori"
Una mozione per chiedere il rafforzamento degli interventi regionali per il contrasto alla Cecidomia dell'olivo e un sostegno straordinario agli olivicoltori della provincia di Massa-Carrara e…

Bonifiche e futuro del territorio: ampia partecipazione alla presentazione del libro "Cicatrici di terra, semi di speranza"
Si è tenuto, presso l'Autorità portuale di Marina di Carrara, l'incontro pubblico in occasione della presentazione del libro "Cicatrici di terra, semi di speranza" di Ilaria…

Manutenzioni stradali a Massa, la Lega: "Avanti con i cantieri in via Marina Vecchia e via Democrazia"
Il Comune di Massa prosegue nell'esecuzione del programma di manutenzione straordinaria delle strade cittadine. Gli interventi attualmente in corso riguardano alcune direttrici fondamentali per la viabilità…

Il CUPLA ha incontrato l' assesore al sociale del Comune di Massa Francesco Mangiaracina
Il Coordinatore del CUPLA - Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo- CUPLA- di Massa-Carrara, nella persona del dottor Gino Angelo Lattanzi e il Vice Coordinatore dottoressa Morena Fruzzetti, proseguendo…

Ancora più divieti di transito e di sosta in via Don Minzoni per i lavori al cantiere Canal Del Rio
Proseguono i lavori di scavo finalizzati all'adeguamento idraulico del Canal del Rio per conto del Comune di Carrara: il cantiere è arrivato fino alla rotatoria tra…

"Risposte che non lasciano speranza": il commento di Valeria Pedrini, area sociale M5S alle risposte date da Usl toscana Nord Ovest
Valeria Pedrini, responsabile area sociale del M5S Carrara, ha commentato il comunicato diffuso all'U.S.L.:"Le risposte della Usl Nord Ovest diffuse sulla stampa lasciano senza speranza.

Migranti, Ferri e Stella (FI): "No a Cpr ad Aulla. Ma Giani sbaglia, urgente realizzare in Toscana un Centro permanenza per i rimpatri"
"Siamo contrari a localizzare nell'area di Pallerone, nel Comune di Aulla, il Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) della Toscana. Non è il luogo giusto, occorre individuare…

L'onorevole Barabotti della Lega ha incontrato il ministro Piantedosi sul caso Bongiorni: "Vicinanza alla comunità e massima attenzione alla sicurezza del territorio"
"Ho incontrato al Viminale il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per fare il punto sulla situazione della sicurezza nella provincia di Massa Carrara. Il Ministro ha espresso…

Europa Verde: "MASSA 2028”: il futuro si costruisce adesso… sì alle primarie
Come EUROPA VERDE – VERDI dell'Alleanza Verdi Sinistra di Massa consideriamo urgente e necessario avviare un percorso finalizzato a…

Disagio giovanile dilagante a Carrara, serve un nuovo delegato alle politiche giovanili: la riflessione di Lucian Martisca della Lega
Arriva da Lucian Martisca, vicesegretario Lega Carrara e coordinatore Lega Giovani Carrara una riflessione sulla situazione dei giovani nel comune di Carrara: "La nostra città sta…

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Con Giuliana De Medici Almirante, figlia di Giorgio Almirante, ci siamo incontrati e conosciuti all'indomani della nostra pubblicazione della biografia di suo padre - Giorgio Almirante biografia di un fascista edita nel 2015 per Sperling&Kupfer - e da allora siamo rimasti in contatto. Persona squisita, impegnata con intelligenza a tenere viva la memoria paterna, si è trovata, negli ultimi tempi, a subire una serie di atteggiamenti decisamente ostativi nei confronti del proprio tentativo di rafforzare la fondazione dedicata all'ex segretario del Movimento sociale italiano.
Il 22 maggio sarà l'anniversario, l'ennesimo, della morte di suo padre Giorgio Almirante. Sono passati, ormai, 32 anni. Cosa ricorda di suo padre?
Io hod ei ricordi familiari ovviamente, oltre quelli politici che tanti hanno. Ho i ricordi delle vacanze passate insieme, della sua folcezza, del suo sapere e del suo studiare insieme e, poi, ricordi politici delle grandi piazze i soi discorsi in parlamento e quello che è stato unod ei piàù grossi uomini politici italiani che abbiamo avuto.
E' vero che suo padre era innamorato della Divina Commedia al punto da conoscerla, praticamente, a memoria o quasi?
E' verissimo. Era un dantista d'eccezione. Noi ancora, qui in casa, nella sua biblioteca abbiamo tantissimi testi di commento alla Divina Commedia. La conosceva tutta a memoria. Credo che in Italia fossero in due ad avere questa dote, lui e Giorgio Albertazzi. E ricordo anche che lui, prima di diventare segretario del partito nel 1963, insegnava in una scuola romana privata soltanto per il piacere di insegnare ai giovani. Lui diceva che la sua prima professione era quella dl insegnante, poi del giornalista e infine del politico. Ricordo che lui, nonostante conoscesse la Divina Commedia a memoria, tutte le sere prima di avere le lezioni con gli studenti la prepaara diligentemente. E io ho avuto modo negli anni di incontrare alcuni suoi ex allievi che ancora ricordano con piacere le sue lezioni su Dante e sulla letteratura italiana. Lui era laureato in lettere e filosofia ed era abilitato all'insegnamento.
Suo padre era stato giornalista durante gli anni del fascismo, quando aveva lavorato a lungo al Tevere di Telesio Interlandi. Cosa le raccontava di questa professione?
Lui era innamorato del giornalismo, aveva iniziato da ragazzino, al Tevere, dove gli avevano assegnato inizialmente come praticante, il compito di andare tutte le sere in questura per raccogliere le notizie di cronaca nera che accadevano in città. Da lì, poi, fece la sua carriera, diede l'esame da giornalista professionista e io ricordo che anche durante il periodo della sua attività politica aveva scritto per dei settimanali con uno pseudonimo e, poi, era l'uomo capace di scrivere il Secolo d'Italia tutto da solo.
Aveva una capacità lavorativa mostruosa racconta chi lo ha conosciuto.
Assolutamente sì. Aveva una forza di volontà straordinaria. Non conosceva il riposo perché ogni momento della sua giornata e della sua nottata li passava lavorando e facendo tutto quello che secondo lui era giusto fare. La notte, ad esempio, la trascorreva rispondendo personalmente a tutta la posta che gli veniva inviata. Lo faceva lui senza passare per segretari o collaboratori. Addirittura rispondeva direttamente scrivendo a macchina.
Giorgio Almirante piaceva anche agli avversari per via di quella sua capacità di essere sempre uguale a se stesso.
Io aggiungerei anche per la sua signorilità, cortesia e capacità di saper esprimere le sue idee senza mai offendere nessuno. Quando guardiamo i talk-show di oggi, c'è un insulto dietro l'altro, non c'è più quella correttezza che si dovrebbe avere anche con chi non la pensa come te. Siamo scaduti a un livello tale che è una offesa continua.
Suo padre ha vissuto da segretario del partito uno dei periodi più terribili della storia d'Italia, ossia gli anni di piombo. C'è una domanda che mi sono sempre posto durante i miei studi su quegli anni: perché, di fronte ai costanti attacchi, alle aggressioni, alle violenze sistematicamente superiori e giustificate portate avanti dagli estremisti di sinistra nei confronti dei militanti della destra, suo padre non ha mai una sola volta ceduto ad una comprensibile, se vogliamo dirla tutta, voglia di vendetta?
Guardi, Almirante è stato l'uomo della pacificazione nazionale fin dai primissimi anni del nostro dopoguerra. Lui ha sempre voluto una pacificazione dopo la guerra civile e chiedeva rispetto dei martiri di destra così come lo chiedeva per i martiri di sinistra. Quindi, anche nel periodo degli anni di piombo, con assoluta fermezza, non incitava i giovani a rispondere e a reagire a quello che il partito subiva, ma ha sempre chiesto di stare al proprio posto e di piangere gli amici morti chiedendo sempre giustizia, ma mai vendetta. E ha continuato con questo filo conduttore anche in quel periodo.
E' vero che suo padre è stato sempre vicino, in tutti i modi, ai familiari delle vittime del terrorismo di sinistra?
Assolutamente si. Per lui ogni volta che succedeva un incidente di questo genere era un dramma, lo percepiva come la perdita di un figlio. Il Msi era un partito politico, ma era anche una famiglia politica e quindi perdere un attivista era come perdere un figlio. Per mio padre era anche un grosso dolore di cui, in qualche modo, si sentiva responsabile, essendo il segretario, per la loro morte e in debito con queste famiglie delle quali si è sempre occupato.
Giuliana dobbiamo essere onesti: dopo suo padre c'è stato, anche con la sua complicità, Gianfranco Fini e sappiamo tutti come è andata a finire. Da allora la destra non ha avuto nemmeno lontanamente un leader che, in qualche modo, abbia saputo raccogliere l'eredità di Giorgio Almirante. Che cosa, oggi, è, realmente rimasto di quest'uomo?
Di quest'uomo, in particolare, è rimasto il grande affetto che tutto il popolo missino ancora gli riconosce e anche l'affetto dei giovani che non lo hanno conosciuto, ma che lo hanno imparato a conoscere grazie alle letture e ai racconti dei loro genitori o nonni. Lui, personalmente, ha lasciato una traccia indelebile. Per quel che riguarda i nuovi politici di destra, mi permetta di dire che lui era unico e irripetibile. Ambire ad essere un uomo politico come Giorgio Almirante è un po' presuntuoso. Premesso che, comunque, tutta la parte politica di tutti i partiti è oggi notevolmente meno importante di quel tempo, dobbiamo ammettere che siamo amministrati e rappresentati veramente da persone che sono ad un basso livello.
Sua mamma, la grande Assunta Almirante, è la presidente della fondazione Giorgio Almirante. Eppure ci risulta che la memoria di suo padre non sia stata tenuta particolarmente a cuore in alcuni settori della stessa destra nazionale.
Non è che non è tenuto molto a cuore, secondo me c'è una vera e propria manovra per cercare di far dimenticare Giorgio Almirante.
In che senso scusi?
Nei confronti della fondazione Giorgio Almirante noi non abbiamo avuto né riceviamo alcun tipo di aiuto né dalla fondazione Alleanza Nazionale - che è proprietaria di tutti i beni immobili primo fra tutti la sede dell'Msi di via della Scrogfa acquistati da Giorgio Almirante e da tutti gli attivisti missini che contribuivano all'acquisto delle sedi - né da Fratelli d'Italia che, in teoria, dovrebbe essere l'erede del vecchio Msi e poi di An. Anzi, non solo non riceviamo aiuti, ma ci osteggiano e ci impediscono, di fatto, di lavorare. Nella buona sostanza loro nominano Almirante semplicemente in momenti in cui sanno che, nominandolo, riceveranno un applauso, ma nei fatti e nella sostanza, nessuno ci aiuta né porta avanti le idee che sono state di Almirante o quantomeno non riconoscono a queste idee la genitorialità di Giorgio Almirante.
Non ci dica, adesso, che anche Giorgia Meloni, che ricordiamo di aver conosciuto in casa di sua mamma in via Archimede, si è dimenticata di voi?
Non soltanto Giorgia Meloni che ha come sua giustificazione il fatto di non aver mai incontrato Giorgio Almirante perché di un'altra generazione, ma nella vicenda della sede della fondazione Almirante che noi avevamo in una stanza in via della Scrofa, siamo stati cacciati in malo modo dopo aver forzato la porta della mia stanza, presi tutti i documenti che erano all'interno appoggiandoli, poi, in uno stanzino aperto a tutti. Ci fu un tentativo, all'inizio, di trovare una soluzione alla problematica, ma sono state solo parole. Dopodiché né Meloni né nessun altro dirigente del partito ha pensato di darci la solidarietà. Questa è la cosa che mi ha fatto più dispiacere perché io ritenevo di avere degli amici perché era gente con cui ero cresciuta, in realtà mi sono resa conto di non averne.
E adesso dove siete confinati?
Abbiamo portato via tutto il materiale e sono stata costretta a portarlo a casa. Tutto ciò impedisce di fare visionare a chi lo desidera il materiale della fondazione che era a disposizione di tutti, impedisce di avere dei rapporti con le persone e, di fatto, rende molto difficile l'attività della fondazione, ma probabilmente questo è quello che volevano.
Con lei Giorgia Meloni avrebbe dovuto, forse, avere un altro tipo di atteggiamento non pensa?
Sicuramente, ma io sono una persona molto umile perché questa è la prima cosa che mi ha insegnato Giorgio Almirante. Non sono mai andata alla ricerca di posti in parlamento o in consigli di amministrazione, però, certamente l'atteggiamento che la Meloni ha avuto nei confronti di Giorgio Almirante non è stato dei più rispettosi. Non vorrei che questo sia dovuto al percorso politico che lei sta seguendo - e che le sta facendo avere un buon successo da quello che dicono i sondaggi - e non vorrei, in particolare, che questo percorso non sia lo stesso che ha fatto Gianfranco Fini. Ci sono molte similitudini.
A proposito di confinamento. Dia un giudizio su come la destra e, nella fattispecie, l'opposizione all'attuale governo, ha affrontato l'emergenza coronavirus dal punto di vista politico.
Secondo me ci voleva molta più decisione nella opposizione. Ci voleva la capacità di incidere in modo forte, non voglio dire violento, sulle decisioni che il governo ha preso. Bisognava far sentire di più quelli che erano l'insoddisfazione, la preoccupazione e il disagio che il popolo italiano ha vissuto e sta vivendo in questo momento. Mi sembra una opposizione all'acqua di rose. Anche lo stesso Salvini che sembrava il paladino di tutti mi pare che abbia abbassato un po' i toni. Dobbiamo farci sentire, questa è la realtà, ma non è mai a sufficienza. Credo che i nostri governanti ci abbiano solo preso in giro. Ci hanno promesso, ma non hanno mantenuto nulla, quindi, ben venga la ribellione anche di piazza, non si può stare sempre lavorare di fioretto.
Certo che ascoltando Giuseppe Conte, osservando il suo portavoce Rocco Casalino, cerando di capire quello che riescono far uscire dalla proprie bocche ministri come Azzolina e Di Maio, suo padre, al confronto, era veramente un gigante.
Assolutamente sì. La classe politica di oggi è molto più povera di contenuti e di uomini rispetto a quelli di una volta. Ricordiamo Almirante, ma anche De Gasperi, Nenni, Berlinguer, uomini che nel loro ambito e con le loro idee erano persone di valore.
Teoria Gender: cosa avrebbe pensato suo padre nell'apprendere che al posto o anche in aggiunta alla Divina Commedia, i nuovi programmi del Miur avrebbero inserito volumi tendenti a promuovere la cosiddetta tolleranza verso il fenomeno Lgbtq?
Guardi, contrariamente a quello che si può pensare, lui era molto aperto a tutte le novità e a tutte le idee che sorgevano. Certamente era un uomo di altri tempi e penso che solo per quello avrebbe criticato questa cosa. Poi era un uomo di assoluti principi cattolici e aveva il senso della famiglia e quindi non avrebbe apprezzato. Però, per fare un esempio banalissimo, per dimostrare quanto fosse aperto al nuovo, ricordo che era il periodo in cui nasceva la stella di Madonna e trasmisero il suo primo concerto alla Rai. Lui ricordo che si sedette, inforcò gli occhiali e assistette a tutto il concerto. Io gli chiesi se gli era piaciuto perché indubbiamente era un genere musicale non della sua generazione e lui mi disse: "Sono interessato perché è un fatto nuovo che sta raccogliendo tantissimo successo e voglio capire perché". Quindi non c'era un rifiuto a priori.
Venerdì 22 ci saranno diverse iniziative per ricordare la figura di suo padre.
Non potremo far dire, come consuetudine ogni anno e per ovvi motivi, la messa in piazza del Popolo nella chiesa degli artisti, ma ci saranno diverse iniziative e la giornata non passerà inosservata. La Fondazione Almirante presenterà tramite facebook un saluto da parte degli associati alla fondazione e a seguire ci sarà la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e del giornalismo che daranno il loro contributo raccontando Giorgio Almirante tra cui Luca Barbareschi, Nicola Porro, Isabella Rauti, Alda D'Eusanio, Massimo Magliaro e altri. In alcune località del paese ci saranno messe in ricordo di Almirante. Inoltre sempre venerdì 22 maggio, alle 21 sulla pagina facebook di Sergio Berlato ci sarà un dibattito su Giorgio Almirante, la sua vita per l'Italia a cui prenderanno parte Ignazio La Russa, lo stesso Berlato, la sottoscritta, Massimo Magliaro e, se non sbaglio, anche lei che è stato l'autore della biografia di mio padre. Moderatori saranno due dirigenti di Fratelli d'Italia di Padova, Claudio Gori e Davide Mauri.
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Il PD della sezione di Carrara Centro e Monti punta la luce sulla situazione di dissesto delle strade che portano ai luoghi di lavoro in cava e richiedono all’Amministrazione di intervenire quanto prima.
“Si tratta di un problema – esordiscono -che non emerge di certo solo ora ma si sarebbe potuta cogliere l'occasione per risolverlo mettendo in sicurezza i tratti di strada dissestati durante il periodo di lockdown.”
“Adesso invece – fanno notare - qualora si dovesse intervenire, si sarebbe costretti a lavorare in condizioni ed orari diversi visto il traffico che si trova lungo quel tratto durante le giornate di lavoro, prolungando cosi il disagio per chi percorre quotidianamente quel tratto di strada per recarsi al lavoro.”
Specificano inoltre che non è coinvolto un piccolo tratto di strada, ma che “il dissesto del manto stradale parte dalla Piana del Tarnone fino a scendere ai Ponti di Vara, in cui proprio nella galleria ci sono importanti avvallamenti e cedimenti dell'asfalto, passando poi per Torano, Miseglia, fino ad arrivare all'area dove viene effettuata la pesatura dei camion e blocchi.”
“Ancora una volta dispiace rilevare – incalzano - l'inefficienza di questa amministrazione, lontana dai problemi reali dei lavoratori e di tutti i cittadini, priva di una visione di insieme rispetto ai problemi della città.”
“Chiediamo alla amministrazione – concludono - di intervenire quanto prima, Noi monitoreremo la situazione per verificare i disagi e le difficoltà che permangono. “
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Sono terminati i lavori di ristrutturazione al bagno Luciano di Marina di Carrara, il primo stabilimento balneare a partire dalla spiaggia libera del porto, che già da alcuni mesi avevano sollevato perplessità e polemiche per la loro reale entità.
Erano stati i Verdi, all’inizio di marzo a segnalare che le opere murarie in via di costruzione facevano pensare ad un edificio imponente e completamente nuovo più che a una ristrutturazione di quello esistente. E di nuovo, oggi, sono i Verdi, che hanno raccolto anche le testimonianze e le lamentele dei bagni confinanti, che ritornano a segnalare un eventuale abuso edilizio che ha un forte impatto ambientale.
“Abbiamo ascoltato - hanno detto i Verdi - la protesta dello stabilimento balneare confinante, cioè il bagno Mistral, il cui titolare,non si capacita di come le autorità comunali e giudiziarie non siano intervenute per impedire che da una giusta ristrutturazione dei lavori si passasse, di fatto, alla costruzione di una nuova struttura che scavalca ogni disegno di una ristrutturazione necessaria.”.
I Verdi hanno fatto notare che la nuova costruzione, che ha dimensioni notevoli sia in larghezza, sia in altezza, preclude completamente la vista del mare e che non ha previsto una corsia che permetta ai mezzi di soccorso di intervenire in caso di bisogno. “Come Verdi abbiamo sempre mantenuto alta l’attenzione sulla tutela delle spiagge e ci siamo adoperati per salvaguardare il diritto dei cittadini di accedere al mare, battendoci sempre affinchè vengano riservati accessi liberi tramite passaggi regolamentati. Vedere il mare è un diritto. Non riusciamo a comprendere come sia stato possibile superare i divieti di ampliamento della costruzione e constatiamo, purtroppo, che non è stato ancora raggiunto nemmeno il suo limite .”.
I Verdi hanno segnalato anche la presenza di due pali di cemento piantati nella spiaggia dalla proprietà del bagno Luciano che costituiscono un potenziale grande pericolo per i bagnanti specialmente con il riflesso accecante dei raggi del sole. L’appello che i Verdi avevano fatto a marzo rivolto agli enti che hanno autorità giuridica e amministrativa per dare delucidazioni in merito alla regolarità della ristrutturazione in corso al bagno Luciano invitava ad un intervento immediato per dare una garanzia economica anche agli stessi autori della ristrutturazione.
“Oggi apprendiamo - hanno aggiunto i Verdi - che i lavori di ampliamento sono stati terminati e, come prevede il protocollo, è stata issata sul tetto la bandiera Italiana, che, a nostro parere, assume un duplice significato: vittoria per chi ha oltrepassato i vincoli ambientali e disfatta per chi si sente umiliato da chi non ha tenuto conto del diritto delle altrui persone. Con lucidità, chiediamo a chi compete, di assumersi la responsabilità di fare chiarezza su quanto sta accadendo. Come Verdi, oggi Europa Verde, siamo propensi a sostenere soluzioni ecosostenibili che portano vantaggi a tutta la cittadinanza. Ma con fermezza siamo contro ogni abuso ambientale. La nostra battaglia è per una svolta ecologia, il nostro fine è di costruire dei presupposti politici sani per ricomporre quella coesistenza fra la natura e l’uomo che è stata snaturata e manipolata a favore di interessi personali. Sappiamo, che esiste un modello economico culturale che resiste a questo cambiamento ed è quello che noi vogliamo. Per questo motivo abbiamo preso posizione nella vicenda del bagno Luciano. Ciò a cui puntiamo è di arrivare all’unico cambiamento possibile che si concretizza nel vivere la propria vita in modo corretto. Restiamo positivi: Europa Verde è una proposta, unica e realizzabile. Giovani e meno giovani si stanno mobilitando in tutto il mondo, per uscire da una crisi politica ed economica ed oggi anche sanitaria. La pandemia si combatte anche instaurando un nuovo sviluppo economico produttivo.”.
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Non li ha convinti nemmeno per un secondo la spiegazione che l’assessore al turismo Federica Forti ha voluto dare su diversi giornali locali e toscani sull’esistenza di un piano anti-covid per le spiagge libere locali e subito, Riccardo Bruschi coordinatore di Forza Italia e Nicola Pieruccini commissario della Lega, sono tornati a replicare all’assessore, ponendole di nuovo gli stessi quesiti. Ecco il testo integrale della lettera aperta scritta da Bruschi e Pieruccini all’assessore Forti:
“Scusi, dottoressa Forti: ma è lei l' assessore al turismo di Carrara ? Beh! Allora ha una bella faccia tosta. L’analfabetismo funzionale è stato superato anni fa anche qui, per cui i nostri concittadini sanno ben comprendere il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano. Sono capaci, quindi, di leggere e capire la distinzione tra lo spiattellamento da lei ripetuto a pappagallo dei contenuti generici delle “linee guida “sulle spiagge libere la scorsa settimana, validi per tutti i territori (tipo contingentamento - distanziamento- santificazione etc etc) e un vero e proprio “Piano anti Covid”, declinato e dettagliato e magari pure deliberato in giunta, mai pervenuti. Lei sulla stampa odierna si ostina, praticamente, a sostenere che le spiagge libere “saranno contingentate”, ma non ha la minima idea se avverrà attraverso un numero di telefono o un’app obbligatoria per prenotare, né sa da chi sarà gestito questo servizio essenziale. Si fissa ottusamente a dire che le spiagge “saranno sanificate", ma non dice se ci saranno dei dispenser per igienizzante le mani, quali saranno i percorsi per l'accesso in sicurezza o quante volte verranno sanificati i bagni e gli spogliatoi e da chi sarà gestito questo servizio. Sostiene che il tutto “sarà controllato”, ma chi controllerà che siano rispettati gli spazi non si sa. Neanche ha saputo informare la città con quali modalità saranno suddivise le aree di arenile in relazione ai dieci metri quadrati consentiti e quindi quante famiglie avranno accesso giornaliero alle tre spiagge e se andranno a turno o in altra modalità. Va da sé che per il suo contenuto fazioso, l’articolo trionfalistico dell’assessore è un classico esempio di come stupidamente si può rappresentare la realtà a proprio uso e consumo, scegliendo i termini di confronto più comodi e, in sostanza, prendendo in giro le persone. Si sbrighi, invece, a presentare in una bella conferenza stampa con cartellonistica al seguito, orari definiti, entrate e uscite, numeri di fruitori per ogni spiaggia libera e spieghi come saranno i controlli, se è stata effettuata la gara per il salvataggio e se sarà affidata la pulizia a Nausicaa, perché i cittadini che le pagano lo stipendio lo vogliono sapere e non possono aspettare i suoi comodi . Le confessiamo che, secondo Forza Italia e la Lega, la sua risposta è apparsa anche inopportuna e intempestiva per la precisazione che lei ha voluto esternare in merito ai documentati ritardi e disagi consueti nella gestione disastrosa, da parte sua, delle spiagge libere, da noi segnalati . Anzi riportiamo brevemente e rigorosamente l’intera vicenda attraverso articoli di stampa che non possono essere archiviabili: 23 giugno 2019 il Tirreno “ bando da 80 mila euro da rifare perché l’amministrazione aveva inserito spiaggia dell’Idrovora prima di firmare la convenzione" - 24 Giugno 2019 la Gazzetta di Massa Carrara: “ la spiaggia libera dell'Idrovora non ancora aperta” - 29 Giugno 2019 la Nazione “spiagge non accessibili ai disabili” – 27 giugno 2018 La voce apuana “con i primi caldi il litorale è affollato ma nemmeno un bagno pubblico agibile sulle spiagge libere”. Per Forza Italia e la Lega sta di fatto che la notizia dei ”falsi ritardi” ha fatto emergere un altro ritardo estremamente importante che forse per lei è semplicemente una spigolatura ma che è uno di quei dettagli che, specie di fronte a un’emergenza sanitaria così grave, non può essere ignorato: per i disabili è pronto il Piano anti Covid di accesso alle spiagge libere? Perché secondo noi quella spigolatura ci tormenta un tantino, visto che lo scorso anno alla fine di giugno le passerelle per i disabili e le job erano state dimenticate dai grillini e, letta e riletta, questa vergogna ha una sua importanza politica al negativo. Quindi, per evitare fraintendimenti le confermiamo che se è lei l' assessore al turismo di Carrara, dal momento che chi scrive abita qui e che conosce bene la situazione delle spiagge libere, nessuna di queste persone è al corrente del “Piano anti covid”. Non lo sanno perché ciò che è stato riferito la scorsa settimana sulla stampa dal sindaco de Pasquale e da lei erano i contenuti delle “linee guida”.
Vi. Te.
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Dall’esposto fatto dal presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, sulla protesta in consiglio comunale di alcuni consiglieri di minoranza e di esponenti dell’Anpi e dell’estrema sinistra, sono partite le indagini della Digos.
Ad annunciare l’avvio delle indagini è stato lo stesso Benedetti che si è detto soddisfatto degli sviluppi del suo esposto: “Qualche giorno fa, la Digos ha acquisito il filmato del consiglio comunale – ha detto Benedetti - per accertare l’esistenza di reati legati al comportamento di coloro che hanno protestato all’interno della sala consiliare. Dal video, oltre ad alcuni elementi appartenenti a gruppi di estrema sinistra, si vedono e si sentono consiglieri comunali di minoranza, offendere e minacciare gravemente anche di morte sia me, sia alcuni assessori e componenti della maggioranza. Ho appreso la notizia con grande soddisfazione e mi auguro che la giustizia faccia il suo corso, perché sia smorzato definitivamente il tentativo avvenuto più volte, da parte di frange dell’estrema sinistra e militanti dell’ ANPI locale, di destabilizzare e boicottare l’istituzione ed interrompere i lavori dell’ Assise più importante della nostra città.” Benedetti ha voluto ribadire che il consiglio comunale è lo strumento che rappresenta il cuore della democrazia ed è la massima espressione dei cittadini, dove, non solo, si assumono decisione più importanti e strategiche per la città, ed ha ricordato che quello massese è intitolato alla “Liberazione” di Massa, e per questo assume un’importanza particolare di riferimento valori come la pace, la solidarietà e la libertà che devono essere considerati punti fermi da tutte le future generazioni. Benedetti ha quindi esternato biasimo per coloro che, secondo il suo parere: “ con le loro maldestre e violente azioni, tentano di minare i valori della Democrazia, conquistata con il sacrificio ed il martirio di tanti Italiani.”.
“La Liberazione porta con sé il ricordo di una tragedia come la guerra civile - ha concluso Benedetti - che ha conosciuto momenti bui da ambo le parti, morti e devastazioni che devono rimanere solo un ricordo acceso nelle nostre menti. Profanare ed oltraggiare un consiglio comunale è un atto intollerabile, non giustificabile e contro la legge e come tale deve essere perseguito penalmente senza se e senza ma, affinché non possa rappresentare un pericoloso precedente per l’incolumità di chi amministra la città in nome e per conto di tutta la nostra comunità. La presidenza del consiglio comunale si mette a disposizione della Magistratura per qualsiasi chiarimento o testimonianza che possa essere ritenuta utile alle indagini in corso.”.
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"In un momento di crisi sociale, sanitaria ed economica, mentre ogni categoria produttiva del nostro Paese si trova a dover ripartire col nuovo compagno di viaggio della distanza di sicurezza, diminuendo le ricettività, la socialità e le possibilità lavorative, il Ministero della Istruzione agisce ignaro della realtà ed in assoluta controtendenza procedendo ad ingenti tagli degli organici. Se ciò è grave in tutto il territorio diventa addirittura incomprensibile nella provincia di Massa Carrara dove ad oggi viene comunicata la riduzione di organico di oltre 30 unità. Questa riduzione viene giustificata a seguito della perdita di 481 iscrizioni alle scuole di vario ordine e grado della provincia, ma lascia perplessi scoprire che Firenze ad esempio perde "solamente" 35 docenti a fronte di un calo forte di 1288 alunni. È evidente (nonostante non sia stato ancora deciso come e se le scuole riprenderanno dopo l'estate) che questi numeri mostrino il rischio futuro: vere e proprie classi stipate di alunni, le cosiddette "classi pollaio ", che se già a cose normali erano una vergogna per la scuola italiana, oggi in tempi di Covid19 ( nemico accerchiato, ma purtroppo non ancora sconfitto) diventano una vera questione sociale. Consci dei grandi sforzi e sacrifici a cui abbiamo chiamato le nostre comunità negli ultimi tre difficili mesi, comunità che meritano ben altro rispetto da parte del Governo, ci batteremo in ogni sede per far sì che questo scellerato taglio venga rivisto dal Ministero perché la sicurezza dei nostri figli, nelle nostre scuole, resta per noi una assoluta priorità."
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Non si arresta l’impegno dell’amministrazione del sindaco Francesco Persiani per dotare la Polizia Municipale di Massa di strutture ed apparecchiature moderne e rendere il Corpo ancora più efficiente. Dopo il trasferimento nella nuova sede, più adeguata e centrale, arriva anche una ristrutturazione tecnologica: il Corpo di P.M. ha infatti da poco affrontato l’importante trasformazione del sistema di comunicazione radio consistente nel passaggio dalla modalità analogica a quella digitale.
“Grazie al comandante Fernando Della Pina, che ritiene la comunicazione radio alla base della sicurezza e dell’efficienza lavorativa dei propri agenti, raggiungiamo un risultato importante che facilita il lavoro degli agenti con dotazioni nuove” dichiara il sindaco Francesco Persiani. “Non solo assicuriamo maggiore sicurezza ai nostri operatori, ma in questo modo potranno rispondere ancora più tempestivamente alle emergenze durante l’espletamento del servizio”.
Via libera quindi al nuovo impianto radio digitale, realizzato da RC Radiocomunicazioni, in grado di garantire il funzionamento di un canale per le comunicazioni in ogni situazione: dalle squadre di Protezione Civile a quella dei soccorsi alla popolazione, in caso di emergenza. La centrale radio operativa, unita al supporto delle radio, è la soluzione più adatta per gestire con efficacia e in modo centralizzato le comunicazioni radio, quindi garantire la pubblica sicurezza.
L’operazione comporta 12 apparati veicolari per le auto, 65 apparati radio portatili, 2 ponti radio (con ridondanza) e la Centrale Operativa.
Le nuove tecnologie possono consentire due conversazioni contemporanee per ottimizzare la “risorsa” canale radio. Tutte le conversazioni tra l’operatore e la centrale saranno registrate e la radio ricetrasmittente permetterà di inviare, attraverso un’apposita tastiera, messaggi a testo libero visualizzati direttamente sul display degli apparati che sono sia installati sui mezzi di servizio sia sui portatili in uso agli agenti.
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«Il piano anti covid per le spiagge libere di Carrara c’è eccome, ed è stato illustrato la scorsa settimana, anche se qualcuno fa finta di non averlo visto. Per perfezionarlo, ovviamente, era necessario attendere le disposizioni del nuovo Dpcm che è stato pubblicato solo ieri. In questo momento è inutile alimentare falsi allarmismi come fanno alcuni esponenti del centro destra»: si apre così la replica dell’assessore al Turismo Federica Forti alle illazioni a mezzo stampa di alcuni esponenti dei partiti di minoranza di centro-destra.
«Voglio ricordare che lo scorso anno non c’è stato alcun ritardo nel servizio di pulizia e salvamento nelle spiagge libere che al contrario è stato migliorato» premette l’assessore.
«La stagione balneare 2020 sarà necessariamente condizionata dall’emergenza Covid ma come abbiamo anticipato settimana scorsa abbiamo previsto tutta una serie di misure per garantire l'afflusso nelle spiagge libere nel rispetto delle norme anti-contagio. L’accesso sarà contingentato, sorvegliato e su prenotazione; gli spazi comuni saranno sanificati e sarà installata un’apposita cartellonistica. Per ogni spiaggia saranno individuati corridoi di accesso a salire e a scendere di 1,5 metri di larghezza e ogni famiglia avrà a disposizione una superficie di 10 metri quadrati: noi ne avevamo ipotizzati 16, e dunque stiamo rivedendo i calcoli sul numero di persone che potranno accedere contemporaneamente» aggiunge Federica Forti.
Quanto all’attacco sulla collaborazione con gli altri comuni di costa, l’assessore taglia corto: «In questo caso il lavoro congiunto è quanto mai fondamentale. E’ strano che ci sia chi non lo capisce. Per la prima volta la costa da Carrara a Viareggio lavora assieme. Abbiamo elaborando una proposta condivisa, in modo da aiutare i turisti che si spostano da un luogo all’altro. E’ stata consegnata alla Regione in vista di un tavolo col Ministero proprio sul tema spiagge».
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Il direttore dell’Ufficio per la pastorale scolastica della Diocesi, Walter Fiani, commenta amaramente le bozze che stanno circolando circa il Decreto Rilancio.
"Dalle bozze che circolano del decreto legge "Rilancio" - esordisce -, sulle quali il Governo sta ancora discutendo, emerge un dato inequivocabile: i circa 866.000 alunni, le loro famiglie, i circa 100.000 lavoratori delle oltre 13.000 scuole paritarie non sono considerati..."
"Per questa ragione - spiega - le scuole pubbliche paritarie cattoliche danno vita, in occasione della discussione degli emendamenti al decreto alle Camere, i giorni 19 e 20 maggio prossimi, ad una forte protesta, ad un forte “rumore educativo” che non ha precedenti nella lunga storia di queste istituzioni, con le seguenti modalità: le scuole pubbliche paritarie cattoliche interromperanno le lezioni e per questi due giorni allievi, docenti e famiglie esporranno un # Noi siamo invisibili per questo governo; ciascuna scuola paritaria si adopererà con lezioni, video, dirette Fb dalle pagine delle scuole che saranno aperte a tutti per diffondere i temi della libertà di scelta educativa; il diritto di apprendere senza discriminazione; parità scolastica tra pubblica statale e pubblica paritaria; libera scuola in libero stato; appelli alla classe politica perché non condanni all’eutanasia il pluralismo culturale del nostro Paese. Ciascuna scuola, con il coinvolgimento delle famiglie, dei docenti, degli studenti organizzerà gli eventi che desidera: conferenze, dirette, disegni, flash mob…, tutto in diretta social per fare quel rumore costruttivo e responsabile che solo la scuola sa fare".
"Dietro questo “rumore educativo” - incalza -, c’è il volto di centinaia di migliaia di alunni e di migliaia di dipendenti e ci sono i princìpi – centrali in democrazia – di libertà educativa e di sussidiarietà. Con il Decreto “Cura Italia” abbiamo già assistito all’ennesima discriminazione delle Scuole Paritarie, nella miope e prevenuta ideologica convinzione che queste siano frequentate soltanto da bambini di famiglie abbienti e disconoscendo il principio della libertà educativa sancito e tutelato dalla nostra Costituzione. Del resto anche un semplice calcolo economico dovrebbe indurre lo Stato ad una attenzione e cura delle scuole paritarie. Si pensi che mediamente un alunno delle scuole paritarie costa alle casse statali 500 euro all’anno a fronte di una media di 6.500 euro per ogni alunno delle scuole pubbliche".
"Dimenticando le nostre scuole - attacca - da ogni sorta di aiuto in questo grave momento economico e sociale, il 30% delle scuole paritarie è a rischio chiusura. 300mila sono gli allievi che busseranno alla scuola statale che già oggi rischia il collasso; 2.4 miliardi di euro costerà in tasse questo disastro del non riconoscimento della co-essenzialità della scuola pubblica paritaria rispetto alla pubblica statale. Crediamo che la scuola statale, con le sue 40mila sedi scolastiche e gli oltre 7milioni di studenti, non potrà ripartire".
"Don Ivan Maffei sottosegretario della CEI - conclude -, ha detto chiaramente “allo Stato non si chiedono privilegi né elemosina, ma di riconoscere il servizio pubblico che queste realtà assicurano. Intervenire oggi – con un fondo straordinario destinato alle realtà paritarie o con forme di sostegno, quali la detraibilità delle rette, alle famiglie – è l’ultima campanella. Se questa suonasse senza esito, diverrà un puro esercizio accademico fermarsi a discutere circa il patrimonio assicurato al Paese da un sistema scolastico integrato”.
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Una proposta logica e sensata che, in prima battuta, era stata respinta dal consiglio regionale toscano e che ieri, invece è stata ripresa ed approvato dal governatore Enrico Rossi. Giusta la soddisfazione del consigliere regionale carrarese Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle Toscana, che per prima aveva portato all’attenzione del consiglio regionale la realtà delle zone di confine come la provincia di Massa Carrara.
''L’ultima ordinanza della Giunta Rossi – ha detto Giannarelli - recepisce le nostre indicazione per agevolare e permettere la mobilità interregionale tra comuni confinanti ma in regioni diverse, previa comunicazione congiunta dei sindaci ai prefetti.Da Lunedì 18 Maggio, sarà consentito agli abitanti dei comuni di confine, spostarsi anche al di fuori della regione Toscana, nei limiti del comune confinante. Finalmente gli abitanti di Carrara potranno spostarsi nei territori confinanti liguri, verso Sarzana o Luni, così come gli abitanti di Fosdinovo verso Castelnuovo Magra, Luni o Sarzana. Penso anche agli abitanti della frazione di Albiano Magra, nel comune di Aulla, duramente colpiti dal crollo del ponte, penso ai Fivizzanesi che potranno spostarsi verso l’Emilia Romagna, così come agli abitanti dei comuni dell’entroterra Pistoiese, oppure agli abitanti di Chiusi verso l’Umbria o agli abitanti dell’Amiata e del Grossetano verso il Lazio.”. Giannarelli ha spiegato di aver raccolto le richieste di moltissimi cittadini toscani e di aver considerato la realtà geografica della regione che oltre 550 chilometri di confini regionali terrestri. “Molti comuni toscani confinanti con altre regioni – ha concluso Giannarelli - intrattengono da sempre importanti scambi sociali, economici e demografici con i territori confinanti. Per questi motivi, interpretando le segnalazioni di centinaia di cittadini toscani che mi avevano contattato, avevo presentato i primi di Maggio un atto in Consiglio regionale. Nonostante la bocciatura nel consiglio del 12 Maggio dell’atto mia firma, oggi Rossi introduce questa possibilità. Finalmente li abbiamo convinti.''.
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