Politica
L'assessore regionale Barontini a Cava Fornace e sulla Costa Apuana senza risposte per il territorio: solo passerelle per Fratelli d'Italia
Il coordinamento di Fratelli d'Italia Massa Montignoso interviene con fermezza sulla visita dell'assessore regionale all'Ambiente David Barontini a Cava Fornace e sul litorale apuo-versiliese, definendola…

Favoristismi nell'uso dei parcheggi a Massa: la segnalazione di Stefano Benedetti di Massa Città Nuova
"In questi ultimo periodo il comune di Massa continua a sottrarre stalli bianchi e blu alla cittadinanza, come nel caso di via Angelini, dove sono…

Assistenza sanitaria a Carrara. Il punto dell’Asl dopo la “cabina di regia” del 19 febbraio 2026
In merito alla riunione di giovedì 19 febbraio della “cabina di regia” istituita dagli enti interessati e dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, per…

Il Polo P&S: Panfietti e il CdA di Erp Spa devono dimettersi per il disastro all’ex Mattatoio
“Si può far passare come un successo del governo e della Lega i disastri gestionali del cantiere Erp all’ex Mattatoio di Massa quando il presidente Panfietti, votato e…

Dare la scuola di Resceto all'associazione 'Resceto vive': l'interpellanza del gruppo consigliare del Pd di Massa
I consiglieri comunali del Pd di Massa Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Enzo Romolo Ricci, Daniele Tarantino e Giovanna Santi presentano un’interpellanza per la riqualificazione e valorizzazione,…

"I sindacati hanno ragione a denunciare i ritardi nei cantierà della sanità locale": il sindaco Arrighi risponde ai sindacati
Il sindaco di Carrara Serena Arrighi ha risposto alle critiche dei sindacati sulla sanità: "I sindacati hanno ragione a denunciare i ritardi nei cantieri della sanità…

Invito alla disobbedienza civile dall'Accademia Apuana della Pace: "La disobbedienza civile è una pratica politica morale democratica"
Arriva da Gino Buratti, portavoce dell'Accademia Apuana della pace un invito alla disobbedienza civile come atto contro il governo sgradito di Giorgia Meloni. Buratti tira di nuovo in…

Soccorso Cave di Torano: locali insalubri e presenza di muffa. Denunciamo l’inerzia di ASL e Comune
A Carrara esiste una realtà unica e delicata: il Soccorso Cave, presidio sanitario fondamentale in un territorio segnato dalla pericolosità dell’attività estrattiva del marmo. Un servizio essenziale…

Il destino silenzioso dei pini urbani di Carrara: tutelati nella carta, dimenticati nei fatti
Il Pinus pinea è tutelato e celebrato come simbolo del paesaggio costiero, ma fuori dalle pinete manca una strategia per garantirne la continuità. Tra prudenza amministrativa e interventi…

Il Comune pubblica un avviso per selezionare iniziative socioculturali e artistiche da svolgersi in uno spazio del centro storico
Il Comune mette a disposizione gratuitamente per l'organizzazione di iniziative socioculturali e artistiche uno spazio situato in via Santa Maria 9 a Carrara. Tramite avviso pubblico, verranno selezionate attività quali mostre, installazioni temporanee, cicli…

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L'onorevole della Lega Andrea Barabotti ha inviato una richiesta pubblica alla dirigenza dell'Accademia di Belle Arti di Carrara per chiede un intervento urgente di restauro della facciata: "Egregi, rivolgo a Voi con toni di assoluta fermezza, considerando l’evidente inadeguatezza gestionale dimostrata nella tutela di uno degli edifici più significativi della città di Carrara: l’Accademia di Belle Arti. Nonostante l’interrogazione parlamentare da me presentata e il dibattito pubblico scaturito nel 2023, lo stato di abbandono della facciata di questo luogo simbolo della cultura, dell’arte e della storia della città persiste in tutta la sua gravità dal 2020 (5 anni!). Le scritte vandaliche che deturpano le mura dell’Accademia continuano a rappresentare non solo un evidente sfregio al decoro urbano, ma anche un’offesa al prestigio culturale che questo edificio incarna. La giustificazione addotta dalla direzione dell’Accademia, secondo cui sarebbe in corso un iter burocratico per il restauro, non può e non deve essere utilizzata come alibi per una simile situazione di degrado, che perdura inaccettabilmente nel tempo. Per i motivi suesposti, chiedo l’immediata attivazione della soprintendenza per garantire interventi urgenti che pongano fine a questa situazione di degrado. Non è accettabile che la facciata dell’Accademia di Belle Arti continui a essere oltraggiata in questo modo in un Paese che si definisce civile e che pretende di essere culla del patrimonio artistico mondiale. Dopo aver inutilmente sollecitato il Ministero dell’università e della ricerca metto in conoscenza della presente il Ministro della Cultura affinché valuti l’opportunità di intervenire a supporto, qualora necessario, per garantire il ripristino del decoro e per accertare le responsabilità di una gestione che ad oggi si è dimostrata incapace di preservare adeguatamente il bene in questione. Confido in un riscontro immediato e in un intervento risolutivo che restituisca all’Accademia di Belle Arti di Carrara il prestigio e la dignità che merita.
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"Purtroppo apprendiamo di un'altra morte sul lavoro, accaduta a Carrara-afferma Elena Meini, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega." "Un altro lavoratore che, dunque, non tornerà a casa, lasciando giustamente nella disperazione i suoi familiari a cui desideriamo esprimere le nostre più sentite condoglianze-prosegue il Consigliere." "Tutti questi decessi devono, però, finire; le Istituzioni devono fare fronte comune, affinchè il luogo di lavoro non diventi sempre più un posto dove perdere la vita-precisa l'esponente leghista." "Bisogna fare di più sul tema della sicurezza ed occorre farlo ora-conclude la rappresentante della Lega."
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L'amministrazione comunale risponde alle notizie infondate diffuse dal consigliere comunale Massimiliano Bernardi in merito alla presunta rimozione da parte del carro attrezzi di due auto parcheggiate nei pressi dello stadio dei Marmi durante la partita della Carrarese di sabato scorso. La Polizia Locale precisa che, contrariamente a quanto affermato dal Consigliere Bernardi, in occasione dell'incontro di calcio Carrarese Salernitana non è stato necessario rimuovere nessun veicolo, dato che tutte le auto rimaste nell'area dove è vietata la sosta sono state spostate dagli stessi proprietari, dopo essere stati avvisati dagli agenti. Solo in un caso è stato necessario l'intervento del carro attrezzi, dopo svariati e infruttuosi tentativi di contattare il proprietario del mezzo. Nel momento in cui la Polizia municipale stava per procedere alla rimozione, è finalmente intervenuto, circa 3 ore dopo l'inizio del divieto, lo stesso proprietario al quale, quindi l'auto non è stata rimossa, è stato applicato il solo diritto di chiamata, oltre ovviamente alla sanzione amministrativa. E' utile ricordare che il divieto di sosta nell'area intorno allo stadio è necessario per motivi di sicurezza che esulano dalla competenza del comune di Carrara e della Polizia Locale che si limita a emanare l'ordinanza in base al codice della strada e a collocare la segnaletica che, contrariamente a quanto affermato, viene apposta nei tempi previsti dalla normativa, ovvero oltre 48 ore prima dell'inizio del divieto. Quelle diffuse dal consigliere Bernardi sono notizie infondate dichiara l'Assessore Elena Guadagni. Colgo l'occasione per ringraziare la Comandate e il corpo della Polizia Locale per il prezioso lavoro svolto ogni giorno a tutela della sicurezza pubblica.
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Il divieto di sosta e l’indicazione della rimozione coatta c’erano in Via Piave, nel tratto che costeggia lo stadio dei Marmi, durante la partita Carrarese Salernitana, anche se la rimozione era indicata con un foglietto volante appiccicato al cartello di divieto. Tuttavia, ad incappare nella pesante sanzione aggravata dal notevole costo del recupero delle auto portate via dal carroattrezzi, sono state due persone residenti proprio nelle zone circostanti lo stadio, che, come d’abitudine, hanno parcheggiato nei pressi delle loro abitazioni sin dal giorno prima, senza notare il divieto messo per la partita. Si tratterebbe, secondo il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi, di una sorta di eccesso di zelo e il consigliere spiega: “Il sindaco Arrighi con le ordinanze emesse durante le partite in casa, blinda la città e, in occasione dell'incontro di calcio con la Salernitana, ha intensificato il controllo del perimetro esterno allo tadio, al fine di prevenire, e reprimere, gli illeciti e i reati maggiormente diffusi durante questi eventi. Senza tener conto però delle persone che abitano in quella zona . Un insuccesso per la Arrighi e per la Polizia Municipale che, nel mettere in atto strategie per liberare, o almeno attenuare, dalle soste irregolari, la zona attorno stadio, non hanno considerato le ragioni di persone che risiedono nella zona. La situazione descritta evidenzia una gestione inadeguata delle misure di sicurezza durante gli eventi sportivi, con gravi disagi per i residenti. La rimozione dei veicoli parcheggiati in divieto di sosta è una sanzione prevista dal Codice della Strada, ma deve essere applicata con criterio e rispetto per i cittadini. In questo caso, l'uso di cartelli di avviso insufficienti e la mancanza di comunicazione adeguata hanno portato a disagi evitabili.È fondamentale che le autorità competenti, in particolare la Polizia Municipale, adottino misure preventive efficaci, come l'installazione di segnaletica chiara e la comunicazione tempestiva agli interessati, per evitare situazioni simili in futuro. Inoltre, sarebbe opportuno che gli agenti, prima di procedere con la rimozione dei veicoli, verificassero la presenza dei proprietari o tentassero di contattarli, al fine di ridurre i disagi per i residenti e mantenere un rapporto di fiducia con la comunità. In conclusione, sebbene le misure adottate siano finalizzate a garantire la sicurezza durante gli eventi, è essenziale che siano accompagnate da una comunicazione chiara e da un'attenzione alle esigenze dei residenti, per evitare situazioni spiacevoli come quella descritta. Aspettiamo per la prossima volta una gestione più equilibrata del piano della sicurezza in quanto realizzata senza avere una visione della zona e a pagare questa mancanza, sono stati due cittadini residenti”.
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Il consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella trna sul tema dell’uso improprio della pagina facebook istituzionale del sindaco di Carrara Serena Arrighi: “L'ignoranza, intesa come condizione determinata dalla mancanza di istruzione o di educazione, può sfociare anche nel rappresentare una visione distorta e insufficiente della realtà; vediamo perché a nostro avviso i replicanti della Lista Arrighi sindaco peccano in tal senso. Il loro tempo, evidentemente più incentrato a proteggere il sindaco Arrighi che a svolgere una politica seria sul territorio, si è recentemente e nuovamente concentrato “sull’insegnare”, a loro dire, ai consiglieri di opposizione, la normativa sulla comunicazione istituzionale. Ebbene, confidando che gli elettori del territorio ben comprendano il delirio di onnipotenza cui siamo quotidianamente sottoposti e afflitti dalla maggioranza sinistroide del nostro consiglio comunale, indulgentemente ci permettiamo di consigliare a questi ultimi un ripassino delle norme di riferimento sul tema (Dlgs 29/93 e L. 150/2000) della Comunicazione pubblica e delle attività di “informazione” delle amministrazioni pubbliche.
La pagina privata utilizzata dall’attuale sindaco in campagna elettorale, e, oggi, dalla stessa mantenuta per i suoi fini privati, che poi siano inerenti al gossip o al sostegno di specifici partiti politici poco importa, non può riportare la dicitura “sindaco”, bensì al massimo quella di Personaggio Politico. Questa è la norma a cui uniformarsi senza se e senza ma. Ciò premesso, se volessimo fare lezione scolastica come vanamente ha cercato di fare la maggioranza consiliare, dovremmo evidenziare la necessità del territorio di essere rappresentato da un sindaco coadiuvato da una squadra che conosca il funzionamento della macchina comunale e le sue regole. L'uso di un linguaggio di appartenenza a specifici gruppi o ideologie politiche o la spasmodica ricerca di consensi, visto anche la débâcle politico-amministrativa vissuta dalla maggioranza nel recente periodo, temiamo che possano andare a discapito del governo del territorio. Ma di questo argomento, terranno conto i cittadini nelle opportune sedi.
Concludendo, quale capogruppo consiliare, rinnovo la mia richiesta al segretario generale, dottor Alessandro Paolini, affinché adotti con urgenza misure utili ad evitare che comunicazione istituzionale e comunicazione personale divengano concetti univoci strumentalizzabili e di confusione per la cittadinanza, al punto tale da ridicolizzare l’ente comunale e, perché no, anche la minuziosa attività che questa minoranza consiliare sta cercando di porre in essere a beneficio della città”.
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«Siamo stanchi della sequela di dichiarazioni faziose sull'ampliamento del porto, prive di un supporto scientifico e dimentiche di ciò che è accaduto in passato - a parlare sono i rappresentanti del Consorzio Balneari Massa che proseguono -E' ora che la politica agisca con spirito di servizio in nome del bene comune. Che la tutela del territorio venga prima e che si trovi il giusto compromesso affinché due economie possano convivere per il bene della collettività. Siamo da sempre in prima linea sulla questione del porto di Marina di Carrara. Viviamo il tema dell'ampliamento del porto con grande preoccupazione, apprensione e poniamo massima attenzione sulle varie posizioni e dichiarazioni espresse. Mai come negli ultimi giorni le continue osservazioni uscite da ogni fronte ci costringono ad intervenire, ribadendo la nostra posizione. difronte a prese di posizione in stile tifo sportivo prive di ragionamenti complessi su un argomento così importante. Ci riferiamo naturalmente alla schiera di coloro che sono favorevoli all'ampliamento del porto. Il fronte sembra coeso nel ritenere che questo progetto sia necessario e vitale per il territorio "costi quel che costi". La presa di posizione "pro ampliamento" si è spinta talmente avanti che addirittura si nega l'evidenza. La sindaca Serena Arrighi il 2 febbraio scorso ha risposto al sindaco Murzi attraverso la stampa sostenendo che "il nuovo piano regolatore non prevede assolutamente nessun ampliamento dello scalo bensì solo una sua diversa organizzazione interna". Il presidente della provincia Gianni Lorenzetti in una recente trasmissione televisiva non riesce ad "ammettere", su una precisa domanda del giornalista, che il porto verrà ampliato, mentre viene proiettato sullo schermo la foto del progetto con le nuove opere di ampliamento. Ancora la CGIL, attraverso il segretario Del Vecchio, risponde al sindaco Murzi per mezzo stampa che "chi ha a cuore l'ambiente farebbe bene a guardare con sospetto gli yacht ancorati in estate a largo della nostra spiaggia", quasi a significare che il danno portato all'ambiente dal porto sarebbe giustificato perchè anche gli yacht inquinano. In questo modo passerebbe il messaggio di giustificazione ad inquinare di più perchè lo fanno anche gli altri. La sequela di dichiarazioni sulla stampa continua, per esempio, con quella del gruppo consiliare della sindaca Arrighi secondo cui "gli studi sostengono che gli effetti negativi del porto in materia di erosione oggi si sono stabilizzati". Un'affermazione falsamente rassicurante. Stabilizzati in che senso? Che il porto ha "stabilmente" effetti negativi, quindi effetti negativi costanti senza picchi perchè costanti? Peccato che l'autorità portuale, in risposta alle osservazioni del Comune di Massa, abbia dichiarato che oggi gli effetti negativi della presenza del porto, in termini di erosione sulla costa, si protraggano fino alla Don Gnocchi: sono 3,5 km di costa con effetti "stabilmente" negativi. Lo stesso gruppo consiliare continua sostenendo che le dinamiche erosive oggi spostano le sabbie da Marina di Massa a Marina di Pietrasanta. Questa è una novità scientifica che non avevamo mai sentito: la nostra sabbia finirebbe a Pietrasanta!Ci fermiamo nel riportare altre dichiarazioni che ci lasciano esterrefatti, perchè vogliamo essere propositivi. Chiediamo alla politica, a tutta la politica, uno sforzo, ovvero di occuparsi dell'argomento evitando preconcetti, faziosità e ideologismi. Chiediamo a tutti, prima di intervenire sul tema, di informarsi bene per evitare di creare ancora più confusione su un argomento già di per sé complicato. Mai come adesso abbiamo bisogno di una politica di alto livello che faccia bene il proprio lavoro: decidere per il bene di tutti con la diligenza del buon padre di famiglia. Comprendiamo in pieno l'importanza di un porto efficiente e moderno ma non si possono sottovalutare i rischi eventualmente connessi che ne possono derivare. Ricordiamo infatti che nei 10 anni successivi alla costruzione del porto, in Partaccia si sono persi più di 120 metri di arenile (il mare si è mangiato anche il viale litoraneo). Ricordiamo lo studio dell'università di Napoli (ma ne esistono diversi a riguardo) che ha calcolato che ogni metro quadro di arenile recuperato produce un reddito generale per la collettività di 1.200 euro. Reddito non dei balneari, non del turismo in generale, ma reddito per la collettività tutta».
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Siamo molto preoccupati sulla situazione di ARPAT. Lo stato di agitazione in atto dall'ottobre 2023 disegna una condizione dell'agenzia che dovrebbe preoccupare tutte e tutti. Il ruolo di ARPAT all'interno delle funzioni di salvaguardia dell'ambiente e della salute è di fondamentale importanza. Oramai da troppo tempo l'agenzia è entrata in uno stato di lenta agonia che sta di fatto condannando ARPAT all'inerzia tecnica ed operativa.Ma non solo. Il nuovo modello avviato da Regione Toscana sta minando l'indipendenza e la terzietà di ARPAT contravvenendo i principi della legge nazionale e in netta controtendenza con il percorso che aveva portato alla legge regionale 30 del 2009, istitutiva di ARPAT. Quel percorso non è mai stato attuato in modo definitivo soprattutto in termini di risorse che non sono mai state certe. Anzi, le condizioni sono ulteriormente peggiorate nei tempi recenti: non sono stati rinnovati 1 milione e 200 mila euro per i rinnovi contrattuali di comparto e di dirigenza, cioè un colpo di accetta alle numerose professionalità all'interno dell'agenzia.Il nostro territorio, purtroppo, è da molto tempo sotto scacco ambientale: dalle zone SIN e SIR alle problematiche della balneabilità delle acque, dall'inquinamento delle cave nei nostri fiumi a quello delle polveri derivanti dal traffico. Avere un'agenzia veramente indipendente con risorse e professionalità adeguate, sia in termini qualitativi che quantitativi, significa per noi avere garantito ambiente e salute. Per questo come Polo Progressista e di sinistra (Rifondazione Comunista e M5S) abbiamo presentato una risoluzione in consiglio comunale per sostenere i lavoratori e le lavoratrici di ARPAT e per chiedere alla Regione che venga finalmente data forma e sostanza al percorso iniziato nel 2009 per avere una agenzia per l'ambiente efficiente, efficace e totalmente indipendente.
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Mentre gli imprenditori del marmo affastellano ricorsi su ricorsi contro la normativa vigente (L.R. 35, tracciabilità, filiera, valori medi di mercato…), il Consiglio comunale approva una Disciplina per i bandi di gara per la concessione delle cave che, nonostante alcune precisazioni e lievi modifiche apportate durante l’iter di approvazione, per le numerose criticità, l’aleatorietà/genericità dei criteri di valutazione e l’ampia discrezionalità riservata al dirigente pro tempore offrirà, in futuro, terreno fertile per nuovi ricorsi da parte delle imprese. Durante l’audizione in Commissione marmo, insieme ad Arci e CAI, avevamo avanzato una serie di osservazioni sul testo in discussione e sulla genericità degli elementi di valutazione in esso proposti: per brevità, citiamo un solo esempio, il punto «2 Ricadute socio-economiche del piano industriale anche in una logica di filiera: punti 30»: come verrà fatta la valutazione? Quale sarà la formula di attribuzione del punteggio? Non viene, infatti, fornita alcuna indicazione chiara dei parametri né dei singoli pesi dei subcriteri per valutare questo elemento. L’aspetto su cui si sono appuntate maggiormente le nostre critiche, però, riguarda la scelta di stabilire la durata della concessione posta a gara in anni 13 (più 2 per certificazioni ambientali), con un incremento ulteriore di 10 anni, concesso sulla base di parametri assai discutibili, il primo dei quali riecheggia il famigerato, e da noi duramente avversato, articolo 21 del Regolamento Agri Marmiferi. Come abbiamo ribadito in Commissione marmo, l’Amministrazione non era affatto obbligata a tale scelta in quanto la Legge Regionale 35 stabilisce per la durata delle concessioni un tempo “fino a 25 anni”, ma non parla di un “periodo base” e di una ulteriore proroga. Su questo punto, l’Amministrazione ha invece seguito pedissequamente quanto predisposto, nel Regolamento Agri marmiferi, dalla precedente Giunta 5 Stelle, senza dimostrare alcuna autonomia e visione generale e senza neppure prendere in considerazione le limitazioni e le difficoltà di applicazione riscontrate per l’articolo 21.A questo riguardo, infatti, nonostante fosse prevista una valutazione dei progetti presentati, tutti quelli proposti sono stati accettati e tutti hanno garantito la proroga delle autorizzazioni per le cave fino al 2042. I progetti, inoltre, risultano scollegati tra loro, non incidono più di tanto nella realtà cittadina, come sarebbe potuto accadere se, perlomeno, l’Amministrazione avesse scelto di essere lei a proporre due/tre progetti veramente utili alla città da far finanziare alle imprese. Tutte le scelte in merito ai progetti ex art. 21 sono avvenute senza dibattito pubblico (e neppure senza che il Consiglio comunale potesse incidere sulle valutazioni) e tuttora la città ne conosce il contenuto solo attraverso le notizie di stampa. Dalla firma delle convenzioni (31 ottobre 2023), nulla si è ancora concretizzato, anzi numerose imprese hanno fatto ricorso contro le modalità di esecuzione delle opere promesse. Inoltre, come abbiamo già fatto rilevare in passato, anche l’investimento degli imprenditori a favore della città (i 25,6 milioni previsti per i progetti dell’art. 21) non risulta poi così vantaggioso per i cittadini, se si considera che i costi dei 19 progetti approvati vanno suddivisi tra le 69 aziende che li hanno presentati: 371.000 euro circa a testa (facendo la media del pollo di Trilussa), che spalmati sui 25 anni della proroga fanno poco meno di 15.000 euro ad anno. Un po’ poco a fronte degli utili stratosferici di molte imprese del lapideo e a quello che si sarebbe potuto ottenere se, invece della proroga, si fosse andati a mettere in gara le concessioni, così come noi avevamo richiesto. Voler riproporre qualcosa di molto simile all’art.21 anche per i bandi di gara delle concessioni, nonostante tutte le pecche su evidenziate, sembra quindi decisamente autolesionista! Se, tuttavia, l’Amministrazione ritiene che 25 anni di concessione per la cave siano congrui, li assegni subito, senza infingimenti, e si faccia pagare bene dai baroni del marmo (o magari da nuovi imprenditori più rispettosi dell’ambiente e più collaborativi), fissando regole e parametri chiari che non possano poi essere oggetto di ricorsi da parte delle imprese.Se invece si ostina a voler suddividere i 25 anni in due fasi, almeno scelga dei parametri meno vaghi e opinabili degli attuali. Nell’audizione in Commissione marmo ne avevamo proposti alcuni, basati sulle modalità di gestione della cava da parte dei concessionari, durante i primi 15 anni di concessione. A titolo d’esempio: quanta riduzione degli scarti di lavorazione si è ottenuta? Quanta attenzione reale è stata posta alla tutela dell’acquifero? Quanta alla prevenzione del rischio alluvionale? Quanto incremento degli occupati si è registrato? Quali misure sono state assunte in materia di sicurezza sul lavoro?In questo modo almeno si sarebbe mitigato il danno provocato dall’escavazione, consentendo di proseguire l’attività solo alle cave che garantissero maggior rispetto per l’ambiente e più occupazione. Manteniamo quindi il nostro giudizio fortemente negativo sulla Disciplina per i bandi di gara approvata in questi giorni e ci auguriamo che, dati i tempi biblici della messa in gara delle concessioni, sia possibile una inversione di rotta che modifichi sia la Disciplina che i collegati articoli 5 e 6 del Regolamento degli Agri marmiferi che della Disciplina sono il fondamento.
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Nella splendida cornice di Villa Cuturi, a Marina di Massa, si è svolto il Congresso Comunale di Forza Italia, un appuntamento cruciale per il partito cittadino. L'evento ha registrato un'ampia partecipazione di iscritti e sostenitori, confermando la vitalità del movimento e l'entusiasmo per il futuro. Alla presenza del coordinatore regionale Marco Stella, del segretario provinciale Gianenrico Spediacci e sotto la presidenza di Raffaella Bonsangue, garante dei lavori, si è sviluppato un confronto vivace e appassionato, segno di un rinnovato interesse per il dibattito politico interno. Il congresso è stato caratterizzato dalla presentazione di due mozioni distinte, che hanno stimolato un dialogo costruttivo tra i partecipanti. Questo ha evidenziato la natura dinamica di Forza Italia, un partito capace di accogliere sensibilità diverse all’interno di un progetto comune. Libertà, merito e crescita economica sono rimasti i valori fondanti di entrambe le mozioni, nonché i principi per cui Forza Italia si è sempre battuta, sia a livello locale che nazionale. Al termine del congresso, la maggioranza degli iscritti ha espresso fiducia in Sergio Bordigoni, confermandolo alla guida del partito a Massa. Insieme a lui, sono stati eletti nel direttivo comunale: Casotti Alessia, Basteri Matteo, Ricci Catia, Angeli Manuela, Cipolletta Viviana, Mosti Silvia, Biagini Andrea, Morelli Giampaolo, Borzoni Stefano, Agostini Paolo, Dell’Amico Deborah, Oddone Roberto, Tonlorenzi Rinaldo, Casotti Giancarlo, Benatti Anna, Lazzarotti Antonella, Miranda Daniele, Casotti Michele, Castellini Sonia, Tonlazzerini Luca, Piedimonte Domenico, Benedetti Stefano, Panconi Stefano, Cagetti Pier Giuseppe, De Zarlo Nicola, Ceccarelli Silvio, Laquidara Stefania, Giuseppini Gianni, Tabanelli Sergio, Ciampi Renzo. Con una leadership rafforzata e un rinnovato slancio, Forza Italia guarda al futuro con determinazione, consapevole di essere un punto di riferimento per chi crede nei valori liberali, nella buona amministrazione e nello sviluppo del territorio.
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